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La fine del marketing “fai da te”

La fine del marketing “fai da te”

Ormai è tardi …

Cosa significa il titolo di questo articolo?

E’ molto semplice: se non siete partiti almeno 5 anni fa strutturando per le vostre palestre e i vostri Box dei processi di Marketing e comunicazione strutturati, ora è troppo tardi per cominciare a formarsi e pensare di potercela fare da soli.

Mi ricordo ancora nel 2012, quando aprii CrossFit Bicocca, che con una serie posts sulla pagina, nemmeno tanto strutturati, eravamo in grado di riempire la palestra: non lo faceva nessuno e quei pochi che avevano intuito l’importanza dei social, ne traevano grandi benefici senza la necessità di spendere un centesimo.

I gestionali e i software in grado di supportare una strategia di marketing e comunicazione erano totalmente sconosciuti, inesistenti, anche perché nessuno sapeva nemmeno che esistessero e a cosa servissero.

Era veramente la fase pionieristica della comunicazione online.

E’ in quel momento che cominciai ad interessarmi al mondo digitale, e a cercare persone e percorsi formativi negli Stati Uniti che mi facessero capire qualcosa di più. Sì negli Usa perché come sempre tutto ciò che viene creato in Italia è antiquato e merda alo stato puro (come ad esempio quei simpatici corsetti per diventare istruttore di fitness di sta minchia delle varie federazioni …).

E così tutte le volte che implementavo un piccolo pezzettino di puzzle nuovo … risultati a pioggia … clienti a pioggia.

Non parliamo di quando decisi di fare da solo la mia prima sponsorizzata investendo 5 euro su facebook. Correva l’anno 2014 e per i due mesi successivi fu un delirio: più di 20 Lezioni di Prova tutte le settimane, con una conversione altissima, superiore all’80%.

Oggi con 5 euro facebook al  massimo fa partire un video con una risata.

Ci sono voluti anni perché nelle teste degli imprenditori del mondo del fitness cominciasse ad accendersi una flebile lampadina che gli facesse capire l’importanza del mondo digitale.

Quindi anche se le iniziative in campo digitale erano strampalate e mediocri, portavano risultati, SEMPRE.

Nessuno faceva marketing, nessuno a dire la verità lo fa nemmeno oggi, perché tutti continuano a scambiarlo con la comunicazione, ma questo è un altro argomento …

In quel panorama, dedicandoci un’oretta al giorno, e altrettanto per leggere e formarmi, riuscivo con successo a portare avanti in autonomia tutte le attiviità di marketing e comunicazione legate alla mia palestra.

Ero in grado di gestire tutti i processi di marketing e comunicazione da solo, ed ero in grado di portare enormi risultati alla mia attività.

L’arrivo del “cialtrone digitale”

Dal 2014 ad oggi, complici anche i mille cialtroni che si sono improvvisati in campo marketing e comunicazione le cose sono cambiate.

E’ nata quella branchia composta da falsi consulenti, agenzie di comunicazione improvvisate, finti guru del marketing che a me piace chiamare “cialtroni digitali”.

L’aspetto positivo è che questi “cialtroni digitali”, almeno hanno permesso la diffusione di qualche concetto banale, che nel vuoto pneumatico ha  perlomeno fatto ottenere qualche risultato. Un pò come quando decidi di metterti a dieta: basta pulire un pò la qualità di quello che mangi, e le prime due settimane sono uno spettacolo di risultati. Le prime due settimane …

Uguale è l’attività dei “cialtroni digitali”: implementano quattro banalità dove non c’è nulla, ed è subito festa. peccato che poi dopo un paio di settimane … ma ormai è troppo tardi, perché nell’onda del successo dei primi tempi gli avete già scucito fior di eurini.

Così pian piano, un passo alla volta siamo arrivati alla situazione odierna, dove concetti come funnel, CTA, ecc ecc sono ormai alla portata di tutti, e tutti inseriscono nei loro processi almeno la base del marketing e della comunicazione.

Tutti fanno molto di più di quello che io facevo nel 2012, ma purtroppo tutto ciò  che viene fatto nel 90% non porta più nessun risultato.

La “non visibilità” sui social”

Perché?

I motivi sono sostanzialmente due:

  • perché facebook, google & company non danno più visibilità a quello che pubblichiamo, a meno che non vengano piazzati sopra ai nostri post un bel pò di soldini, e devono essere tanti, perché con i miei 5 euro del 2012, al massimo mi compare un pop up con Zuckerberg che mi ride in faccia.
  • perché purtroppo i clienti si sono assuefatti alla comunicazione online, al bombardamento che stanno ricevendo in ogni fronte della loro vita, e quindi non sono più è sensibile ai vostri post improvvisati o alle vostre campagne malfatte. Insomma, ne abbiamo tutti le palle piene di mail, pop up, pubblicità che ti compaiono all’improvviso mentre ti fai i fatti tuoi sui social, ecc ecc ecc. Siamo tutti nauseati dalla pubblicità digitale, e non la guardiamo più. Lavorare in questo contesto è estremamente duro, e se non sei uno specialista, oggi perdi solo tempo.

Quindi oggi, lavorare sull’online in modo fai da te è totalmente improduttivo. 

Se pensate di potere aggredire l’online oggi, cominciando da zero da soli, o spendendo qualche cento euro al mese, lasciate perdere, perché oggi come oggi è meglio che quelle cento euro ve le teniate in tasca.

Se pensate che con quattro stories malfatte e qualche post dei vostri massimali (a cui tra l’altro non frega niente a nessuno), possiate fare svoltare la vostra microgym, mi sa che non avete capito niente: 10 anni fa nel momento buono non ci avete creduto, ora sareste in ritardo di 10 anni.

Oggi per provare a dire la propria all’interno del mondo digital, serve un approccio professionale e mani “esperte”.

L’epoca del fai da te e delle agenzie da 300 euro al mese è finita.

A questo si deve aggiungere che se abbiamo la presunzione di essere visibili online, c’è un lavoro enorme da fare SU BASE GIORNALIERA.

Lavoro enorme su base giornaliera, inserito in una pianificazione strutturata mensile, inserita su una stagionale, inserita in quella annuale.

