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La fine del marketing “fai da te”

La fine del marketing “fai da te”

Ormai è tardi …

Cosa significa il titolo di questo articolo?

E’ molto semplice: se non siete partiti almeno 5 anni fa strutturando per le vostre palestre e i vostri Box dei processi di Marketing e comunicazione strutturati, ora è troppo tardi per cominciare a formarsi e pensare di potercela fare da soli.

Mi ricordo ancora nel 2012, quando aprii CrossFit Bicocca, che con una serie posts sulla pagina, nemmeno tanto strutturati, eravamo in grado di riempire la palestra: non lo faceva nessuno e quei pochi che avevano intuito l’importanza dei social, ne traevano grandi benefici senza la necessità di spendere un centesimo.

I gestionali e i software in grado di supportare una strategia di marketing e comunicazione erano totalmente sconosciuti, inesistenti, anche perché nessuno sapeva nemmeno che esistessero e a cosa servissero.

Era veramente la fase pionieristica della comunicazione online.

E’ in quel momento che cominciai ad interessarmi al mondo digitale, e a cercare persone e percorsi formativi negli Stati Uniti che mi facessero capire qualcosa di più. Sì negli Usa perché come sempre tutto ciò che viene creato in Italia è antiquato e merda alo stato puro (come ad esempio quei simpatici corsetti per diventare istruttore di fitness di sta minchia delle varie federazioni …).

E così tutte le volte che implementavo un piccolo pezzettino di puzzle nuovo … risultati a pioggia … clienti a pioggia.

Non parliamo di quando decisi di fare da solo la mia prima sponsorizzata investendo 5 euro su facebook. Correva l’anno 2014 e per i due mesi successivi fu un delirio: più di 20 Lezioni di Prova tutte le settimane, con una conversione altissima, superiore all’80%.

Oggi con 5 euro facebook al  massimo fa partire un video con una risata.

Ci sono voluti anni perché nelle teste degli imprenditori del mondo del fitness cominciasse ad accendersi una flebile lampadina che gli facesse capire l’importanza del mondo digitale.

Quindi anche se le iniziative in campo digitale erano strampalate e mediocri, portavano risultati, SEMPRE.

Nessuno faceva marketing, nessuno a dire la verità lo fa nemmeno oggi, perché tutti continuano a scambiarlo con la comunicazione, ma questo è un altro argomento …

In quel panorama, dedicandoci un’oretta al giorno, e altrettanto per leggere e formarmi, riuscivo con successo a portare avanti in autonomia tutte le attiviità di marketing e comunicazione legate alla mia palestra.

Ero in grado di gestire tutti i processi di marketing e comunicazione da solo, ed ero in grado di portare enormi risultati alla mia attività.

L’arrivo del “cialtrone digitale”

Dal 2014 ad oggi, complici anche i mille cialtroni che si sono improvvisati in campo marketing e comunicazione le cose sono cambiate.

E’ nata quella branchia composta da falsi consulenti, agenzie di comunicazione improvvisate, finti guru del marketing che a me piace chiamare “cialtroni digitali”.

L’aspetto positivo è che questi “cialtroni digitali”, almeno hanno permesso la diffusione di qualche concetto banale, che nel vuoto pneumatico ha  perlomeno fatto ottenere qualche risultato. Un pò come quando decidi di metterti a dieta: basta pulire un pò la qualità di quello che mangi, e le prime due settimane sono uno spettacolo di risultati. Le prime due settimane …

Uguale è l’attività dei “cialtroni digitali”: implementano quattro banalità dove non c’è nulla, ed è subito festa. peccato che poi dopo un paio di settimane … ma ormai è troppo tardi, perché nell’onda del successo dei primi tempi gli avete già scucito fior di eurini.

Così pian piano, un passo alla volta siamo arrivati alla situazione odierna, dove concetti come funnel, CTA, ecc ecc sono ormai alla portata di tutti, e tutti inseriscono nei loro processi almeno la base del marketing e della comunicazione.

Tutti fanno molto di più di quello che io facevo nel 2012, ma purtroppo tutto ciò  che viene fatto nel 90% non porta più nessun risultato.

La “non visibilità” sui social”

Perché?

I motivi sono sostanzialmente due:

  • perché facebook, google & company non danno più visibilità a quello che pubblichiamo, a meno che non vengano piazzati sopra ai nostri post un bel pò di soldini, e devono essere tanti, perché con i miei 5 euro del 2012, al massimo mi compare un pop up con Zuckerberg che mi ride in faccia.
  • perché purtroppo i clienti si sono assuefatti alla comunicazione online, al bombardamento che stanno ricevendo in ogni fronte della loro vita, e quindi non sono più è sensibile ai vostri post improvvisati o alle vostre campagne malfatte. Insomma, ne abbiamo tutti le palle piene di mail, pop up, pubblicità che ti compaiono all’improvviso mentre ti fai i fatti tuoi sui social, ecc ecc ecc. Siamo tutti nauseati dalla pubblicità digitale, e non la guardiamo più. Lavorare in questo contesto è estremamente duro, e se non sei uno specialista, oggi perdi solo tempo.

Quindi oggi, lavorare sull’online in modo fai da te è totalmente improduttivo. 

Se pensate di potere aggredire l’online oggi, cominciando da zero da soli, o spendendo qualche cento euro al mese, lasciate perdere, perché oggi come oggi è meglio che quelle cento euro ve le teniate in tasca.

Se pensate che con quattro stories malfatte e qualche post dei vostri massimali (a cui tra l’altro non frega niente a nessuno), possiate fare svoltare la vostra microgym, mi sa che non avete capito niente: 10 anni fa nel momento buono non ci avete creduto, ora sareste in ritardo di 10 anni.

Oggi per provare a dire la propria all’interno del mondo digital, serve un approccio professionale e mani “esperte”.

L’epoca del fai da te e delle agenzie da 300 euro al mese è finita.

A questo si deve aggiungere che se abbiamo la presunzione di essere visibili online, c’è un lavoro enorme da fare SU BASE GIORNALIERA.

Lavoro enorme su base giornaliera, inserito in una pianificazione strutturata mensile, inserita su una stagionale, inserita in quella annuale.

Se non fate tutto questo, se non avete margini economici per farvi seguire da qualcuno che sa quello che fa, risparmiatevi i quattro spiccioli che avete intenzione di spendere, perché li buttate al vento.

La nuova era di Business Partner

Nei miei primi articoli di due anni fa parlavo della necessità di formarsi, bene, oggi ho una brutta notizia per voi: E’ TROPPO TARDI PER FORMARSI, perché intanto che voi per prove ed errori trovate i percorsi giusti, cominciate ad implementare, e che per prove ed errori capite cosa funziona e cosa no, la vostra attività rischia di andare a rotoli o essere sovrastata dai giganti del fitness o da qualcuno più avanti di voi.

La formazione ora è un obbligo, ma non è più sufficiente: ogni attività deve mettere a budget una cifra sostanziosa da dedicare al miglioramento e alla creazione di processi di gestione, di marketing, di comunicazione.

