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Oggi vi racconto una storia: quegli stronzi che a ferragosto …

Oggi vi racconto una storia: quegli stronzi che a ferragosto …

Oggi vi racconto una storia.

 

Volevo comprare una cucina per l’area break di uno dei miei uffici.

Era venerdì 14 agosto, e oggi è il mercoledì della settimana successiva.

Non avendo tempo per andare direttamente in showroom, comincio a cercare in google soluzioni che mi permettano di comprare una cucina direttamente online qui nella zona.

Ma non la voglio comprare da Ikea cazzo … mi stanno sulle palle.

 

Dopo aver girato circa 20 siti, non ce n’è uno che:

  • mi permetta di fare un progetto decente online, tranne Ikea
  • visionare materiali e tipi di cucina facendomi un’idea di quello che andrò a comprare e della fascia prezzo, tranne ikea
  • che sia aperto nella settimana di ferragosto, tranne ikea.

 

Allora provo a forzare la mano, lascio il mio contatto nel form di quelli che mi sembrano un po’ più all’avanguardia, e che magari riescono a gestire una vendita online.

Ne scelgo tre.

 

Provo il primo, ha addirittura una chat in cui dice ‘operatori online’ e la possibilità di parlare con qualcuno via zoom. Ci sono tre venditori che risultano liberi!!

Provo la chat, nessuno risponde, i messaggi sono ancora lì dopo 6 giorni senza risposta.

Provo allora a contattare uno dei tre venditori liberi via zoom al link presente nel sito, nessuna risposta, provo il secondo, nessuna risposta, provo il terzo, nessuna risposta.

Dopo 6 giorni ancora nessuno mi ha contattato, nonostante per fare queste operazioni abbia lasciato i miei dati nel loro sito ovunque.

Oggi guardo su google, il negozio risulta chiuso nelle due settimane centrali di agosto. Vabbé dai, hanno solo qualche problema di gestione e aggiornamento online … ma poi chi è lo stronzo che vuole comprare una cucina a ferragosto? Hanno fatto bene a chiudere.

 

Provo il secondo venditore: nel suo sito c’è un fantastico modulo da compilare, dove posso lasciare misure, idea di spesa, allegare file di foto e disegni dell’area dove voglio piazzare la cucina … 20 minuti di compilazione e tutto è a posto!! Mi chiameranno domani sicuro…. Sono passati 6 giorni … ancora nessun contatto. Anche loro chiusi nelle due centrali di agosto. In fondo chi è lo stronzo che compra una cucina a ferragosto?

 

Provo il terzo. Qui addirittura, dopo aver inserito tutto, foto, misure, ecc ecc, mi fanno scegliere anche il modello di cucina con una idea di spesa. Favoloso. Domani mi chiamano sicuro.

E niente … mi hanno chiamato oggi dopo 6 giorni. Hanno appena riaperto.

Un signore piuttosto arrogante, quasi scocciato dall’altra parte mi fa: “ho visto che ha lasciato i dati per comprare una cucina. Quando vuole passare in negozio?”

IO: “no mi scusi, ma io ho compilato tutto online perché non riesco a pass….”

 

LUI, prima che io finisca “eh no … se lei non passa come faccio io a farle il preventivo? E poi per quando le serviva? Lo sa vero che poi ci vogliono due mesi per avere la cucina?”

 

IO:”ma… a dire la verità a me serviva entro la fine di settembre”

LUI: “eh no … non ce la facciamo mica. Va beh, mi dica quando può passare, che vediamo, magari su qualche modello che abbiamo già in stock magari per inizio ottobre riusciamo”.

 

IO: “mi scusi, ma io non riesco a passare e non posso aspettare ottobre”.

 

LUI: “va beh niente, facciamo che ci sentiamo allora quando ha tempo di passare, perché mi sembra che lei abbia le idee confuse su come lavoriamo.”

 

Ok… io ho le idee confuse … va beh … d’altronde chi cazzo è che vuole comprare una cucina a ferragosto … online poi …

 

Va beh, mi sono rotto le palle, tre su tre: una merda.