Se non fate tutto questo, se non avete margini economici per farvi seguire da qualcuno che sa quello che fa, risparmiatevi i quattro spiccioli che avete intenzione di spendere, perché li buttate al vento.

La nuova era di Business Partner

Nei miei primi articoli di due anni fa parlavo della necessità di formarsi, bene, oggi ho una brutta notizia per voi: E’ TROPPO TARDI PER FORMARSI, perché intanto che voi per prove ed errori trovate i percorsi giusti, cominciate ad implementare, e che per prove ed errori capite cosa funziona e cosa no, la vostra attività rischia di andare a rotoli o essere sovrastata dai giganti del fitness o da qualcuno più avanti di voi.

La formazione ora è un obbligo, ma non è più sufficiente: ogni attività deve mettere a budget una cifra sostanziosa da dedicare al miglioramento e alla creazione di processi di gestione, di marketing, di comunicazione.

Oltre alla formazione, servirà qualcuno che fa le cose per voi.

Ogni palestra, piccola o grande che sia, deve investire almeno metà del suo budget in questo, e si deve affidare a qualcuno che sia in grado di colmare il gap sempre più profondo tra chi non fa nulla e chi invece si è strutturato e vincerà su tutta la linea.

Questo gap diventa sempre più profondo, senza la presenza di una via di mezzo: o fai tutto come deve essere fatto e spendi quello che va speso, o sei fuori.

Questo gap allontana sempre di più “quelli che hanno capito” da quelli che continuano a sottovalutare”.

Questo è il motivo che mi ha convinto, ci ha convinto (perché ormai da più di un anno non sono più solo), a lasciare un pò indietro quello che era il nostro progetto iniziale (la formazione) per spostarci verso quello di cui in realtà c’è realmente bisogno: la creazione di servizi integrati, che in parole più comprensibili significa che intanto che ti aiuto a formarti, faccio io le cose per te, in modo da non farti rimanere indietro.

Da quando il progetto The Box Partner partì, abbiamo costantemente assistito a maldestri tentativi di copiare quello che facevamo, hanno provato a copiarci la formazione, hanno copiato blog ed articoli in modo sistematico, ed ora provano a copiare anche la nostra nuova impostazione grazie alla quale oggi siamo in grado di fornire servizi di coaching, gestione, finance, marketing e comunicazione a più di 120 realtà operanti nel mondo del fitness.

Peccato che mentre tutti i “cialtroni digitali” continuavano a perdere tempo su facebook a scrivere banalità, noi abbiamo invece dedicato il nostro tempo alla costruzione di una vera e propria azienda, fatta di uomini, processi e soluzioni software e hardware all’avanguardia: ci siamo strutturati per fornire al nostro interno tutto quello che serve alla tua attività.

E quando parliamo di tutto, intendiamo veramente tutto: commercialista, servizi legali, esperti di marketing, social media manager, una squadra di formazione sulla gestione e coaching nel mondo del Funtional Training evoluto.

Diamo tutto questo e molto di più, e lo diamo direttamente.

Tutto il resto del mondo invece fornisce pezzi separati della soluzione al problema, tutto il resto del mondo non ha struttura: i più fantasiosi si sono inventati strutture inesistenti all’estero e collaboratori immaginari … che tristezza …

Tutto il resto del mondo, vedendo quello che abbiamo messo in piedi ha trovato una soluzioni veramente fantasiose: ha messo insieme tutti pezzi separati, commercialisti, agenzie di pseudo-comunicazione, ecc ecc, che continuano a lavorare in modo separato e disorganizzato.

Tutto il resto del mondo non si è concentrato sulla creazione di una struttura, ma guadagna dalle marchette che prende dai vari fornitori di attrezzature e servizi esterni.

Meno male che noi non siamo il resto del mondo: a me non è mai piaciuto campare di marchette.

E così un passo alla volta, abbiamo costruito una azienda che come dicevamo segue ormai più di 120 realtà, a cui fornisce tutto: siamo in sostanza diventati il Comitato di Direzione che le piccole realtà non si possono permettere.

Ed abbiamo ampliato il tiro, perché mentre noi ci focalizzavamo sull’aiuto ai Box CrossFit, altre realtà del mondo del fitness hanno cominciato ad avvicinarsi a noi, hanno cominciato a cercarci studi personal e piccole palestre.

Abbiamo scoperto che in questo universo, che noi abbiamo chiamato microgym, problemi e soluzioni sono comuni.

Abbiamo scoperto che ampliando l’orizzonte, abbiamo anche la possibilità di aprire la mente oltre ai Box CrossFit potendo beneficiare dalla conoscenza e dalla contaminazione di realtà simili.

Abbiamo così identificato una nuova categoria sul mercato: quella delle microgym e ci siamo concentrati sulla creazione di servizi su questo nuovo universo che si va configurando nel mondo del fitness, formato da centri personal, Box Funzionali e piccole palestre.

Oggi Business Partner (l’evoluzione di The Box Partner, che ormai ci stava troppo stretto) conta tre sedi fisiche REALI e più di 10 professionisti che lavorano al suo interno.

Oggi siamo pronti ad affrontare le sfide che il nuovo mercato del fitness e il nuovo modo di comunicare e fare marketing richiedono.

Oggi siamo la più grande realtà nel mondo della consulenza e fornitura di servizi alle microgym italiane, ed accogliamo tutte le settimane una media di quattro nuovi clienti.

A breve la nostra seconda sede di Cesena verrà ampliata, per accogliere i nostri nuovi collaboratori.

Insomma, stiamo procedendo a spron battuto.

Ma sopratutto, siamo orgogliosi di quello che facciamo, perché stiamo aiutando più di 120 realtà ad affrontare un nuovo mondo imprenditoriale, a vincere con successo le sfide e rendere profittevole le loro attività.

Siamo orgogliosi di aver restituito il sorriso e la fiducia in se stessi a 120 imprenditori che vedevano il loro sogno trasformarsi ogni giorni in un incubo.

Ora siamo pronti, siamo pronti ad aiutare anche te.

Se ti sei ritrovato in quello che ho scritto, e pensi di avere bisogno di un aiuto concreto, noi siamo qui, pronti a farti diventare il nostro prossimo caso di successo.