Oltre alla formazione, servirà qualcuno che fa le cose per voi.

Ogni palestra, piccola o grande che sia, deve investire almeno metà del suo budget in questo, e si deve affidare a qualcuno che sia in grado di colmare il gap sempre più profondo tra chi non fa nulla e chi invece si è strutturato e vincerà su tutta la linea.

Questo gap diventa sempre più profondo, senza la presenza di una via di mezzo: o fai tutto come deve essere fatto e spendi quello che va speso, o sei fuori.

Questo gap allontana sempre di più “quelli che hanno capito” da quelli che continuano a sottovalutare”.

Questo è il motivo che mi ha convinto, ci ha convinto (perché ormai da più di un anno non sono più solo), a lasciare un pò indietro quello che era il nostro progetto iniziale (la formazione) per spostarci verso quello di cui in realtà c’è realmente bisogno: la creazione di servizi integrati, che in parole più comprensibili significa che intanto che ti aiuto a formarti, faccio io le cose per te, in modo da non farti rimanere indietro.

Da quando il progetto The Box Partner partì, abbiamo costantemente assistito a maldestri tentativi di copiare quello che facevamo, hanno provato a copiarci la formazione, hanno copiato blog ed articoli in modo sistematico, ed ora provano a copiare anche la nostra nuova impostazione grazie alla quale oggi siamo in grado di fornire servizi di coaching, gestione, finance, marketing e comunicazione a più di 120 realtà operanti nel mondo del fitness.

Peccato che mentre tutti i “cialtroni digitali” continuavano a perdere tempo su facebook a scrivere banalità, noi abbiamo invece dedicato il nostro tempo alla costruzione di una vera e propria azienda, fatta di uomini, processi e soluzioni software e hardware all’avanguardia: ci siamo strutturati per fornire al nostro interno tutto quello che serve alla tua attività.

E quando parliamo di tutto, intendiamo veramente tutto: commercialista, servizi legali, esperti di marketing, social media manager, una squadra di formazione sulla gestione e coaching nel mondo del Funtional Training evoluto.

Diamo tutto questo e molto di più, e lo diamo direttamente.

Tutto il resto del mondo invece fornisce pezzi separati della soluzione al problema, tutto il resto del mondo non ha struttura: i più fantasiosi si sono inventati strutture inesistenti all’estero e collaboratori immaginari … che tristezza …

Tutto il resto del mondo, vedendo quello che abbiamo messo in piedi ha trovato una soluzioni veramente fantasiose: ha messo insieme tutti pezzi separati, commercialisti, agenzie di pseudo-comunicazione, ecc ecc, che continuano a lavorare in modo separato e disorganizzato.

Tutto il resto del mondo non si è concentrato sulla creazione di una struttura, ma guadagna dalle marchette che prende dai vari fornitori di attrezzature e servizi esterni.

Meno male che noi non siamo il resto del mondo: a me non è mai piaciuto campare di marchette.

E così un passo alla volta, abbiamo costruito una azienda che come dicevamo segue ormai più di 120 realtà, a cui fornisce tutto: siamo in sostanza diventati il Comitato di Direzione che le piccole realtà non si possono permettere.

Ed abbiamo ampliato il tiro, perché mentre noi ci focalizzavamo sull’aiuto ai Box CrossFit, altre realtà del mondo del fitness hanno cominciato ad avvicinarsi a noi, hanno cominciato a cercarci studi personal e piccole palestre.

Abbiamo scoperto che in questo universo, che noi abbiamo chiamato microgym, problemi e soluzioni sono comuni.

Abbiamo scoperto che ampliando l’orizzonte, abbiamo anche la possibilità di aprire la mente oltre ai Box CrossFit potendo beneficiare dalla conoscenza e dalla contaminazione di realtà simili.

Abbiamo così identificato una nuova categoria sul mercato: quella delle microgym e ci siamo concentrati sulla creazione di servizi su questo nuovo universo che si va configurando nel mondo del fitness, formato da centri personal, Box Funzionali e piccole palestre.

Oggi Business Partner (l’evoluzione di The Box Partner, che ormai ci stava troppo stretto) conta tre sedi fisiche REALI e più di 10 professionisti che lavorano al suo interno.

Oggi siamo pronti ad affrontare le sfide che il nuovo mercato del fitness e il nuovo modo di comunicare e fare marketing richiedono.

Oggi siamo la più grande realtà nel mondo della consulenza e fornitura di servizi alle microgym italiane, ed accogliamo tutte le settimane una media di quattro nuovi clienti.

A breve la nostra seconda sede di Cesena verrà ampliata, per accogliere i nostri nuovi collaboratori.

Insomma, stiamo procedendo a spron battuto.

Ma sopratutto, siamo orgogliosi di quello che facciamo, perché stiamo aiutando più di 120 realtà ad affrontare un nuovo mondo imprenditoriale, a vincere con successo le sfide e rendere profittevole le loro attività.

Siamo orgogliosi di aver restituito il sorriso e la fiducia in se stessi a 120 imprenditori che vedevano il loro sogno trasformarsi ogni giorni in un incubo.

Ora siamo pronti, siamo pronti ad aiutare anche te.

Se ti sei ritrovato in quello che ho scritto, e pensi di avere bisogno di un aiuto concreto, noi siamo qui, pronti a farti diventare il nostro prossimo caso di successo.

Se vuoi dare quindi una spinta in più al tuo Box e uscire dalla massa che ogni giorno è a un centimetro in meno dal fallimento, noi possiamo aiutarti, ma tu dovrai rimetterti in gioco, cambiare le tue convinzioni e il modo con cui hai lavorato fino ad adesso.

 

 

 

 

Per fare tutto questo, le prime due azioni da compiere sono queste:

  • Entra nel nostro gruppo chiuso, dedicato ai Titolari di Microgym e all’interno del quale divulghiamo contenuti e condividiamo esperienze. Già solo essere dentro questo gruppo ti darà un vantaggio competitivo enorme: ti basterà prendere ed applicare tutti i contenuti che mano a mano vi pubblichiamo. CLICCA QUI PER RICHIEDERE DI ESSERE AMMESSO AL GRUPPO CHIUSO.
  • La seconda (forse il passo più importante) è quella diventare consapevole di dove sei realmente (e non dove pensi di essere), di conoscere il vero grado di competenza in ognuna delle 5 aree che come imprenditore devi padroneggiare e non solo conoscere. Vuoi saperne di più?  Prenota una call con me o con Andrea CLICCANDO QUI, e il primo passo verso crescita e prosperità sarà compiuto

Ti aspetto dall’altra parte!!

Roberto Manzi

Hai preparato il Piano Marketing del prossimo anno?

Hai preparato il Piano Marketing del prossimo anno?

E’ già novembre, cosa stai aspettando?!?

Ma a cosa serve avere questo benedetto Piano Marketing?

In linea generale è la base di partenza quando vogliamo approcciare un nuovo mercato, quando vogliamo lanciare un nuovo prodotto o acquisire nuovi clienti o nuovi target di clienti, oppure programmare le strategie che devono governare il raggiungimento degli obiettivi per l’anno successivo.