Forse sono veramente io che ho delle pretese del menga: comprare una cucina, online, sotto ferragosto.

 

Allora ieri sono andato sul sito di Ikea, mi sono configurato la cucina, ho prenotato la data di consegna e montaggio (24 settembre), ho prenotato per oggi l’appuntamento online con un consulente per la verifica del progetto e il pagamento.

Oggi faccio l’appuntamento, online, in mezz’ora , mi conferma il progetto dopo avere fatto qualche modifica sulla base della posizione attacchi, ecc ecc, mi da l’iban dove devo pagare e mi conferma che se faccio il bonifico oggi data di consegna e montaggio sono confermati.

Metto giù, faccio il bonifico, ne mando copia via mail, e 20 minuti dopo arriva la conferma ufficiale del tutto: il 24 mi consegnano la mia cucina.

 

Non volevo comprare da Ikea, mi sta sulle palle, l’ho già detto.

Ma l’ho acquistata da Ikea, perché uno stronzo che voleva comprare una cucina online a ferragosto c’era: IO.

 

E tutti gli altri mobilifici devono morire male.

 

Ora … da questa esperienza ho fatto un parallellismo con una delle mie attività.

Ho un Box di CrossFit, che grazie a Dio negli ultimi due anni da mia attività principale è diventata marginale rispetto alle altre due che ho aperto nel frattempo.

Ma questo non vuol dire che non lavori costantemente per migliorare quello che facciamo anche li.

 

I mobilifici sono tra quei servizi che hanno pianto miseria durante il Covid, e adesso sono in ferie.

Sono quelli che se la prendono con la grande distribuzione, perché offre prodotti di merda a basso prezzo, e “la gente compra da Ikea solo perché li la roba costa meno, e noi invece la qualità … il servizio …”.

 

Mi faccio quindi un paio di domande … non è per caso che molta gente sceglie Virgin & C. non per il prezzo o la sauna, ma per l’accessibilità e i servizi complementari che noi non sappiamo dare o che diamo di merda?

Non è per caso che  il prezzo alla fine è solo una minima parte del problema?

 

Siamo tutti chiusi dentro i nostri Box, a masturbarci dichiarando ai quattro venti una qualità di allenamento senza pari ma poi la Virgin ha 6000 iscritti e noi non arriviamo nemmeno a un decimo (anzi, a un decimo ci arriviamo la notte nel nostro sogno migliore).

 

Non è il prezzo, non è la sauna … forse è il caso che ripensiamo al modello di business.

Forse è il caso che verifichiamo la facilità con cui un cliente può entrare in contato con noi e cominciare ad allenarsi.

Forse è il caso di pensare che anche se siamo stanchi, magari qualche stronzo che a ferragosto vuole allenarsi c’è, e magari se stiamo aperti qualcuno ci sceglierà anche per quello.

Forse è il caso di pensare che magari ricevere un cliente a petto nudo, sudati e in ciabatte non è il massimo come immagine.

Forse è il caso di pensare che il prezzo non c’entra niente, e che se lo svacchiamo non è che risolviamo i nostri problemi, anzi … continueremo a fornire qualcosa di sbagliato ma ci guadagneremo pure meno.

 

Perché ricordiamoci che … c’è sempre uno stronzo che vuole allenarsi a ferragosto, un altro stronzo che guarda se gli spogliatoi sono puliti, e l’ultimo stronzo che si iscrive dove c’è una receptionist con la quarta di reggiseno che gli sbatte le tette in faccia.

 

 

Corona virus: ma che c… stanno facendo?!?

Corona virus: ma che c… stanno facendo?!?

Sinceramente,
io non ho capito se qualcuno di noi si è rincoglionito, sicuramente lo hanno fatto le persone che TUTTI quanti noi abbiamo votato e messo lì a prendere provvedimenti alla cazzo di cane.

Sento il plauso da più parti alle chiusure delle palestre in Lombardia, “misura sacrosanta e necessaria” … dicono.
E il grave è che sono proprio molti titolari di palestra che plaudono a queste misure. Probabilmente quelli fuori dalla Lombardia, perché se lo fa qualcuno che sta vivendo questa situazione in Lombardia è da internare.