Se vuoi dare quindi una spinta in più al tuo Box e uscire dalla massa che ogni giorno è a un centimetro in meno dal fallimento, noi possiamo aiutarti, ma tu dovrai rimetterti in gioco, cambiare le tue convinzioni e il modo con cui hai lavorato fino ad adesso.

 

 

 

 

Per fare tutto questo, le prime due azioni da compiere sono queste:

  • Entra nel nostro gruppo chiuso, dedicato ai Titolari di Microgym e all’interno del quale divulghiamo contenuti e condividiamo esperienze. Già solo essere dentro questo gruppo ti darà un vantaggio competitivo enorme: ti basterà prendere ed applicare tutti i contenuti che mano a mano vi pubblichiamo. CLICCA QUI PER RICHIEDERE DI ESSERE AMMESSO AL GRUPPO CHIUSO.
  • La seconda (forse il passo più importante) è quella diventare consapevole di dove sei realmente (e non dove pensi di essere), di conoscere il vero grado di competenza in ognuna delle 5 aree che come imprenditore devi padroneggiare e non solo conoscere. Vuoi saperne di più?  Prenota una call con me o con Andrea CLICCANDO QUI, e il primo passo verso crescita e prosperità sarà compiuto

Ti aspetto dall’altra parte!!

Roberto Manzi

Costruire una palestra di successo, cosa fare e gli errori da evitare

Costruire una palestra di successo, cosa fare e gli errori da evitare

Costruire una palestra di successo, cosa fare e gli errori da evitare

Eliminiamo il campo dagli stereotipi classici, come; “per costruire una palestra di successo devi avere passione”, direi che è decisamente scontato, noo?! Questo per dirvi che se siete armati solo di tanta passione sicuramente aprirete la vostra palestra, ne sono sicuro, ma avrà successo? Nel 2020 la passione conta ma non paga le bollette, questo è bene tenerlo a mente, perché stiamo parlando comunque di investimenti, soldoni! Se avete davvero a cuore la vostra passione, volete che questa diventi la vostra realtà lavorativa, il vostro miglior successo, allora avete bisogno anche dell’esperienza. L’esperienza purtroppo non si alimenta come la passione, ma si acquisisce nel tempo, facendo anche errori, ma a differenza della passione questi possono costar cari! Costruire una palestra di successo, richiede una pianificazione strategica, dove sai cosa fare e perché, ma soprattutto sai quali sono i risultati che otterrai. Ecco, con questa prospettiva la tua idea di lavorare facendo quello che ami comincia ad avere un senso.

Cosa fare e quali sono gli errori da evitare?

Le statistiche ci dicono che il trend indica una sistemica crescita del settore fitness e benessere in generale. Ottimo, ma questo non t’illudere non faciliterà le cose, perché anche i tuoi concorrenti leggono le statistiche. La domanda alimenta l’offerta, quindi calma, non ti buttare a capofitto sulla tua palestra, riempirla di pesi, manubri e macchine costose non farà la differenza. Non sarà questo il presupposto con il quale la tua palestra andrà a gonfie vele. Parti con il piede giusto e fai le cose gradualmente, hai tutto il tempo per crescere grazie ai risultati che otterrai. Non fare l’errore di investire tanto sperando nei risultati, non funziona nella maggior parte dei casi e si fanno un monte di debiti. Metti le basi, crea il tuo pubblico e concentrati sui servizi, il supporto agli iscritti e pianifica una buona strategia di marketing. Ovviamente la qualità è implicita, non occorre metterne in evidenza i punti. Sii preciso e attento, soprattutto non perderti d’animo specie nei primi mesi, sarà dura, ma la fatica sarà ripagata di ogni sforzo fatto.

Possiamo sintetizzare le giuste mosse in pochi punti ma fondamentali

  • Non esagerare, inizia con i piedi per terra.
  • Crea valore e offri servizi di qualità sempre.
  • Attua una strategia di marketing con un focus vincente.
  • Concentrati sugli iscritti, le “coccole” piacciono a tutti.
  • Affidati a un Team capace di guidarti verso i tuoi obiettivi.
  • Armati di pazienza e forza, mantenere il sangue freddo farà la differenza.

Diciamo che questi punti sopra sono un’ottima sintesi per costruire una palestra di successo. Partendo quindi da risorse moderate ma facendole rendere esponenzialmente. Questo è quanto consiglio a tutti quelli che hanno passione da vendere e forza da spaccar montagne, ma poi? Appunto … E adesso smettila di pensare, agisci!

Se vuoi dare una spinta in più al tuo Box e uscire dalla massa che ogni giorno è a un centimetro in meno dal fallimento, noi possiamo aiutarti, ma tu dovrai rimetterti in gioco, cambiare le tue convinzioni e il modo con cui hai lavorato fino ad adesso.

Per fare tutto questo, le prime due azioni da compiere sono queste:

  • Entra nel nostro gruppo chiuso, dedicato ai Titolari di Microgym e all’interno del quale divulghiamo contenuti e condividiamo esperienze. Già solo essere dentro questo gruppo ti darà un vantaggio competitivo enorme: ti basterà prendere ed applicare tutti i contenuti che mano a mano vi pubblichiamo. CLICCA QUI PER RICHIEDERE DI ESSERE AMMESSO AL GRUPPO CHIUSO.
  • La seconda (forse il passo più importante) è quella diventare consapevole di dove sei realmente (e non dove pensi di essere), di conoscere il vero grado di competenza in ognuna delle 5 aree che come imprenditore devi padroneggiare e non solo conoscere. Vuoi saperne di più?  Prenota una call con me o con Andrea CLICCANDO QUI, e il primo passo verso crescita e prosperità sarà compiuto.

Ti aspetto dall’altra parte!!

I 7errori da non commettere nell’acquisizione clienti

I 7errori da non commettere nell’acquisizione clienti

Sono finalmente riuscito ad allenarmi in uno di questi mostri sacri, la nuova frontiera del fitness, la catena che ha fatto chiudere decine di Box CrossFit negli Usa e che sta facendo passare notti insonni ai Box Owner che ancora sono sul mercato.

Un fenomeno veramente strabiliante: una catena che conta ora migliaia di centri in franchising, sbarcata anche in Europa (Spagna, Inghilterra e altri paesi che non ricordo) e che vanta di non aver mai chiuso nemmeno un centro.