Nel nostro caso specifico diventa FONDAMENTALE quando vogliamo aprire un nuovo Box, vogliamo lanciare una nuova attività, oppure vogliamo aumentare il numero dei clienti che frequentano la nostra Palestra.

IL PIANO MARKETING ANNUALE

Sicuramente quello che dobbiamo preparare OBBLIGATORIAMENTE in questo periodo dell’anno è il Piano Marketing dell’anno prossimo: senza questo infatti, nel nuovo anno continueremo a muoverci alla giornata, con un orizzonte temporale limitato e senza obiettivi. O meglio, con i soliti obiettivi generici, inutili e senza un perché: “più clienti”, “più fatturato” ecc ecc ecc.

Per riuscire a far crescere la tua Palestra il prossimo anno devi invece programmare già ora quali sono gli obiettivi che volete raggiungere, e poi collegarvi azioni specifiche in ogni singolo mese, in ogni singola settimana. E tutte le azioni che deciderai di compiere devono quindi seguire un filo logico, una linea che dura un intero anno.

Obiettivamente, hai mai programmato per un intero anno? Hai mai lavorato su un Piano marketing decente? No, non il Template che hai scaricato online e che tra l’altro non hai la più pallida idea di come compilare.

Il Piano Marketing annuale è la condizione indispensabile per avere successo, per aumentare il valore della tua attività.

E’ dal Piano marketing e dagli obiettivi che con esso ti dai che possiamo far partire delle azioni di comunicazione sensate, che portino risultati.

La volontà di fare una di queste azioni o avere una grande idea, di per sé infatti non è sufficiente se non è supportata da un programma strutturato e metodico di azione: ecco quindi in poche parole che cos’è un Piano Marketing.

IL BUSINESS PLAN COLLEGATO AL PIANO MARKETING

Un Piano Marketing per potere funzionare, necessita anche di un business plan dettagliato e un percorso di valutazione e dell’impatto economico di tutti i progetti che vogliamo mettere in piedi.

Mi spieghi come fai banalmente anche solo a decidere quanto investire in comunicazione? E precisamente, parlando di comunicazione e relativi investimenti, dove spendi, perché spendi, cosa prepari e PERCHE’?

NON LO SAI VERO? Non ti preoccupare, la bella notizia è che sei in buona compagnia, perché tutto questo è un terreno sconosciuto e inesplorato dal 90% delle microimprese italiane, e ahimé dal 99,9% di tutte le palestre sul territorio nazionale.

L’ESERCITO SENZA ARMI E SENZA COMANDANTI

Siamo praticamente un esercito di disperati senza comandante che si scagliano contro nemici che non sappiamo dove siano e come siano armati.

Questa è l’idea a cui devi pensare quando parli di marketing e comunicazione nelle condizioni in cui ti muovi oggi: anziché essere il comandante di un esercito ben armato, ben organizzato e ben guidato, sei un soldato di una armata senza un perché, lanciata in un campo di battaglia dove sparano con armi vere e canoni, mentre tu in mano hai una pistola ad acqua.

E’ ormai finita ‘epoca in cui potevi improvvisare qualcosa perché tanto quasi sicuramente ti andava bene o potevi correggere facilmente il tiro. Oggi se non programmi nel dettaglio, in anticipo e non investi tempo e denaro per supportare il tuo progetto, vai verso ad un fallimento certo.

È sempre più rischioso improvvisare e oggi non è più possibile provare ad acquisire un nuovo target di clienti o lanciare una nuova idea confidando soltanto nella possibilità di imparare dagli errori, correggendo il tiro strada facendo.Infatti gli errori oggi ti costano molto di più rispetto a qualche anno  fa, e spesso sono fatali e lasciano cicatrici indelebili.

Avviare un progetto di sviluppo (nuovi clienti, nuovi servizi, nove idee) significa sfidare il mercato e oggi sempre di più cercarvi prima di tutto la sopravvivenza: gli spazi ormai si sono ristretti in modo molto forte, e sempre più stretti saranno.

Quindi se il Piano Marketing di cui ti sto parlando fino ad oggi era un optional, un’arma competitiva che poteva permetterti di schiacciare la concorrenza, oggi è una necessità imprescindibile per evitare di essere schiacciato e perdere terreno giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Ma se sai come programmare, e soprattutto in quali direzioni programmare.

Esistono e continueranno ad esistere sempre nuove opportunità, soprattutto per chi è disposto ad affrontare un percorso di ricerca specifico, di preparazione e di formazione con l’obiettivo di differenziarsi: questo lavoro ti permetterà di pianificare le giuste attività in modo corretto e tenere sotto controllo il rischio che minaccia la sopravvivenza della tua palestra.

Devi diventare in grado di individuare queste opportunità e saperle coglierle prima degli altri.

ATTRAVERSO IL PIANO DI MARKETING, L’IMPRENDITORE – SUPPORTATO DAI GIUSTI PROFESSIONISTI/CONSULENTI – CODIFICA IN MODO STRUTTURATO ED ANALITICO LA PROPRIA INTUIZIONE E PIANIFICA L’OPERATIVITÀ CONSEGUENTE.

LE FASI DI COSTRUZIONE DEL PIANO MARKETING

Andiamo ora a vedere quali sono le fasi attraverso cui passa la costruzione di un Piano Marketing strutturato:

1. Analisi ed inquadramento degli obiettivi

A monte degli obiettivi che ci prefiggiamo, deve esserci la volontà di realizzarli a qualunque costo.Va poi fatta una analisi strutturata dei punti di forza e di debolezza della tua attività.

2. Studio del tuo mercato locale e dei tuoi competitori, diretti e indiretti

Qui devi sbatterti un pochino e “entrare”, anche fisicamente all’interno di quelli che sai essere i tuoi concorrenti principali. Quando parliamo di analisi dei competitor infatti, non basta sparare quattro considerazioni a caso, senza in realtà conoscerli veramente.

Se ti chiedo di dirmi i punti di forza e di debolezza del tuo competitor principale, sicuramente mi spari le solite minchiate a caso: ha più attrezzatura, è più radicato sul territorio, ha i prezzi più bassi, non da qualità, e cosi via con la fiera delle banalità.

Ecco scambiare questa fiera di banalità per una analisi della concorrenza è come dire che ti sei trombato una solo perché lo hai appoggiato sulla sua foto in un feed di Insagram.

So che questa similitudine, molto sottile e raffinata probabilmente ti ha fatto capire il concetto.

3. Analisi delle opportunità e delle minacce

Punti di forza e di debolezza dei tuoi progetti per l’anno prossimo, definizione precisa delle opportunità e minacce, in relazione ai bisogni, alle tendenze di mercato, alla concorrenza.

Anche qui vale lo stesso concetto: appoggiarlo sulla foto di un feed di Instagram, chiuso nella tua cameretta sul tuo lettone, non significa che l’hai trombata, la tua attività da Onan il barbaro è qualcosa di molto lontano dall’essere un latin lover.