Vi chiedo per favore di risparmiarmi i vostri commenti pro-coronavirus da finti moralisti del cazzo, perché qui non c’entra nulla l’emergenza sanitaria o il senso civico.

Qui si parla di economia, di famiglie che devono mangiare e che se non lavorano faranno fatica a farlo.
Parliamo di attività che già in crisi, con delle chiusure imposte rischiano di cappottare da un giorno all’altro.

E ripeto, non tiriamo fuori l’emergenza straordinaria perché è una cazzata, una grandissima cazzata.
O meglio, è una grandissima cazzata che stiano chiuse solo le palestre.

Come diceva in un post Alessandro Cappellato, owner di CrossFit Three Fingers: “secondo quale meravigliosa logica in un box di CrossFit c’è più rischio di una pizzeria con 70 persone in 100mq??”

Se veramente c’è una emergenza sanitaria così grave, io mi aspetto che ci chiudano tutti in casa e ci porti da mangiare l’esercito, perché di emergenza sanitaria si tratta, tutte le attività devono chiudere: o stiamo tutti chiusi, o stiamo tutti aperti.

E soprattutto, se ci fanno stare chiusi, devono esonerarci TUTTI da pagamento di affitti, stipendi, bollette, tasse, ecc ecc.
Paghiamo le tasse per essere “amministrati”, quindi mi aspetto che gli amministratori che paghiamo non mettano nessuno di noi in condizione di dover chiudere o dover far fronte ad una situazione economica insostenibile.

Perché la triste realtà è che i nostri colleghi lombardi questo mese l’affitto, le bollette (se non i consumi, sicuramente le relative accise che sono a volte più alte dei consumi), gli stipendi, le rate dei mutui, ecc. dovranno pagarli comunque.
E CON QUALI SOLDI?!?!

O chiudono anche tutte le attività commerciali, soprattutto dove gli assembramenti di persone sono ben più pericolosi di quelli nelle palestre (vedi ristoranti, centri commerciali, ecc), oppure stiamo tutti aperti.

Ripeto per l’ennesima volta, perché sicuramente qualche perbenista imbecille si sentirà di commentare questo mio scarso senso civico: non ne faccio una questione di emergenza sanitaria, perché altrimenti dovremmo essere tutti chiusi in casa obbligatoriamente e vedere chiuse tutte le attività economiche, produttive e lavorative, perché oltre a ristoranti, pizzerie e simili già citati, vogliamo metterci gli uffici? All’interno degli uffici si creano le stesse dinamiche delle scuole, quindi perché gli uffici devono stare aperti e le palestre no?
Io ho lavorato in multinazionali con spazi open space di centinaia di metri quadrati, dove le persone interagiscono e vivono per 10-12 ore in una promiscuità lavorativa che penso sia molto peggio che un’ora di palestra.

E di nuovo anche in questa situazione tiriamo fuori tutto il nostro spirito italiano: i colleghi lombardi accettano in silenzio, magari scrivendo solo qualche post, i colleghi delle altre regioni se ne fottono perché tanto per il momento non sono toccati … per il momento.

E quindi accettiamo in silenzio facendo spallucce questa disparità di trattamento e subendo il disastro economico che provocherà a tutto il settore.

Sarebbe sacrosanta una bella organizzazione di settore, di palestre che avesse voce in merito e potesse farsi ascoltare in modo efficace dagli enti preposti.
…ah già dimenticavo … ma c’è il Coni … e poi per il 90% le palestre sono tutte asd, nel migliore dei casi ssd, e quindi non siamo a scopo di lucro, e quindi è giusto che come attività di pubblico servizio, dove non c’è scopo di lucro, si stia chiusi in via preventiva.

Sono appena tornato in Italia, ma se qualche imbecille deciderà l’inasprimento delle misure in modo mirato solo su alcune attività, riparto e me ne torno negli Usa, dove rimarrò fino alla fine di questa follia collettiva, e dove nel frattempo comincerò ad impostare le basi di un progetto imprenditoriale che già da un po’ di tempo ho in testa.