E non è l’unica. A Milano ha recentemente aperto il primo centro Barry’s Bootcamp, che ricalca più o meno lo stesso concetto, parlando di allenamento.

Non potevo non andare a vedere di cosa si trattasse.

Così ieri ho prenotato online una class e sono andato ad allenarmi li insieme a Giorgia!!

Sommario

  • Accoglienza e prima impressione
  • La Sala Allenamento
  • Il Segreto del suo successo (o meglio …. dell’ insuccesso dei Box CrossFit)
  • Cosa puoi trovare dentro una Orange Theory
  • Cosa non puoi trovare dentro una Orange Theory
  • Perché dovresti aprire una Orange Theory (…ma anche no!!)
  • Cosa mi fa paura veramente

Accoglienza e prima impressione

Entro, il posto è fighissimo, tutto colorato, tutto perfetto, tutto arancione.

Ci accoglie una simpatica receptionist che ci fa fare un tour e ci spiega come funziona, essendo la prima volta che entriamo in una Orange Theory.

Dopo averci fatto tutta la spiega e le domande di rito, ci da il nostro braccialetto: quello che controllerà la nostra performance durante la sessione di allenamento.

Devo dire in effetti che il braccialetto con gli schermi giganti dove vedi sempre cosa stai combinando mentre ti alleni ha un certo potere di attrazione per le menti fragili ….

Proseguiamo ….

Siamo molto fortunati!!

Oggi la class la tiene niente di meno che Dominique, l’head coach. Anche lui molto cordiale, ci fa accedere alla sala 10 minuti prima (lui è già presente in sala per accogliere tutti quelli che arrivano) e ci spiega come funziona e come ci si deve muovere durante la class.

Dominique ci dice che anche lui faceva CrossFit, ma da quando si allena così, il suo cardio è migliorato tantissimo …. Il resto a nostro avviso non molto (era un po’ secco…).

Dice che CrossFit non sviluppa la resistenza cardio ….

Peccato che alla fine dell’allenamento sospettava che il braccialetto di Giorgia fosse rotto …. Perché a quanto pare andava il doppio di lui sul cardio.

PS: Giorgia corre praticamente poco o niente, per via della tendinite cronica al tendine di Achille che la perseguita ormai da 6 anni.

Anche in questo caso, simpaticissimo e molto bravo nel tenere la coreografia della class (non è stato zitto un solo secondo), ma a mio avviso parliamo di intrattenimento, non di coaching.

La Sala Allenamento

Vediamo ora la sala, composta da tre aree:

  • la prima è quella con i vogatori ad acqua (una ventina circa), che hanno una unica resistenza che equivale al livello 10 del concept
  • la seconda è fatta di tapis roulant ammortizzati e con aria condizionata. Dominique dice che quel tapis roulant molleggiato è una esclusiva della Orange Theory e che riduce praticamente a zero la possibilità di infiammazioni e infortuni.
  • la terza area è un’area funzionale, dove ci sono Trx, dumbells che arrivano alle 35 libbre, tappetini e qualche altro giocattolo.

Siamo doppiamente fortunati!!

La class di oggi è una class dedicata allo sviluppo muscolare!!

Ci sono due tipi di class, una solo aerobica, e una di potenziamento.

Il workout dura un’ora ed è così composto:

  • Tapis roulant: 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: 4’ amrap 8 alzate laterali con peso leggero (il cardio deve rimanere alto) e 8 alzate ad y (sempre con gli stessi dumbells
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con altri due esercizi con i dumbells (sempre simili ai nostri riscaldamenti), sempre 8 ripetizioni ad esercizio.
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con altri due esercizi uno con i dumbells e una specie di skipping a corpo libero (sempre simili ai nostri riscaldamenti), sempre 8 ripetizioni
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con 2 esercizi per gli addominali (sempre 8 ripetizioni ad esercizio)
  • Vogatore: 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out

Sensazione ad inizio, metà e fine workout: CHEPPALLE!!

Meno male che era la class di potenziamento, figurati te quella aerobica come è!!

Già ho rischiato una orchite con l’allenamento di forza …. Figurati se capitavamo nella class di aerobica!!

Mi sembrava di essere tornato ai corsi di sala della Virgin!!

In sostanza, nella mia testa avevo mitizzato questo mostro ammazza-Box e ne sono rimasto molto, molto, ma molto deluso.

La Sala Allenamento

Non mi capacito di come una formula di questo tipo sia riuscita a far chiudere centinaia di Box CrossFit.

Anzi, il perché lo so e me lo hanno confermato diversi Owner americani: presi dalla smania di tirare dentro TUTTI, ma proprio tutti, senza avere un target di clienti ben preciso, i box con mestiere meno solido hanno cominciato a fare corsi di tutte le specie, più simili al bodypump che non a CrossFit e a sbragare i prezzi. E all’inizio questo ha pagato, perché qualche decina di clienti dalle palestre tradizionali li hanno presi.

Praticamente è stata l’era del fenomeno che è partito da un po’ di tempo in Italia: aumentano i box, aumentano le spese, e la via più semplice sembra essere quella di tirare dentro gente che non c’entra nulla con un box.

Ho visto fiorire ultimamente class veramente esilaranti dentro alcuni box: functional training (…ma siete impazziti?!?! Fare un corso di Functional Training dentro un Box CrossFit è una contraddizione di termini!!), Agility (cioè…. io pensavo fosse una cosa per cani, non per esseri umani), functional body building (qui mi astengo da commenti per non aprire una polemica infinita…), e così via.

Questo è esattamente il modo con cui si sono suicidati decine di Box negli Usa: si sono buttati nelle braccia di queste nuove formule, che assieme alle palestre tradizionali se li sono mangiati.

Mi spiego meglio: essendosi riempiti il Box di clienti non in target, si sono visti attaccati su due fronti:

  • dalle nuove formule (Orange Theory & C) che si sono prese quella fetta di clienti che trovavano CrossFit troppo impegnativo e troppo caro ed erano stai attirati quindi con le chiavi di accesso sbagliate per un Box
  • dalle palestre tradizionali: che si sono riprese i clienti che CrossFit a sua volta gli aveva tolto. Sì perché chi sta pensando che le palestre tradizionali stanno dormendo o stanno guardando la crescita dei box a bocca aperta sta sbagliando di grosso. Sono incazzati neri e si riprenderanno i loro clienti, prima di quello che pensiamo.

