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Sinceramente,
io non ho capito se qualcuno di noi si è rincoglionito, sicuramente lo hanno fatto le persone che TUTTI quanti noi abbiamo votato e messo lì a prendere provvedimenti alla cazzo di cane.

Sento il plauso da più parti alle chiusure delle palestre in Lombardia, “misura sacrosanta e necessaria” … dicono.
E il grave è che sono proprio molti titolari di palestra che plaudono a queste misure. Probabilmente quelli fuori dalla Lombardia, perché se lo fa qualcuno che sta vivendo questa situazione in Lombardia è da internare.

Vi chiedo per favore di risparmiarmi i vostri commenti pro-coronavirus da finti moralisti del cazzo, perché qui non c’entra nulla l’emergenza sanitaria o il senso civico.

Qui si parla di economia, di famiglie che devono mangiare e che se non lavorano faranno fatica a farlo.
Parliamo di attività che già in crisi, con delle chiusure imposte rischiano di cappottare da un giorno all’altro.

E ripeto, non tiriamo fuori l’emergenza straordinaria perché è una cazzata, una grandissima cazzata.
O meglio, è una grandissima cazzata che stiano chiuse solo le palestre.

Come diceva in un post Alessandro Cappellato, owner di CrossFit Three Fingers: “secondo quale meravigliosa logica in un box di CrossFit c’è più rischio di una pizzeria con 70 persone in 100mq??”

Se veramente c’è una emergenza sanitaria così grave, io mi aspetto che ci chiudano tutti in casa e ci porti da mangiare l’esercito, perché di emergenza sanitaria si tratta, tutte le attività devono chiudere: o stiamo tutti chiusi, o stiamo tutti aperti.

E soprattutto, se ci fanno stare chiusi, devono esonerarci TUTTI da pagamento di affitti, stipendi, bollette, tasse, ecc ecc.
Paghiamo le tasse per essere “amministrati”, quindi mi aspetto che gli amministratori che paghiamo non mettano nessuno di noi in condizione di dover chiudere o dover far fronte ad una situazione economica insostenibile.

Perché la triste realtà è che i nostri colleghi lombardi questo mese l’affitto, le bollette (se non i consumi, sicuramente le relative accise che sono a volte più alte dei consumi), gli stipendi, le rate dei mutui, ecc. dovranno pagarli comunque.
E CON QUALI SOLDI?!?!

O chiudono anche tutte le attività commerciali, soprattutto dove gli assembramenti di persone sono ben più pericolosi di quelli nelle palestre (vedi ristoranti, centri commerciali, ecc), oppure stiamo tutti aperti.

Ripeto per l’ennesima volta, perché sicuramente qualche perbenista imbecille si sentirà di commentare questo mio scarso senso civico: non ne faccio una questione di emergenza sanitaria, perché altrimenti dovremmo essere tutti chiusi in casa obbligatoriamente e vedere chiuse tutte le attività economiche, produttive e lavorative, perché oltre a ristoranti, pizzerie e simili già citati, vogliamo metterci gli uffici? All’interno degli uffici si creano le stesse dinamiche delle scuole, quindi perché gli uffici devono stare aperti e le palestre no?
Io ho lavorato in multinazionali con spazi open space di centinaia di metri quadrati, dove le persone interagiscono e vivono per 10-12 ore in una promiscuità lavorativa che penso sia molto peggio che un’ora di palestra.

E di nuovo anche in questa situazione tiriamo fuori tutto il nostro spirito italiano: i colleghi lombardi accettano in silenzio, magari scrivendo solo qualche post, i colleghi delle altre regioni se ne fottono perché tanto per il momento non sono toccati … per il momento.

E quindi accettiamo in silenzio facendo spallucce questa disparità di trattamento e subendo il disastro economico che provocherà a tutto il settore.

Sarebbe sacrosanta una bella organizzazione di settore, di palestre che avesse voce in merito e potesse farsi ascoltare in modo efficace dagli enti preposti.
…ah già dimenticavo … ma c’è il Coni … e poi per il 90% le palestre sono tutte asd, nel migliore dei casi ssd, e quindi non siamo a scopo di lucro, e quindi è giusto che come attività di pubblico servizio, dove non c’è scopo di lucro, si stia chiusi in via preventiva.

Sono appena tornato in Italia, ma se qualche imbecille deciderà l’inasprimento delle misure in modo mirato solo su alcune attività, riparto e me ne torno negli Usa, dove rimarrò fino alla fine di questa follia collettiva, e dove nel frattempo comincerò ad impostare le basi di un progetto imprenditoriale che già da un po’ di tempo ho in testa.

Perché sì … accidenti a quando ho deciso di aprire delle attività in questo Paese.
Giuro che non lo faccio più questo errore.

E tanta solidarietà per i colleghi della Lombardia, sperando che qualche altra regione non persegua questa strada scellerata.

Buona Italia a tutti, soprattutto a tutti quelli che sono d’accordo con la chiusura delle Palestre, ma solo di quelle eh?