Perché sì … accidenti a quando ho deciso di aprire delle attività in questo Paese.
Giuro che non lo faccio più questo errore.

E tanta solidarietà per i colleghi della Lombardia, sperando che qualche altra regione non persegua questa strada scellerata.

Buona Italia a tutti, soprattutto a tutti quelli che sono d’accordo con la chiusura delle Palestre, ma solo di quelle eh?

Fatti delle domande, datti delle risposte

Fatti delle domande, datti delle risposte

COME E’ POSSIBILE CHE NEL MONDO DEL FITNESS CI SIANO ALCUNE REALTA’ CHE STANNO ANDANDO ALLA GRANDE (IL 10%) E LE RESTANTI CHE STANNO RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE? (IL 90%)

Se sei in quel 10% e tutto sta andando a gonfie vele, sicuramente vuoi che continui ad andare così.

Se invece sei nel 90% e non sta andando come speravi, sicuramente vuoi che le cose cambino in meglio.

In entrambi i casi sai bene che NESSUNO TI REGALERÀ NIENTE, perciò smettila di cercare cose gratis o a basso costo.

Probabilmente anche tu stai commettendo l’errore che rinfacci sempre ai tuoi clienti

Ti lamenti che non sono disposti a pagare per un servizio di eccellenza, e tu ti comporti allo stesso modo: cerchi i low cost della comunicazione, della consulenza e della formazione. Speri addirittura che corsi e risorse gratuite siano in grado di risolvere i tuoi problemi.

 

Ma torniamo alla nostra domanda base:

COME E’ POSSIBILE CHENEL MONDO DEL FITNESS CI SONO ALCUNE REALTA’ CHE STANNO ANDANDO ALLA GRANDE (IL 10%) E LE RESTANTI STANNO RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE? (IL 90%)

Pensaci…secondo te quale potrebbe essere la risposta esatta?

La fortuna c’entra solo fino ad un certo punto, non è mai “solo” questione di fortuna… non è una questione della location della tua palestra, perché in centro città come in periferia c’è chi va bene e chi va male, e magari sono due palestre a cento metri di distanza l’uno dall’altra… non c’entrano i prezzi, né il numero di collaboratori…

QUINDI?

COME E’ POSSIBILE CHENEL MONDO DEL FITNESS CI SONO ALCUNE REALTA’ CHE STANNO ANDANDO ALLA GRANDE (IL 10%) E LE RESTANTI STANNO RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE? (IL 90%)

Molto probabilmente vista la quantità infinita di informazioni che girano in rete, pensi di saperne già a pacchi … ma com’è che nonostante il tuo gran sapere e la tua grande arte di Coaching, sei ancora a fare 14 ore di lezione e magari anche le pulizie a fine giornata anziché essere su una bella isola caraibica circondato da mignotte e lacché?

Se vuoi cominciare o continuare a crescere, non concentrarti sulla domanda, concentrati sulle RISPOSTE che riesci da solo a trovare.

Sembra una banalità vero? Una frase scontata.

E invece non lo è.

Spiegami perché anziché trovare delle soluzioni da solo, continui a perdere una marea di tempo a cercare risposte e soluzioni gratis o a basso costo di qualcun altro?

E che magari quel qualcun altro è a centinaia di chilometri dalla tua attività, che magari fa proprio altro nella vita, o che magari non ha avuto proprio un gran successo in quello che ha fatto ?

Spiegami come mai migliaia di owners di microgyms si sentono vittime della crisi, dei concorrenti, della zona dove i clienti non vogliono spendere, e altri invece stanno guadagnando come mai prima d’ora?

Ai primi pare impossibile che esistano i secondi.

“MA COME?!” Con questa crisi? Con queste tasse? Con questa burocrazia? Con questa concorrenza? Con questi prezzi bassi?

 

 

 

COME È POSSIBILE che in un mercato del genere ci siano palestre che continuano a prosperare?!