I box con un posizionamento e una strategia chiara e con un mestiere forte, non solo sono sopravvissuti, ma stanno alla grande.

A conferma di questo, i box più performanti (es. CrossFit Solace di Dave Durante) non riportano sul sito nemmeno chi è l’owner.

Sì hai capito bene: Dave Durante, per fare un esempio, non compare tra lo staff, non compare tra i coach, non esiste proprio nei media.

Quelli con le contropalle sono diventati imprenditori, e ora fanno gli imprenditori. Non giocano più e campano di rendita tanto bene vanno i loro box.

Per non parlare di chi ha deciso di non rinnovare l’ affiliazione: i Box CrossFit ‘rinnegati’ stanno sparendo lentamente. Chi si credeva cioè ormai arrivato, superiore, o è già morto o è in agonia.

Chi era convinto di non avere più bisogno di CrossFit (che ricordiamo, è una metodologia in continua evoluzione, sia dal punto di vista dell’ attività che della gestione di un Box), chi era convinto di potere creare una formula migliore di CrossFit, ha pagato cara questa presunzione.

Ma qui siamo già andati off topic ….

Dovevamo parlare solo di Orange Theory.

Quindi, ora che ho visto come funzionano posso dire

ORANGE THEORY NON TI TEMO!!

Cosa puoi trovare dentro una Orange Theory

Riassumendo, cosa c’è dentro una Orange Theory:

  • allenamenti economici (in due per un drop in abbiamo pagato 30 dollari, contro una media di 80 rispetto ai box CrossFit visitati)
  • allenamenti accessibili a chiunque, senza prima dovere fare delle lezioni introduttive
  • cortesia e lavoro su protocolli standard
  • pulizia e ambiente confortevole
  • servizi complementari di alto livello: nelle docce ad esempio c’era tutto il necessario e anche di più (teli, bagnoschiuma, shampo, creme, addirittura cotton fioc, elastici per capelli e un sacco di altre cose)
  • tanta tecnologia: allenamenti monitorati e registrati nella tua App in automatico, che ti dicono quante calorie hai bruciato e come sta migliorando il tuo livello di fitness.

Cosa non puoi trovare dentro una Orange Theory

Cosa non c’è in una Orange Theory:

  • non c’è vero coaching (perché non ci sono veri esercizi multiarticolari complessi)
  • non c’è intensità
  • non ci saranno i risultati che si possono avere allenandosi in un Box CrossFit
  • non c’è divertimento
  • non c’è community
  • non c’è l’ ambiente che c’è dentro ad un box
  • non c’è neanche lontanamente la completezza che può dare un allenamento di CrossFit

Perché dovresti aprire un Orange Theory ….ma anche no!!

Cosa può trovare un owner che decide di aprire un centro Orange Theory:

  • formazione gestionale
  • formazione dei coach
  • marketing e comunicazione già pronti e confezionati
  • processi già predisposti e pronti per funzionare
  • consulenza gratuita su tutti gli aspetti, dal progetto degli spazi, a come far evolvere il business. Ricordiamo che vantano di non avere MAI chiuso una sola palestra.

In sostanza, se ti stai buttando adesso nell’apertura di un box, ti consiglio invece di aprire una bella Orange Theory: per far CrossFit ci vuole passione e professionalità.

Se stai cercando un business facile facile e redditizio, molto redditizio, l’ apertura di una Orange Theory o di un Dave’s Bootcamp è la soluzione migliore.

Io non ci penso neanche: allenarmi dentro una Orange Theory e a una Dave’s Bootcamp mi ha fatto cagare, quindi non potrei mai aprirne uno solo perché ti fa guadagnare un sacco di soldini.

Cosa mi fa paura veramente

Quello che temo sempre di più invece sono due cose:

  • gli imbecilli farciti di soldi da papà
  • non poter più permettermi una formazione di alto livello e di viaggiare per scoprire cosa succederà a breve da noi.

Gli imbecilli farciti di soldi da papà mi fanno paura perché sono dei kamikaze.

  • Aprono perché hanno soldi da buttare via (tanto glieli da papà)
  • Si muovono senza nessuna logica imprenditoriale, perché non ne hanno bisogno (tanto i buchi poi come sempre li copre papà)
  • Fanno un lavoro di merda e sputtanano il mercato
  • Fanno chiudere chi sa fare veramente il mestiere, ma su quello ci campa e ci deve far mangiare la famiglia

…. e alla fine di tutto dopo aver mandato in vacca tutto, chiudono …. perché in fondo per loro è stato solo l’ennesimo giochino.

Per questo fino a che non mi si piazzerà vicino un imbecille farcito di soldi da papà, continuerò ad usare il mio tempo e i miei soldi in formazione e viaggi.

Ed essendo il mondo pieno di imbecilli ….. vivo sempre preoccupato.

Adesso vi saluto perché nel frattempo, nell’attesa che arrivi l’imbecille a me predestinato (il mondo ne è pieno), vado a farmi un giretto per New York. In fondo è il penultimo giorno qui: venerdì ci spostiamo a Boston.Andiamo alla mecca: Reebok CrossFit One, da Austin Malleolo e Denise Thomas  

Alla Prossima!!

Mister Beef

La Guerra Dei Box – 1a parte

Il mercato del Fitness sta cambiando e sta reagendo al fenomeno CrossFit: ti stai armando o scenderai in guerra impreparato?

Nel 2001 aprì i battenti CrossFit.com.Fu questo il momento in cui Greg Glassman si affacciò sul mercato del fitness americano, che molti ritenevano già maturo, sovraffollato e poco ricettivo alle novità di qualsiasi genere.Le uniche innovazioni arrivate negli anni precedenti riguardavano solo oggettistica di vario genere (palle Bosu, cavi, ecc ecc ecc) e corsi su DVD di allenamenti miracolosi da fare in salotto.CrossFit fece letteralmente saltare in aria tutto: il mercato del Fitness ricevette una scossa fatale.Invece di litigare contro l’esistente e contro ogni piccola invenzione, Greg Glassman lanciò una innovazione che rese irrilevante qualsiasi macchina, qualsiasi allenamento e qualsiasi modalità di business messe in campo fino a quel momento da tutti gli operatori nel mondo del fitness.