Se vuoi avere qualche chance con una che ti piace, devi entrarci in contatto, devi approcciarla, devi conoscerla a fondo e … alla fine la devi smutandare!!

Vai quindi nel dettaglio, non fare queste attività in modo superficiale perché così sarebbe solo una perdita di tempo.

Insomma, come si dice dalle mie parti, non scambiare una pugnetta per una trombata, perché parliamo di due cose diverse.

4. Strategia di Marketing

Se sei arrivato fino a qui e hai fatto tutto nel modo corretto, l’hai finalmente smutandata!! Dai ce l’hai fatta!! A questo giro non sei da solo nella tua cameretta a luci spente!!

A questo punto puoi finalmente decidere con cognizione di causa gli obiettivi dell’anno prossimo, gli elementi di “differenziazione” che vuoi mettere in pista e gli obiettivi di penetrazione nel mercato e di risultato economico che vuoi raggiungere.

5. Marketing operativo e Piano di azione conseguente

In questa fase puoi finalmente decidere nel concreto cosa fare, quando farlo e come muoverti, chi lo deve fare, quando dovrà essere fatto e una  corretta stima di tempi e costi relativi (Gantt).

6. Previsioni di conto economico e business plan

Valutazione di scenari alternativi, pianificazione economico-finanziaria, valutazione del fabbisogno finanziario e programmazione esecutiva. E’ ora insomma di tradurre tutto in numeri e non in pugnette astrali.

7. Realizzazione e controlli

Controllo “attivo” e costante durante l’anno degli scostamenti tra quanto è stato programmato ed i risultati conseguiti, per essere in grado di riorientare il tiro e apportare in corsa i correttivi per raggiungere gli obiettivi che ti eri dato.

Capire insomma se le cose stanno andando come avevi pianificato oppure sei in forte ritardo.

IL SUPPORTO DEL CONSULENTE/MENTOR

Eseguire questo processo di analisi, al fine di individuare le aree di miglioramento e aumentare la redditività della tua palestra come avrai capito è molto complesso e delicato da fare:

  • è complesso, perché richiede valutazioni integrate di innumerevoli aspetti, tra loro collegati.
  • è delicato, perché i risultati che vuoi raggiungere potrebbero anche portare ad una rivoluzione del tuo assetto aziendale, scombinare le carte in tavola in modo pesante e richiederti di muoverti da domani in modo totalmente diverso da come hai fatto fino ad ora, richiede insomma una uscita pesante dalla tua area di comfort, dalla tua cameretta in cui ti trovi così bene.

Per questo, il metodo e l’esperienza assumono importanza fondamentale, perché ti aiutano, in molti caso lo fanno al posto tuo, a raccogliere tutte le informazioni necessarie a supportare una buona analisi, che è la base di partenza per prendere delle buone decisioni.

VANTAGGI IMMEDIATI

L’owner che non fa questo processo da solo ma che si fa supportare, grazie al metodo messo in pista sarà  costretto a rivisitare tutti gli aspetti di processi, funzioni e procedure in atto.Attraverso questa rivisitazione (operazione che, per molte ragioni, nelle aziende non si fa mai), individuare facilmente tutte le criticità a cui puoi andare incontro e capire che anche dietro una semplice azione, un semplice obiettivo, si nasconde una complessità notevole, ti costringe ad uscire dalla cristallizzazione a cui le “abitudini” e il “si è sempre fatto così” ti portano ad avere.

E questa è una presa di coscienza che permette all’owner di svolgere il ruolo di attore protagonista, di comandante di un esercito ben organizzato, che parte all’attacco insieme ai suoi soldati con un grande grido di battaglia:

“SMUTANDIAMO IL MERCATO!!”

Mister Beef

Ancora con ‘sto Marketing….

Ancora con ‘sto Marketing….

Eh sì …. e siamo ancora qui a parlare di Marketing

In questo periodo tutti si sporcano la bocca con la parola ‘Marketing’, ma dubito che anche solo il 5% di quelli che la pronunciano sappiano esattamente cos’è, come funziona, quando usarlo e come usarlo.

Spesso viene confuso con altre cose, come la comunicazione, la vendita, alcune attività basilari di accoglienza cliente, e tante altre cose.

Ma tutto questo non è marketing.

In Italia poi rispetto ad altri paesi, siamo messi ancora peggio quando parliamo di Marketing.

Mentre all’estero infatti il Marketing si strutturava e prendeva in molti casi un ruolo rilevante nelle aziende, nel nostro paese fino a una ventina di anni fa, la responsabilità dell’Ufficio Marketing, soprattutto nelle grandi aziende, era il posto preferito dove parcheggiare il figlio scemo del Padrun.

Tanto il marketing non serviva a una cazzo nella testa dei nostri Imprenditoroni.

Da li l’evoluzione ha portato l’Ufficio Marketing ad essere quello a cui veniva delegato il compito di promuovere il prodotto, il servizio, che qualcun altro in azienda aveva pensato e progettato.

Della serie, un giorno ti entra uno in ufficio uno (e qui vi parlo per esperienza diretta, visto che sono stato Marketing Manager per svariati anni in diverse aziende mostro), magari proprio l’amministratore delegato, che ti guarda e dice ‘questo prodotto non sta vendendo un cazzo, fai qualcosa’.

E per qualcosa, LORO intendono sempre un volantino, una pubblicità, una mail …. Insomma …. Un po’ di comunicazione completamente destrutturata per giunta.

Questo non è Marketing! E se c’è confusione nelle grandi aziende, immaginatevi nella testa delle fantomatiche web agency o dei consulenti farlocchi.

Anche loro non ne sanno una fava di marketing, sono la cosa più lontana che ci sia dal marketing.

Oggi in questo articolo non vi farò una lectio magistralis su cosa si intende per marketing …. Dovrei scrivere un’enciclopedia.

Andiamo invece a vedere alcuni errori da non commettere, che derivano quasi sempre dalla mancanza di un Piano Marketing strutturato.

Il primo errore che si può fare durante il processo di creazione del Piano di Marketing è quello di pensare a vendere i nostri prodotti o servizi.

Vedete’ come ho sempre detto il marketing, quello vero, è controintuitivo.

Le strategie classiche che si sono sempre adottate in Italia quando si volevano vendere un prodotto o un servizio erano:

  • non fare niente
  • cercare di vendere il prodotto/servizio nei modi più disperati

In termini di marketing, quello che usciva fuori e che i clienti capivano erano messaggi del tipo:

  • Buongiorno, lo sai che esistiamo anche noi?
  • Ciao, siamo qui!!
  • Ciao, lo sai che vendiamo queste cose?
  • Dai ….vienici a trovare!!

La strategia è sempre quella: cercare di vendere quello che hai da vendere.

Ma guarda un po’: adesso smettete di leggere e fatevi un giro sul vostro sito internet, nella vostra pagina facebook, e provate a vedere se riuscite a comunicare qualcosa in più rispetto ai punti visti quattro righe fa.

No vero? Anche perché io guardo giornalmente tutti i vostri social e i vostri siti internet, quindi sono sicuro che nessuno di voi comunica niente di più.