INVECE CI SONO.

Il mondo dei proprietari di microgym si divide infatti oggi , in due grandi categorie, senza nessuno nella terra di mezzo:

  • quelli che stanno andando male o che arrivano a malapena a fine mese
  • quelli che stanno andando alla grande

Se sei tra quelli che stanno andando male, ti devi rimboccare le maniche da solo, perché il grando per “assoldare” qualcuno in grado di cambiarti la vita non ce l’ hai. E non ci sono cazzi. Puoi al massimo raccattare qualche fenomeno da circo che per un paio di 100 euro ti vende corsetti o consulenze inutili, che non ti servono.

Quelli bravi, anche nel mondo della formazione e della consulenza si fanno pagare, sono CARI AMMAZZATI.

Forse la consulenza è il settore dove ci si fa pagare di più, se vali qualcosa.

E quindi con la tua 100 euro, Il massimo che puoi trovare è:

  • una agenzia di comunicazione sgangherata che prova a venderti la soluzione della vita (e se bastavano poche centinaia di euro eravamo tutti ricchi no?! E se è così brava come mai si fa pagare con un tozzo di pane?)
  • un commercialista arraffone e con una manciata di clienti che ti vuole acquisire facendoti spendere un centinaio di euro in meno al mese rispetto a quello che hai ora (e quindi è disperatamente alla ricerca di clienti, perché i commercialisti bravi da che ne so io, non fanno sconti o prezzi stracciati per acquisire clienti)
  • qualche consulente farlocco, che prova a venderti attrezzature e servizi di altri; altri con cui ha accordi da cui lui guadagna quando tu compri. Questa è la versione moderna dei marchettari: “vieni da me che non voglio niente e ti faccio avere un sacco di sconti dai miei fornitori partner”. Marchette amico mio, ecco di cosa si tratta, di marchette.

Quindi anziché pagare chi non ha combinato nulla di buono per sé e adesso tenta di sbarcare il lunario a spese tue, tieniti quei soldi e prova a trovare DA SOLO le soluzioni ai tuoi problemi.

 

Se stai andando male, non cercare aiuto fuori: le soluzioni devi trovarle dentro la tua attività

devi renderti conto che se stai andando male è solo ed esclusivamente colpa tua, delle tue scelte e delle cose che continui a fare sempre nello stesso identico modo.

Fino a che non riesci ad invertire la rotta da solo, neanche Gesù Cristo può aiutarti, perché appena il Messia se ne va, tu torni a fare le cazzate di sempre, quelle che ti stanno facendo andare male.

Solo dopo che hai cambiato mentalità ed invertito la rotta puoi trovare qualcuno che ti aiuta. Se non cambi testa e modus operandi, sei spacciato, e chiunque trovi, bravo o meno che sia, potrà solo alleggerire il tuo portafogli. 

E se già stai andando bene?

Se già stai andando bene non sederti sugli allori. Devi aumentare il distacco già presente tra te e gli altri.

Sì perché mentre a te sta passando la fame perché mangi troppo, chi non sta mangiando cerca cibo disperatamente, si agita, si muove, si fa il mazzo e prima o poi ti arriva dietro.

Se stai andando bene, è il momento di dare un colpo di acceleratore e aumentare il distacco.

Ma anche tu devi stare attento a non cascare tra le grinfie di quelli che ho citato prima: agenzie di comunicazione incapaci, professionisti in crisi, super consulenti farlocchi e marchettari.

 

 

 

COME FARE A CAPIRE CHI HAI DI FRONTE

Come fai a capire se chi hai di fronte è la persona giusta?

E’ facilissimo, basta seguire alcuni passaggi, in ordine di priorità:

  1. poniti la prima e fondamentale domanda: ma questo chi cazzo è?
    Cosa cazzo ha combinato nella sua vita? E non leggere il curriculum o quello che ti racconta, perché a raccontare storie siamo tutti bravi. E’ cinico e brutto da dire, ma qui si sta parlando di soldi: io personalmente non mi faccio aiutare se non da qualcuno che abbia almeno il doppio delle mie aziende e guadagni 10 volte di quello che guadagno io.