La nascita di una nuova tipologia di palestra, il Box, sconvolse letteralmente le regole del gioco, segnando un punto di svolta e l’inizio dell’evoluzione del settore più veloce di tutti i tempi.

I Box cominciarono a diffondersi a macchia d’olio e CrossFit Inc si posizionò al primo posto per diversi anni nelle classifiche per crescita e numero di affiliazioni/licensing aperte, superando anche un colosso come Starbucks.

Ecco allora che in un mercato fino a quel momento “addormentato” o fermo su idee e convinzioni che sembravano inattaccabili, cominciarono delle rapidissime fasi di evoluzione, che partendo dagli Stati Uniti si diffusero (e continuano tutt’ora a diffondersi a specchio) in tutto il resto del mondo.

L’ Europa fino allo scorso anno ha rappresentato lo specchio degli Usa con 5 anni di ritardo. Oggi questa forbice sembra accorciarsi sempre di più, e cominciamo a vedere fenomeni e tendenze a non più di 3 anni dalla loro comparsa oltreoceano.

In questo articolo, proviamo a vedere quali sono le fasi che, dalla nascita di CrossFit Inc hanno sconvolto e cambiato per sempre il nostro mercato.

Le prime due fasi come detto sono già passate e dimenticate. Hanno rappresentato la fase d’oro per i Box CrossFit: quella in cui si poteva aprire, sbagliare, correggere, formarsi, crescere piano piano insieme all’aumentare del numero di soci.

Si era pressoché in assenza di concorrenza, e quindi tutto veniva permesso e tutto veniva perdonato. Personalmente io ho usufruito dei benefici concessi da questa epoca ben più probabilmente di molti altri.

Provando a semplificare e contestualizzare il tutto al mercato italiano, possiamo individuare due fasi già passate, una in corso e due che sono dietro l’angolo, che si susseguiranno l’una dopo l’altra con una velocità pazzesca: Jab e diretto piazzati in faccia a tutti noi, con probabile KO di molti Box

Cominciamo la nostra analisi storica partendo dalla prima fase: la nascita dei primi Box CrossFit in Italia (2009-2012).

Questa prima, la chiameremo

1. La Fase della Derisione

Ancora ricordo il mio primo corso alla CrossGym di Maddaloni datato 2008.

A parte i dolori diffusi in tutto il corpo, la scoperta di nuovi muscoli che non sapevo di avere e le mani completamente aperte, lui diceva in modo molto esplicito che usciti da lì, saremmo stati derisi da chi ci avrebbe visto ‘fare quelle cose strane’, e che quando anche lui per necessità doveva allenarsi in una palestra ‘normale’, veniva preso per il culo dai Trainers di quelle strutture.

Ricordo ancora quando sempre nello stesso anno, quando esasperato dagli allenamenti di sala pesi, o ancora peggio dai corsi di gruppo, mortalmente noiosi ed inefficaci (almeno su di me), provai ad entrare a Ravenna in una palestra molto nota con due kettlebells …. Quello che mi aspettavo era un “qui dentro non puoi portare i tuoi giochi”

E che cazzo, ci sarebbe anche stato!! Immaginate se oggi in uno dei vostri box entrasse uno con un aggeggio a voi sconosciuto e volesse allenarsi da solo con quello. Gli direste sicuramente di no perché non conoscendo l’ attrezzo, lui e l’ allenamento che vuole fare avreste paura per la sua sicurezza.

E invece quello che trovai fu proprio derisione. Dalla reception chiamarono il “Responsabile”, che con la sua pancetta prominente, ma con una maglietta con su scritto ‘responsabile’ ed una supponenza senza limiti, arrivò, squadrò me e i miei due kettlebells e disse “ah ah ah…e tu vuoi allenarti con quelli? Conosco bene quei cosi li, non servono a niente, fatelo entrare pure, così ridiamo un po’’.

Sulla scia di questa derisione, i box cominciarono ad aprire e a fare iscritti, e mentre  le palestre normali e gli istruttori di sala (quelli che oggi frequentano in massa il Level 1 per intenderci), continuavano a deriderci, noi continuavamo a rubargli decine di clienti.

La seconda fase cominciò con un ritardo notevole, se pensiamo ai tempi delle evoluzioni odierne: nel 2014 e la chiameremo

2. La Fase dello Stordito

Fu quella fase in cui le palestre ‘tradizionali’, guardavano il successo di questo CrossFit e, non capendoci un cazzo, con la pretesa di farvi fronte e annientarlo cominciarono a lanciare una serie di corsi ridicoli con nomi ridicoli (fun cross, fit cross, ecc ecc ecc), dove in sostanza una sorta di body pump veniva spacciato per CrossFit. Cominciò così l’era del ‘funzionale’.

Ahhhh…. il funzionale ….. ecco che, non potendo usare il nome CrossFit o qualcosa di simile (e se ne accorgevano a suon di denunce) cominciarono a spacciare questo funzionale come la nuova frontiera, il nuovo allenamento, la super novità!!

Cazzo …. Glassman sul concetto di funzionale ci lavorava già dal 1971!!!!

E anche in questa seconda fase, continuarono a sottovalutare il fenomeno CrossFit, a non capirci un cazzo e lasciare terreno libero ai box esistenti e a quelli che a pioggia stavano aprendo.

Finita rapidamente anche questa fase, ecco arrivare la terza, quella forse più lunga e che ancora permane.

3. La Fase della Consapevolezza

Circa quattro anni fa le palestre ‘tradizionali’ (grandi catene comprese questa volta, che fino ad allora avevano bellamente continuato ad ignorare il fenomeno CrossFit), cominciarono a professionalizzare il loro ‘funzionale’, e in molti casi a creare aree sempre più simili ad un piccolo Box.

Quello che saggiamente fecero fu condire questa loro finta innovazione con un buon marketing e una buona comunicazione, destinata a colpire quella utenza che era spaventata da CrossFit, che fino a quel momento era ancora una utenza d’élite.

La palestra tradizionale si pose quindi finalmente in concorrenza con i box CrossFit, e cominciò a dare fastidio soprattutto ai neonati centri CrossFit, quelli aperti per ultimi e con un mestiere fragile in mano.