Ecco, non state facendo marketing, state comunicando alla cazzo: è un po’ come se per  rimorchiare una ragazza le andaste vicino ed utilizzaste la cara e vecchia tecnica che ci hanno insegnato i nostri nonni: mano sul culo e frase bomba, ‘ti va di trombare?’.

Se con voi questa tecnica funziona, vi prego, continuate ad usarla: io purtroppo ho rimediato solo calci nelle palle.

Questa si chiama vendita a freddo: provare a piazzare un prodotto (nel caso dell’esempio i vostri gioielli di famiglia) senza un corteggiamento.

Eh non funziona ….

Portando il nostro esempio sul mercato nel quale lavoriamo, sono purtroppo finiti i tempi in cui 10 box, potevano anche non fare nulla o piazzare la mano sul culo ai clienti che volevano prendersi.

Oggi il mercato sta arrivando a saturazione, anzi ci è già arrivato da tempo: siamo in una specie di bolla commerciale che prima o poi esploderà …. Stop, non è questo il tema del giorno.

Quindi in un mercato saturo per vendere i nostri servizi, dobbiamo invertire il processo: si parte da quello di cui hanno bisogno i clienti.

Non devo pensare a vendere i miei servizi, devo pensare a come risolvere i problemi che i miei clienti hanno.

Ma vediamo come viene costruita mediamente l’offerta di un Box, anzi, proprio come nasce un Box:

  • trovo un capannone, non importa dove, il primo libero, l’occasione dell’amico dell’amico
  • decido di aprire un Box CrossFit
  • Oh cazzo, ma non c’ho una lira….no problem!! Qualche socio finanziatore o qualche amico che apre con me con il grano lo trovo!!
  • Oh cazzo …. Ma io non ho mai fatto una class in vita mia …. Va beh non c’è problema …. La faceva quel coglione di Gigi dove mi allenavo prima …. Mi prendo il Level 1 e faccio io, tanto le so fare sicuramente meglio di lui. E poi intanto che ci sono mi cerco anche qualche trainer che mi dia una mano!!
  • Oh cazzo …. ma di Box ce ne sono già tre a due chilometri di distanza ….
  • Fa niente!! Il mio sarà più bello, più grande, più figo!! Io darò qualità (aiutoooooo….. fino a ieri magari facevi l’imbianchino e parli di qualità ……).
  • Guardo che prezzi hanno gli altri …. Io faccio 10 euro in meno, così gli rubo tutti i clienti
  • Mi faccio un bel piano classi 7 … no 7 no perché voglio dormire, 8 …. No 8 no che devo portare i bambini a scuola, 9!!! Sì la class delle 9 mi piace!! Poi vediamo …. Piazziamone una anche in pausa pranzo, 13!!! E per cominciare un paio alla sera 7 e 8!! E poi sabato? Dai una class gliela mettiamo. La domenica no però, che poi se no mia moglie si incazza perché devo portare il bambino alla partita.
  • Vai!!! Sono pronto!! Via coi lavori, gli ordini di attrezzatura e tra due mesi si apre!! …che poi due mesi dopo non si apre mai perché saltano fuori duemila cazzi, ma ancora non l’ha capito nessuno. Ma anche questo non è tema dell’articolo di oggi.

Ecco l’annunciazione di una morte certa, magari lenta, ma morte sicura.

Ecco, qui di marketing non avete fatto una beata minchia.

Vi siete menati il torrone, vi siete costruiti un film di una isoletta felice che doveva essere il vostro Box e sperate che qualcuno varchi la porta perché pensate di essere bravi o perché avete fatto quattro post su facebook e instagram.

Per voi tutto questo ha funzionato?

Bene!! Non cambiate niente!! Avete vinto alla lotteria!!

Ma se non funziona invece, da dove dobbiamo partire?

Dobbiamo partire in primis vedendo se c’è ancora posto in termini di mercato dove mi piacerebbe aprire.

Si fa una analisi di geomarketing seria però: come ho già detto in un altro mio articolo, non faccio i conti in modo da farli tornare sempre e per forza perché io ho deciso di aprire.

Se non c’è trippa per gatti, se c’è già qualcuno a tre/cinque chilometri, che magari ha anche un buon nome, devono mettermi la mia sbruffonaggine nel culo e pensare che forse è meglio stare alla larga perché rischio di farmi male.

Io ho una frase stampata in testa: L’ORA DEL COGLIONE ARRIVA PER TUTTI.

Evitiamo di fare arrivare questa ora troppo spesso nella nostra vita. Evitiamo di fare operazioni commerciali che non hanno né capo né coda.

Una volta che ho veramente trovato un posto dove posso fare bene, devo cominciare a vedere chi potrebbero essere i miei clienti: devo costruirmi quello che viene chiamato in tanti modi, buyer persona, avatar, cliente tipo, ecc ecc ecc.

Questo è un passaggio fondamentale. I miei futuri clienti quanti anni hanno? Sono più uomini o più donne? Che lavoro fanno? In quali orari potrebbero frequentare il Box? E tante altre domande.

Perché se non so chi sono, se penso che i miei clienti siano tutti …. Come cazzo faccio a parlare con loro.

Ogni tipologia di cliente necessita di un linguaggio, di un messaggio differente.

Esempio: se voglio trombare e decido di andare a troie, mi basterà fermare la macchina, tirare giù il finestrino e chiedere: ‘Quanto?’

Se invece non voglio andare a troie, allora devo prima sapere dove sono le ragazze che più o meno piacciono a me, poi andare in quel posto, poi identificare quella che secondo me è quella papabile, e poi devo approcciarla, e probabilmente qui la frase ‘Quanto?’ non funziona.

Quindi se non so dove cercare le fighe, a chi devo parlare, chi mi devo intortare, non so quale linguaggio e quali armi usare, direi che siamo un pò indietro coi lavori se pensavamo di trombare in serata.

Per questo non posso sparare sul mucchio, non posso usare frasi a caso.

L’unica domanda che non vi dovete fare è: quanto potrebbe spendere il mio cliente?

Se il vostro cliente non è disposto a pagare il servizio di un Box CrossFit, state sbagliando qualcosa voi.

Non tirate fuori discorsi della fava del tipo la mia zona è differente, il mio cliente è differente, perché le ho già sentite decine di volte, e puntualmente la zona non era differente e il cliente non era differente: era il box owner che era un cazzone che sbragava i prezzi, PUNTO.

Non stabilite neanche i prezzi guardando a quello che fanno quelli attorno a voi: ma se proprio non ce la fate a resistere …. guardateli e fate 10 euro in più, non 10 euro in meno. Tanto voi siete più bravi di lui no? E allora perché dovete fare pagare uguale o meno?

Anche per oggi STOP.

Alla Prossima!!

Il Topo e l’Elefante

Il Topo e l’Elefante

Velocità decisionale e di azione

I nostri Box sono realtà estremamente dinamiche.

Quello che contraddistingue i piccoli casi di successo (e noi siamo veramente piccoli ….) è la velocità con cui si prendono decisioni, con cui si cambia rotta, la riduzione del tempo tra decisione e azione.