E come faccio a capire se uno è veramente un imprenditore coi controcazzi? Semplice:

  • i bilanci sono pubblici (quelli italiani … perché già se uno si nasconde in società farlocche estere, la cosa puzza da lontano)
  • la macchina con cui gira la vedi
  • lo stile di vita che ha lo vedi.

Ripeto, lo so che è cinico, ma che cazzo, tu non stai cercando un benefattore, tu stai cercando qualcuno che ti faccia svoltare dal punto di vista economico, e quindi se non lo ha fatto lui, come può farlo per te? 

Una volta riposto alla domanda numero uno … fondamentale …

Trova risposta al quesito numero 2:

  1. ma questo chi cazzo ha mai aiutato?

E anche qui, recensioni e finte testimonianze sul suo sito internet e la sua pagina facebook valgono meno di zero: è chiaro che sono pilotate.

Questo mondo del fitness è grandissimo quando piangi sulla miriade dei concorrenti che pensi di avere, ma piccolissimo quando cerchi lo sputtanamento del cialtrone o la referenza di uno bravo.

 

Cerca qualcuno che si è fatto aiutare da quello a cui vorresti rivolgerti, ascolta consigli solo da persone con cui hai confidenza, e vedrai che scopri in un attimo il farlocco da quello bravo.

E se non trovi nessuno che conosci bene che si sia fatto seguire da Tizio, già questo dovrebbe insospettirti: “ma come è possibile? E’ così bravo ma io non conosco nessuno che si sia fatto aiutare da lui?!”

Eh … fatti la domanda, e datti la risposta.

 

 

RIASSUNTO DELLA PUNTATA

Chi può aiutarmi?

  • se stai andando male, NESSUNO. Tieniti stretti tutti i soldini che hai, e fatti una bella analisi. Le risposte per cominciare ad invertire la rotta le trovi all’interno della tua palestra, non fuori.  SE STAI ANDANDO MALE NON CERCARE AIUTO FUORI, CERCALO DENTRO LA TUA ATTIVITA’.
  • Se stai andando bene, è il momento di dare una accelerata e staccare definitivamente gli altri. Qui un aiuto potrebbe esserti veramente utile, ma occhio a chi ti metti mano.

 

Le domande fondamentali per dividere i cialtroni che ti vogliono vendere qualcosa da quelli bravi:

  1.  “chi cazzo è? 
  2. “chi cazzo ha aiutato? 

Semplice vero?

Alla prossima!!

MISTER BEEF aka Roberto Manzi

 

 

Se vuoi dare quindi una spinta in più al tuo Box e uscire dalla massa che ogni giorno è a un centimetro in meno dal fallimento, noi possiamo aiutarti, ma tu dovrai rimetterti in gioco, cambiare le tue convinzioni e il modo con cui hai lavorato fino ad adesso.

 

 

 

 

Per fare tutto questo, le prime due azioni da compiere sono queste:

  • Entra nel nostro gruppo chiuso, dedicato ai Titolari di Microgym e all’interno del quale divulghiamo contenuti e condividiamo esperienze. Già solo essere dentro questo gruppo ti darà un vantaggio competitivo enorme: ti basterà prendere ed applicare tutti i contenuti che mano a mano vi pubblichiamo. CLICCA QUI PER RICHIEDERE DI ESSERE AMMESSO AL GRUPPO CHIUSO.
  • La seconda (forse il passo più importante) è quella diventare consapevole di dove sei realmente (e non dove pensi di essere), di conoscere il vero grado di competenza in ognuna delle 5 aree che come imprenditore devi padroneggiare e non solo conoscere. Vuoi saperne di più?  Prenota una call con me o con Andrea CLICCANDO QUI, e il primo passo verso crescita e prosperità sarà compiuto

Ti aspetto dall’altra parte!!