Gli istruttori delle palestre tradizionali avevano cominciato infatti da un paio di anni ad allenarsi nei Box CrossFit storici, e credetemi, tutt’ora io nei miei centri ho decine di trainer che insegnano in palestra ma che in incognito vengono a fare CrossFit.

A forza di allenarsi, molti di questi istruttori presero e continuano a prendere anche i Level 1 (la certificazione base di CrossFit), come se questa bastasse a farli diventare coach.

Quantomeno però negli ultimi due anni, grazie a questo lavoro di intelligence e infiltrazione, i corsi di funzionale sono usciti dal teatrino del ridicolo in cui sono stati per tanto tempo.

…non tutti, perché ancora oggi vedo stories e post di allenamenti funzionali fatti nelle palestre che sono meglio di Zelig.

Ecco quindi che magicamente anche la qualità dei movimenti comincia a venire più curata, e finalmente sempre meno “trainer” dicono fesserie del tipo “lo squat con il sedere sotto il parallelo fa male alle ginocchia”, “lo stacco da terra è pericoloso”, “quando fai la panca stacca i piedi da terra e appoggia tutta la schiena” …. E potrei andare avanti per ore con questo museo degli orrori.

Da due anni a questa parte per la prima volta dalla loro comparsa, i Box CrossFit, soprattutto quelli più giovani, cominciano a rendersi conto che non si può più campare di rendita, e se ne rendono conto soprattutto quelli che aprono oggi e si scontrano con una realtà che è ben diversa dal mondo perfetto che si immaginavano, fatto di allenamento, community, pace e amore.

I Box CrossFit si trovano per la prima volta fronteggiare una vera e propria concorrenza, che a suon di migliaia di euro di pubblicità e prezzi stracciati, comincia ad erodere il bacino di utenza dei Box: vengono in sostanza a riprendersi i clienti che per anni gli abbiamo sottratto sotto il naso, e lo fanno usando tutti gli strumenti in loro possesso, compresi delazione e giochetti sporchi della peggior specie.

Per intenderci, senza essere politically correct, perché sapete che non lo sono … non hanno sicuramente ancora imparato ad allenare in modo corretto ed efficace i loro clienti: nel 90% dei casi continuano ad essere i cani che sono sempre stati, ma quantomeno hanno sviluppato delle buone tecniche di gestione e marketing, più o meno corrette, per evitare che i clienti che hanno vengano mangiati da un Box qualsiasi.

Non dimentichiamoci mai che le palestre tradizionali continuano a dare stipendi da fame ai loro trainer, investendo di contro una montagna di soldi in comunicazione.

E che vi piaccia o no: fa più scena ed è più credibile per il grande pubblico un somaro che si fa vedere in tenuta da gara in un ippodromo pieno di gente, che un cavallo di razza chiuso in scuderia dove nessuno lo vede.

In questa terza fase, diventa quindi necessario reagire imparando a fare gli imprenditori. Fino ad ora non ne avevamo avuto bisogno, non c’era una vera concorrenza. Fino ad ora avevamo vissuto nell’illusione che i clienti si accorgessero della ‘qualità’, ma siamo stati degli illusi.

Ecco quindi la necessità di reagire, di cominciare a fare veramente il lavoro dell’imprenditore, di scendere dalla nuvoletta in cui fino al 2016 siamo vissuti, per renderci conto che gli imprenditori del Fitness non sono tutti rincoglioniti, e non hanno guardato senza far nulla e a bocca aperta CrossFit e relativi Box crescere e prosperare.

A questa concorrenza di imprenditori del fitness, si aggiunge poi oggi … ahimè … quella della miriade di Box che continuano ad aprire (che quindi diventano essi stessi concorrenza essendo il mercato ormai già saturo), e quella dei simil-box, ovvero i non affiliati, che quando ci entri ti dicono che fanno CrossFit ma non si chiamano CrossFit solo perché non vogliono pagare 3.000 euro a un coglione…. (il coglione nella mente malata di questa gente sarebbe Glassman, cioè quello che pur non guadagnando dalla loro attività, li sta facendo campare).

Diamo dei numeri, così capiamo perché chi apre oggi rischia un grandissimo buco nell’acqua.

I Box CrossFit in Italia oggi sono 700 e rotti. In Brasile, dove parlano di saturazione, sono 1.100 e rotti …. E il Brasile così ad occhio e croce mi sembra grandino.

Facendo dei rapidi calcoli con cui non vi voglio tediare, l’Italia è pronta a mantenere nel futuro non più di 300 Box. Quindi a conti fatti, ne abbiamo già 400 di troppo. E agli spiritosoni che sicuramente saltano fuori a questo punto dell’articolo, i Box Owners convinti che non saranno loro uno dei 400 Box che chiuderanno, non posso che fare un grande in bocca al lupo. Io personalmente non mi sento al sicuro, mai.

Ebbene, siamo arrivati….. siamo arrivati in sostanza ad essere non più un fenomeno emergente e parallelo, ma una identità a pieno titolo inserita nel mercato del fitness e soggetta quindi a regole e concorrenza di questo mercato, che noi non conosciamo. Non le conosciamo nemmeno se lavoravamo in palestra, perché un conto è fare l’ istruttore, un conto è essere il proprietario di una palestra.

Eh sì, abbiamo campato di rendita (almeno noi che abbiamo aperto durante la prima ora), abbiamo camminato di fianco ad un settore da cui molti di noi non provengono e che quindi non conosciamo, ed improvvisamente ci siamo ritrovati dentro a questo mercato.

Così quindi, come anni fa le palestre normali si trovarono di fronte questi Box CrossFit a cui non sapevano far fronte, oggi noi ci troviamo di fronte ad una concorrenza che ci studia da anni, che conosce meglio di noi il mercato del fitness, che si prepara ad annientarci e che non sappiamo come affrontare.

Provo a creare la similitudine con una battaglia (da qui il titolo dell’articolo)  … perché noi siamo entrati in guerra se non ve ne siete accorti.

Alcuni di noi sono ancora nella fase figli dei fiori che predicano fitness & love. Cioè, sembrano quei settantenni che ancora oggi girano con i capelli lunghi e la canna in bocca, credendo di essere negli anni sessanta. Ma gli anni sessanta sono finiti anche per il CrossFit, e ora c’è il capitalismo!!