Immaginate che qualcuno in Virgin abbia la brillante idea di inserire un nuovo corso nei palinsesti delle palestre della catena:

io già me li immagino, call, riunioni, ricall, ri-riunioni, test, e così via ….

O immaginate che improvvisamente a qualcuno, sempre in Virgin venga la brillante idea di cambiare i colori: da rosso a blu!!

E via che si riparte!! Call, videocall, riunioni, test, agenzie di comunicazione per lo studio dell’immagine coordinata, decine, centinaia di euro e migliaia di ore di lavoro fumate per verniciare una cazzo di parete di blu anziché di rosso.

Ecco, una delle caratteristiche che ci permette di sopravvivere in un mercato dove sono presenti questi mostri che hanno centinaia di migliaia di euro da gettare al cesso e migliaia di fancazzisti con un sacco di tempo da impegnare è proprio la nostra velocità.

Noi siamo il Topo, e le grandi catene sono gli elefanti.

Il Topo è veloce, rapido, può fare girare la testa all’elefante, ma se si ferma un attimo, se ha un attimo di distrazione, può essere schiacciato in 1 secondo!!

E’ importante quindi che un Box nasca e si mantenga snello: ecco perché da sempre io sono contro a strutture societarie con più soci, con finanziatori o con altre supercazzole che ultimamente si sentono in giro.

Non siamo e mai saremo grandi, neanche se qualcuno di noi avrà 3,5,6, box!!

Saremo sempre dei piccoli topi, e dobbiamo combattere con le armi dei topi, non con quelle degli elefanti.

Cosa farebbe un topo se si trovasse sotto un elefante?

  • Comincerebbe a correre ovunque, tentando di disorientare l’elefante.
  • Cercherebbe uno o più nascondigli, dei punti dove si può fermare un attimo a riposare prima di uscire nuovamente e correre  attorno all’elefante.
  • Si accontenterebbe nel suo correre a destra e sinistra, di rubare un piccolo pezzo di cibo dell’elefante, o ancora meglio, di trovare da mangiare qualcosa di più adeguato a lui, senza nemmeno pensarci a toccare il cibo dell’elefante.

Ecco, provate con un po’ di fantasia a far finta di essere un topo, e pensate come potreste stare lontano e disorientare i grandi elefanti che ci circondano, e tentano ogni giorno di schiacciarci.

CrossFit dice ‘one box one owner’: nessuno di noi può avere due affiliazioni, e per CrossFit il referente è sempre e soltanto una persona fisica, mai più persone, mai una o più società.

Cristo ma qualcuno si è mai chiesto perché?!?! Perché il buon Glassman quando ha pensato a come impostare e costruire il business e i box, ha pensato ad una persona, ad una famiglia, non a un mostro a più teste!!

Quindi, per citare solo i concetti più semplici e importanti:

UNA STRUTTURA SEMPLICE

Fatemi capire: cosa non è chiaro nel diktat di CrossFit ‘One Box One Owner’.

Lo traduciamo per i non capenti: ‘qua solo uno può portarsi a casa il pane per mangiare.’

Il secondo muore di fame …. Oppure in due si mangia quello che a malapena basta per uno. Lasciamo perdere quando si è in più di due.

‘si ma guarda che se si pensasse ad un finanziatore ugandese che deve ripulire i soldi del contrabbando di sigarette in Zimbawe….’

NO!! Il Box te lo devi aprire da solo!!

UN ORGANIGRAMMA SEMPLICE

Un owner e il suo staff. Se cominciamo ad impostare il box come una multinazionale, il Box sarà schiacciato da qualche multinazionale. Se cominciamo a mettere direttori, tecnici e segaioli fancazzisti di vario genere, dove cazzo pensiamo di arrivare?

Poi, per carità di Dio, compiti ben definiti, ma la struttura deve essere semplice.

UN LISTINO PREZZI SEMLICE

Open, 2,3,4,5,6,7,8,9, ingressi settimana.

E poi c’è lo sconto per il primo familiare, per il secondo, per l’amico del cugino, per chi ha il cane maculato, per chi ha tre palle o il pisello più lungo di 30 cm …..

NO!!!! Fate un listino prezzi semplice, da gestire per voi e da leggere per i vostri clienti: non deve volerci una laurea in matematica per riuscire a capire quanto si deve pagare!!

UN PALINSESTO SEMPLICE

Quali corsi ci sono a palinsesto? CrossFit.

‘Ma ad esempio yo..’ non cazzo, ho detto CrossFit!!

‘ma un’oretta alla settimana di pil…’ porca troia no!! Ho detto CrossFit!!

‘ma qualche oretta di funzion…’ e allora sei demente ….

CrossFit!! Vi chiamate CrossFit qualcosa,

Non CrossFit,Yoga,Pilates, funzionale qualcosa!!

‘Ma guarda che la mia oretta di yoga piace un casino’ ….  Va beh dai … abbiamo scherzato …. Ma cosa cazzo parlo a fare  ….

D’altronde a casa sua ognuno fa quello che vuole …. Quindi continuate a fare quello che vi pare ….

Ogni tanto però magari, una sbirciatina al CrossFit Journal, agli articoli di Glassman e simili dategliela, che magari vi aiutano a capirci qualcosa in più.

Non siete d’accordo? Beh allora smontate quell’insegna che avete fuori con su scritto CrossFit, che così vi risparmiate pure quei 3000 euro all’anno che sembrano mandarvi in rovina ….

I 7errori da non commettere nell’acquisizione clienti

I 7errori da non commettere nell’acquisizione clienti

Sono finalmente riuscito ad allenarmi in uno di questi mostri sacri, la nuova frontiera del fitness, la catena che ha fatto chiudere decine di Box CrossFit negli Usa e che sta facendo passare notti insonni ai Box Owner che ancora sono sul mercato.

Un fenomeno veramente strabiliante: una catena che conta ora migliaia di centri in franchising, sbarcata anche in Europa (Spagna, Inghilterra e altri paesi che non ricordo) e che vanta di non aver mai chiuso nemmeno un centro.

E non è l’unica. A Milano ha recentemente aperto il primo centro Barry’s Bootcamp, che ricalca più o meno lo stesso concetto, parlando di allenamento.

Non potevo non andare a vedere di cosa si trattasse.

Così ieri ho prenotato online una class e sono andato ad allenarmi li insieme a Giorgia!!

Sommario

  • Accoglienza e prima impressione
  • La Sala Allenamento
  • Il Segreto del suo successo (o meglio …. dell’ insuccesso dei Box CrossFit)
  • Cosa puoi trovare dentro una Orange Theory
  • Cosa non puoi trovare dentro una Orange Theory
  • Perché dovresti aprire una Orange Theory (…ma anche no!!)
  • Cosa mi fa paura veramente

Accoglienza e prima impressione

Entro, il posto è fighissimo, tutto colorato, tutto perfetto, tutto arancione.

Ci accoglie una simpatica receptionist che ci fa fare un tour e ci spiega come funziona, essendo la prima volta che entriamo in una Orange Theory.