Roberto Manzi

Web agency: camminerai sulle acque …

Web agency: camminerai sulle acque …

Web agency: camminerai sulle acque …

Sì, un po’ come moltiplicare pani e pesci, la web agency di turno che hai avuto la sventura di incontrare ti prometteva il miracolo! Il problema è che qualcuno ancora nel 2020 crede ai miracoli, devo aggiungere purtroppo. Ma come la matematica anche nel marketing e nella promozione contano le azioni e i numeri, in buona sostanza senza un’adeguata strategia la vedo dura. L’unico miracolo a cui ho assistito negli anni scorsi, era solo quello di veder evaporare i miei sudati soldi rincorrendo una speranza, appunto. Che vuoi farci, per imparare se non si hanno guide e strumenti, è inevitabile passare da errori più o meno gravi, e io modestamente, vista la mia intraprendenza e voglia di fare di errori e cazzate ne ho fatte!

Quelle cazzate che però oltre a lasciarti l’amaro in bocca, per fortuna ti insegnano a non farne altre e ad aggiustare il tiro. La web agency è completamente inutile senza prima essersi dotati di una struttura, con questo non intendo il box o la palestra, parlo di struttura commerciale. Per coloro che non l’hanno ancora capito, la palestra è come qualsiasi altra attività. Solo che invece di vender panini vende abbonamenti a un servizio, con concorrenti competitivi che non vedono l’ora di toglierti di mezzo.

Cosa occorre prima della web agency? TU!

Il Boss sei tu! E tu devi sapere tutto e al meglio, non ci sono mezze misure: devi essere formato e competente in ogni singola parte di mestiere, e per formazione non intendo corsi di fitness e affini, ma parlo di quel background manageriale che il più delle volte nelle palestre non esiste oppure è incompleto. Sì perché qui stiamo parlando se non si è ancora capito del mestiere dell’imprenditore.

Per dirla in sintesi:

  • Formazione manageriale sulla gestione del box/palestra
    In questo caso s’intende un’adeguata formazione manageriale, che consenta la gestione di struttura e staff al meglio, per dare il massimo.
  • Organizzazione strutturata dei processi produttivi
    Vale a dire dotarsi degli strumenti e delle professionalità adatte ad accelerare, migliorare e incrementate il rendimento produttivo.
  • Strategia di marketing e visual branding
    Per creare un brand occorrono tre cose principalmente, immagine ben definita, coerenza comunicativa cioè prendere una linea e mantenerla nel tempo, immagine coordinata ovvero essere sempre ben identificabili in tutto ciò che facciamo.
  • Qualità dei servizi offerti
    Questo è un punto che ricordo in ogni occasione, e deve essere sempre implicito: la qualità di quello che fai non deve mai essere messa in discussione.

Una volta messi insieme questi punti, capiti i meccanismi che fanno girare bene ogni singolo ingranaggio, siamo pronti. A questo punto la web agency può avere anche un senso, perché saremo in grado di sfruttare al meglio ogni supporto comunicativo e promozionale.

La bellezza ha sempre ragione!

Come fai a mettere in dubbio la bellezza? Cosa voglio dire? Semplice, che le cose non sono mai casuali. Se un’azienda si presenta bene ed ha i giusti equilibri tra sobrietà, bellezza e serietà, non è un caso! Vuol dire che nell’azienda c’è chi si occupa e pensa a questo, significa anche che sta investendo nella sua comunicazione, formazione e immagine.

Come diceva un certo Peter Drucke; “Il marketing e l’innovazione producono risultati: tutto il resto sono costi”. Questo vale anche per il mondo del fitness. Solo dopo la web agency potrà davvero fare il lavoro di cui abbiamo bisogno. Se pensiamo che invece sia una web agency quello che ci serve per risolvere i nostri problemi ed ignoriamo o sottovalutiamo quanto visto fino a qui, l’unico risultato che otterremo sarà vedere “evaporare” i nostri soldi …

Se vuoi dare quindi una spinta in più alla tua gym e uscire dalla massa che ogni giorno è a un centimetro in meno dal fallimento, noi possiamo aiutarti, ma tu dovrai rimetterti in gioco, cambiare le tue convinzioni e il modo con cui hai lavorato fino ad adesso.