Adesso nella guerra del capitalismo siamo in trincea con il nostro Box, con i nostri soldatini dentro e i suoi caporali (NOI), e di fianco a noi ci sono le altre trincee, con dentro altri soldatini e altri caporali: gli altri Box.

E dietro di noi fino a poco tempo fa c’era un’ artiglieria, la nostra artiglieria, fatta da CrossFit, dai suoi corsi di formazione, dagli aiuti che poteva darci con  pubblicità incessante, CrossFit Games, ecc ecc.

Continuava a prepararci, a tenerci addestrati meglio degli avversari, provando a tenere caporali e soldatini una spanna sopra a quelli del nemico.

Di fronte a noi, appunto, il nemico.

Fino ad ora come detto non ci attaccava, per tanti motivi: il nostro terreno era piccolo, poco interessante, eravamo più preparati tecnicamente di loro e avevamo innovazioni che gli facevano paura. Per cui stavano la, a studiarci e guardarci. Nel frattempo l’intelligence nemica infiltrava spie nelle nostre trincee.

Il nemico ha atteso, ha lasciato crescere le nostre trincee, tanto quelle che continuano ad aggiungersi sono delle armate brancaleone, non sono forti e preparate come le prime nate.

Nel frattempo prepara anche i suoi soldati, e con le informazioni delle sue spie, comincia a capire il fenomeno e a studiare come fare per attaccarlo.

TA-DAAAAAN!!!! Arriva il momento, ci dichiara ufficialmente guerra e parte all’offensiva!!

I nemici escono dalle trincee, ci conoscono bene e sanno dove attaccare.

E mentre loro avanzano, ecco le nostre trincee, quelle di tutti i Box, che  cominciano a sparare …. Mah …… noooo!!!  Anziché sparare sul nemico si stanno sparando contro!! Cioè il nemico avanza e dalle trincee il fuoco va sulle trincee amiche!!!

Disastro!!! L’ artiglieria dietro di noi non può aiutarci!! Rischierebbe di sparare anche lei contro di noi, perché il nemico è uscito dai suoi avamposti, e comincia ad entrare nelle nostre trincee!! E noi non riusciamo a fermare l’avanzata del nemico, perché siamo numericamente di meno, e dobbiamo anche difenderci dai colpi degli alleati!!

Usciamo dalla metafora e traduciamo il tutto: oggi ci troviamo attaccati ai fianchi dai non affiliati, da box che aprono senza criterio e senza professionalità, su un mercato già saturo, e che quindi hanno come unico obiettivo quello di rubare clienti ai box esistenti, e il vero nemico intanto avanza indisturbato, anzi, è già entrato in casa nostra. Ha sale più grandi, più fighe, ha la sauna, il bagno turco, altre attività oltre al simil-CrossFit, quindi è multientrata e guadagna cento volte più di noi. Spende quindi anche cento volte più di noi in marketing, pubblicità, abbellimenti estetici, ecc ecc ecc.

Ma mentre noi siamo ancora nel bel mezzo di questa terza fase, una quarta sta arrivando. Questa quarta fase la chiameremo:

4. La fase dell’attacco alieno

Qualcuno pensava che il nostro settore fosse immune e non attaccabile dall’online? SBAGLIATO.

Le evoluzioni corrono sempre più veloci, e la concorrenza arriva sempre di più da dove non te l’aspetti, e l’online è già in mezzo a noi.

Non ce ne rendiamo conto, ma dopo l’attacco frontale delle palestre tradizionali, in modo simultaneo arriverà, sta già arrivando, è già arrivato quello dell’online: App e siti che offrono programmi di allenamento a distanza. E non parliamo di programmazioni per atleti, a quelli ci siamo abituati, parliamo proprio di allenamenti per le persone normali, per i nostri clienti.

E così mentre noi siamo impegnati a contrastare localmente i nostri competitors, in realtà i nostri potenziali clienti stanno per andare da un’altra parte: saranno dentro una App che magari manda allenamenti dall’India.

In una ricerca datata giugno 2019 della American Sports and Fitness Association® ( ASFA®) risulta infatti che il 40% degli utenti che si possono definire “clienti del settore fitness”, non frequentano nessuna palestra, nessun luogo fisico che non sia il salotto di casa loro, il giardino o il proprio isolato. E da questa ricerca è stato tenuto fuori tutto il mondo dei runners, che avrebbe alzato ancor più questa percentuale.

Il settore del Fitness non è quindi dissimile dagli altri, dove la velocità con cui corrono le informazioni e le possibilità di acquisto online stanno segnando una nuova era.

In questa nuova era le armi da usare devono essere più potenti, i soldati devono essere più veloci, gli eserciti devono essere in grado di cambiare posizione molto velocemente.

Nel prossimo articolo parleremo di come affrontare terza e quarta fase: le soluzioni a queste verranno trattate insieme, perché la quarta non seguirà la terza, semplicemente si aggiungerà, mentre la terza è ancora viva e vegeta.

Alla prossima quindi!!

Cosa vuol dire fare l’ Imprenditore?

Stavo rileggendo e correggendo la seconda parte dell’ articolo sulla gestione del tempo, e mentre cazzeggiavo riposando un pò la testa, mi è capitato sotto mano un articolo di uno di quelli che considero un pò i miei Maestri e P​unti di Riferimento​.Ho deciso quindi di dare sempre la priorità a chi ha delle cose più intelligenti e utili di me da dire.​Articolo molto corto ma decisamente efficace e ricco di contenuto e materiale su cui riflettere, pensare e studiare.Lo voglio condividere perché fa una sintesi perfetta di cosa vuol dire fare l’imprenditore​: sia di una bottega che di una ​grande azienda.​Questa persona non è ricca di famiglia, è nata dal nulla ed oggi è milionari​a. Sintetizza anche i tanti errori che, almeno io personalmente, ho già commesso e forse sto ancora commettendo.

Quindi noi poveretti dobbiamo solo ascoltare ​con attenzione quello che ha da dire.Non scrivo chi è perché voglio focalizzare  l’attenzione sul contenuto, non su chi lo ha scritto. Così potete infamare me direttamente ??.

Tutto il resto è noia.  Tutto il resto sono solo chiacchiere e distintivo. (altro…)