Dopo averci fatto tutta la spiega e le domande di rito, ci da il nostro braccialetto: quello che controllerà la nostra performance durante la sessione di allenamento.

Devo dire in effetti che il braccialetto con gli schermi giganti dove vedi sempre cosa stai combinando mentre ti alleni ha un certo potere di attrazione per le menti fragili ….

Proseguiamo ….

Siamo molto fortunati!!

Oggi la class la tiene niente di meno che Dominique, l’head coach. Anche lui molto cordiale, ci fa accedere alla sala 10 minuti prima (lui è già presente in sala per accogliere tutti quelli che arrivano) e ci spiega come funziona e come ci si deve muovere durante la class.

Dominique ci dice che anche lui faceva CrossFit, ma da quando si allena così, il suo cardio è migliorato tantissimo …. Il resto a nostro avviso non molto (era un po’ secco…).

Dice che CrossFit non sviluppa la resistenza cardio ….

Peccato che alla fine dell’allenamento sospettava che il braccialetto di Giorgia fosse rotto …. Perché a quanto pare andava il doppio di lui sul cardio.

PS: Giorgia corre praticamente poco o niente, per via della tendinite cronica al tendine di Achille che la perseguita ormai da 6 anni.

Anche in questo caso, simpaticissimo e molto bravo nel tenere la coreografia della class (non è stato zitto un solo secondo), ma a mio avviso parliamo di intrattenimento, non di coaching.

La Sala Allenamento

Vediamo ora la sala, composta da tre aree:

  • la prima è quella con i vogatori ad acqua (una ventina circa), che hanno una unica resistenza che equivale al livello 10 del concept
  • la seconda è fatta di tapis roulant ammortizzati e con aria condizionata. Dominique dice che quel tapis roulant molleggiato è una esclusiva della Orange Theory e che riduce praticamente a zero la possibilità di infiammazioni e infortuni.
  • la terza area è un’area funzionale, dove ci sono Trx, dumbells che arrivano alle 35 libbre, tappetini e qualche altro giocattolo.

Siamo doppiamente fortunati!!

La class di oggi è una class dedicata allo sviluppo muscolare!!

Ci sono due tipi di class, una solo aerobica, e una di potenziamento.

Il workout dura un’ora ed è così composto:

  • Tapis roulant: 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: 4’ amrap 8 alzate laterali con peso leggero (il cardio deve rimanere alto) e 8 alzate ad y (sempre con gli stessi dumbells
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con altri due esercizi con i dumbells (sempre simili ai nostri riscaldamenti), sempre 8 ripetizioni ad esercizio.
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con altri due esercizi uno con i dumbells e una specie di skipping a corpo libero (sempre simili ai nostri riscaldamenti), sempre 8 ripetizioni
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con 2 esercizi per gli addominali (sempre 8 ripetizioni ad esercizio)
  • Vogatore: 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out

Sensazione ad inizio, metà e fine workout: CHEPPALLE!!

Meno male che era la class di potenziamento, figurati te quella aerobica come è!!

Già ho rischiato una orchite con l’allenamento di forza …. Figurati se capitavamo nella class di aerobica!!

Mi sembrava di essere tornato ai corsi di sala della Virgin!!

In sostanza, nella mia testa avevo mitizzato questo mostro ammazza-Box e ne sono rimasto molto, molto, ma molto deluso.

La Sala Allenamento

Non mi capacito di come una formula di questo tipo sia riuscita a far chiudere centinaia di Box CrossFit.

Anzi, il perché lo so e me lo hanno confermato diversi Owner americani: presi dalla smania di tirare dentro TUTTI, ma proprio tutti, senza avere un target di clienti ben preciso, i box con mestiere meno solido hanno cominciato a fare corsi di tutte le specie, più simili al bodypump che non a CrossFit e a sbragare i prezzi. E all’inizio questo ha pagato, perché qualche decina di clienti dalle palestre tradizionali li hanno presi.

Praticamente è stata l’era del fenomeno che è partito da un po’ di tempo in Italia: aumentano i box, aumentano le spese, e la via più semplice sembra essere quella di tirare dentro gente che non c’entra nulla con un box.

Ho visto fiorire ultimamente class veramente esilaranti dentro alcuni box: functional training (…ma siete impazziti?!?! Fare un corso di Functional Training dentro un Box CrossFit è una contraddizione di termini!!), Agility (cioè…. io pensavo fosse una cosa per cani, non per esseri umani), functional body building (qui mi astengo da commenti per non aprire una polemica infinita…), e così via.

Questo è esattamente il modo con cui si sono suicidati decine di Box negli Usa: si sono buttati nelle braccia di queste nuove formule, che assieme alle palestre tradizionali se li sono mangiati.

Mi spiego meglio: essendosi riempiti il Box di clienti non in target, si sono visti attaccati su due fronti:

  • dalle nuove formule (Orange Theory & C) che si sono prese quella fetta di clienti che trovavano CrossFit troppo impegnativo e troppo caro ed erano stai attirati quindi con le chiavi di accesso sbagliate per un Box
  • dalle palestre tradizionali: che si sono riprese i clienti che CrossFit a sua volta gli aveva tolto. Sì perché chi sta pensando che le palestre tradizionali stanno dormendo o stanno guardando la crescita dei box a bocca aperta sta sbagliando di grosso. Sono incazzati neri e si riprenderanno i loro clienti, prima di quello che pensiamo.

I box con un posizionamento e una strategia chiara e con un mestiere forte, non solo sono sopravvissuti, ma stanno alla grande.

A conferma di questo, i box più performanti (es. CrossFit Solace di Dave Durante) non riportano sul sito nemmeno chi è l’owner.

Sì hai capito bene: Dave Durante, per fare un esempio, non compare tra lo staff, non compare tra i coach, non esiste proprio nei media.

Quelli con le contropalle sono diventati imprenditori, e ora fanno gli imprenditori. Non giocano più e campano di rendita tanto bene vanno i loro box.

Per non parlare di chi ha deciso di non rinnovare l’ affiliazione: i Box CrossFit ‘rinnegati’ stanno sparendo lentamente. Chi si credeva cioè ormai arrivato, superiore, o è già morto o è in agonia.

Chi era convinto di non avere più bisogno di CrossFit (che ricordiamo, è una metodologia in continua evoluzione, sia dal punto di vista dell’ attività che della gestione di un Box), chi era convinto di potere creare una formula migliore di CrossFit, ha pagato cara questa presunzione.

Ma qui siamo già andati off topic ….

Dovevamo parlare solo di Orange Theory.

Quindi, ora che ho visto come funzionano posso dire

ORANGE THEORY NON TI TEMO!!

Cosa puoi trovare dentro una Orange Theory

Riassumendo, cosa c’è dentro una Orange Theory:

  • allenamenti economici (in due per un drop in abbiamo pagato 30 dollari, contro una media di 80 rispetto ai box CrossFit visitati)
  • allenamenti accessibili a chiunque, senza prima dovere fare delle lezioni introduttive
  • cortesia e lavoro su protocolli standard
  • pulizia e ambiente confortevole
  • servizi complementari di alto livello: nelle docce ad esempio c’era tutto il necessario e anche di più (teli, bagnoschiuma, shampo, creme, addirittura cotton fioc, elastici per capelli e un sacco di altre cose)
  • tanta tecnologia: allenamenti monitorati e registrati nella tua App in automatico, che ti dicono quante calorie hai bruciato e come sta migliorando il tuo livello di fitness.

Cosa non puoi trovare dentro una Orange Theory

Cosa non c’è in una Orange Theory:

  • non c’è vero coaching (perché non ci sono veri esercizi multiarticolari complessi)
  • non c’è intensità
  • non ci saranno i risultati che si possono avere allenandosi in un Box CrossFit
  • non c’è divertimento
  • non c’è community
  • non c’è l’ ambiente che c’è dentro ad un box
  • non c’è neanche lontanamente la completezza che può dare un allenamento di CrossFit

Perché dovresti aprire un Orange Theory ….ma anche no!!

Cosa può trovare un owner che decide di aprire un centro Orange Theory:

  • formazione gestionale
  • formazione dei coach
  • marketing e comunicazione già pronti e confezionati
  • processi già predisposti e pronti per funzionare
  • consulenza gratuita su tutti gli aspetti, dal progetto degli spazi, a come far evolvere il business. Ricordiamo che vantano di non avere MAI chiuso una sola palestra.

In sostanza, se ti stai buttando adesso nell’apertura di un box, ti consiglio invece di aprire una bella Orange Theory: per far CrossFit ci vuole passione e professionalità.

Se stai cercando un business facile facile e redditizio, molto redditizio, l’ apertura di una Orange Theory o di un Dave’s Bootcamp è la soluzione migliore.

Io non ci penso neanche: allenarmi dentro una Orange Theory e a una Dave’s Bootcamp mi ha fatto cagare, quindi non potrei mai aprirne uno solo perché ti fa guadagnare un sacco di soldini.

Cosa mi fa paura veramente

Quello che temo sempre di più invece sono due cose:

  • gli imbecilli farciti di soldi da papà
  • non poter più permettermi una formazione di alto livello e di viaggiare per scoprire cosa succederà a breve da noi.

Gli imbecilli farciti di soldi da papà mi fanno paura perché sono dei kamikaze.

  • Aprono perché hanno soldi da buttare via (tanto glieli da papà)
  • Si muovono senza nessuna logica imprenditoriale, perché non ne hanno bisogno (tanto i buchi poi come sempre li copre papà)
  • Fanno un lavoro di merda e sputtanano il mercato
  • Fanno chiudere chi sa fare veramente il mestiere, ma su quello ci campa e ci deve far mangiare la famiglia

…. e alla fine di tutto dopo aver mandato in vacca tutto, chiudono …. perché in fondo per loro è stato solo l’ennesimo giochino.

Per questo fino a che non mi si piazzerà vicino un imbecille farcito di soldi da papà, continuerò ad usare il mio tempo e i miei soldi in formazione e viaggi.

Ed essendo il mondo pieno di imbecilli ….. vivo sempre preoccupato.

Adesso vi saluto perché nel frattempo, nell’attesa che arrivi l’imbecille a me predestinato (il mondo ne è pieno), vado a farmi un giretto per New York. In fondo è il penultimo giorno qui: venerdì ci spostiamo a Boston.Andiamo alla mecca: Reebok CrossFit One, da Austin Malleolo e Denise Thomas  

Alla Prossima!!

Mister Beef

I 4 Errori che abbassano il valore del tuo Box

I 4 Errori che abbassano il valore del tuo Box

Senza tanti preamboli, oggi arriviamo dritto al sodo.

Eccoti i 4 errori che possono compromettere in modo fatale il valore della tua azienda.

E ricordiamo che una ASD non è una azienda.

1° ERRORE: GENERARE POCHI UTILI

E’ un parametro fondamentale. Senza utile una azienda vale poco.

Ci dovrebbero spiegare allora il 90% dei commercialisti perché anziché far produrre utili alle aziende, quando si arriva alla redazione del bilancio fanno spendere soldi a caso per evitare appunto la generazione di utili.

Ah già…che stupido …. È perché così si pagano meno tasse!!

Un bel mongolino d’oro a questo bel ragionamento.

Posto che la pressione fiscale sugli utili in Italia è veramente eccessiva, non generare utili significa comunque sottrarre nutrimento e valore dalla propria azienda.

E questo quando arriva il momento di farla valutare (banalmente anche solo per accendere un finanziamento), vale zero.

Meglio pagare le tasse che avere in mano una cosa che vale zero. Lo so, da fastidio anche a me pensare che più della metà dell’utile mi viene ciucciato via …. Ma è il minore dei mali.

2° ERRORE: AVERE UNA CONTABILITA’ APPROSSIMATIVA

Una contabilità precisa e puntuale significa avere sotto controllo la situazione.

Bisogna quindi dotarsi di software e metodologie per poter produrre ed utilizzare una contabilità degna di questo nome, che mi permetta di fare stime, analisi e prendere decisioni.Se non hai sotto controllo i parametri finanziari della tua Azienda, nessuna te la comprerebbe, e nessuno sarebbe disposto a darti un prestito o scommettere su di te.

3° ERRORE: RENDERE L’AZIENDA DIPENDENTE DA NOI STESSI

In fase di valutazione della tua azienda, il fatto che tu sia un padre padrone, ne abbasserà moltissimo il suo valore.

Se il valore è legato alla tua persona, nessuno investirà una lira.

Per assurdo, se le cose ti girano bene, è ancora peggio: l’insuccesso legato ad una persona, può stimolare qualcuno ad investirci perché convinto di fare meglio, ma il successo di una attività legato a te, tiene lontano chiunque voglia investire.

Il tuo box deve apparire come una azienda vera e propria, dove ognuno fa il suo e dove il tutto va avanti senza nessun intervento divino o supremo: la tua azienda DEVE andare avanti anche senza di te.

Il tuo Box è in grado di far continuare regolarmente tutte le attività se tu vai in vacanza per due mesi? Se la riposta è No, allora devi cambiare qualcosa, più in fretta che puoi.

4° ERRORE: AVERE UNA AZIENDA SENZA POSSIBILITA’ DI CRESCITA

Acquistare una attività che rende poco, non interessa a nessuno.

Acquistarne una che ha poche possibilità di crescita forse è anche peggio.

Se la tua Gym appare come qualcosa di statico, senza possibilità nessuna di sviluppi, sarà poco attrattiva, non solo per eventuali investitori/compratori, ma anche per i tuoi clienti, che inevitabilmente sceglieranno strutture con un maggiore appeal.

Questi sono i 4 errori fatali quando si parla di valutazione della tua azienda.

Spero in questi tre articoli di averti dato un quadro chiaro di cosa vuol dire avere una azienda di valore, vendibile o quantomeno ben valutata.

Al prossimo articolo …. che come sempre, sarà una sorpresa: argomento nuovo, contenuti nuovi!!

A presto!!