Per fare tutto questo, le prime due azioni da compiere sono queste:

  • Entra nel nostro gruppo chiuso, dedicato ai Titolari di Microgym e all’interno del quale divulghiamo contenuti e condividiamo esperienze. Già solo essere dentro questo gruppo ti darà un vantaggio competitivo enorme: ti basterà prendere ed applicare tutti i contenuti che mano a mano vi pubblichiamo. CLICCA QUI PER RICHIEDERE DI ESSERE AMMESSO AL GRUPPO CHIUSO.
  • La seconda (forse il passo più importante) è quella diventare consapevole di dove sei realmente (e non dove pensi di essere), di conoscere il vero grado di competenza in ognuna delle 5 aree che come imprenditore devi padroneggiare e non solo conoscere. Vuoi saperne di più?  Prenota una call con me o con Andrea CLICCANDO QUI, e il primo passo verso crescita e prosperità sarà compiuto

Ti aspetto dall’altra parte!!

Roberto Manzi

La fine del marketing “fai da te”

La fine del marketing “fai da te”

Ormai è tardi …

Cosa significa il titolo di questo articolo?

E’ molto semplice: se non siete partiti almeno 5 anni fa strutturando per le vostre palestre e i vostri Box dei processi di Marketing e comunicazione strutturati, ora è troppo tardi per cominciare a formarsi e pensare di potercela fare da soli.

Mi ricordo ancora nel 2012, quando aprii CrossFit Bicocca, che con una serie posts sulla pagina, nemmeno tanto strutturati, eravamo in grado di riempire la palestra: non lo faceva nessuno e quei pochi che avevano intuito l’importanza dei social, ne traevano grandi benefici senza la necessità di spendere un centesimo.

I gestionali e i software in grado di supportare una strategia di marketing e comunicazione erano totalmente sconosciuti, inesistenti, anche perché nessuno sapeva nemmeno che esistessero e a cosa servissero.

Era veramente la fase pionieristica della comunicazione online.

E’ in quel momento che cominciai ad interessarmi al mondo digitale, e a cercare persone e percorsi formativi negli Stati Uniti che mi facessero capire qualcosa di più. Sì negli Usa perché come sempre tutto ciò che viene creato in Italia è antiquato e merda alo stato puro (come ad esempio quei simpatici corsetti per diventare istruttore di fitness di sta minchia delle varie federazioni …).

E così tutte le volte che implementavo un piccolo pezzettino di puzzle nuovo … risultati a pioggia … clienti a pioggia.

Non parliamo di quando decisi di fare da solo la mia prima sponsorizzata investendo 5 euro su facebook. Correva l’anno 2014 e per i due mesi successivi fu un delirio: più di 20 Lezioni di Prova tutte le settimane, con una conversione altissima, superiore all’80%.

Oggi con 5 euro facebook al  massimo fa partire un video con una risata.

Ci sono voluti anni perché nelle teste degli imprenditori del mondo del fitness cominciasse ad accendersi una flebile lampadina che gli facesse capire l’importanza del mondo digitale.

Quindi anche se le iniziative in campo digitale erano strampalate e mediocri, portavano risultati, SEMPRE.

Nessuno faceva marketing, nessuno a dire la verità lo fa nemmeno oggi, perché tutti continuano a scambiarlo con la comunicazione, ma questo è un altro argomento …

In quel panorama, dedicandoci un’oretta al giorno, e altrettanto per leggere e formarmi, riuscivo con successo a portare avanti in autonomia tutte le attiviità di marketing e comunicazione legate alla mia palestra.

Ero in grado di gestire tutti i processi di marketing e comunicazione da solo, ed ero in grado di portare enormi risultati alla mia attività.

L’arrivo del “cialtrone digitale”

Dal 2014 ad oggi, complici anche i mille cialtroni che si sono improvvisati in campo marketing e comunicazione le cose sono cambiate.

E’ nata quella branchia composta da falsi consulenti, agenzie di comunicazione improvvisate, finti guru del marketing che a me piace chiamare “cialtroni digitali”.

L’aspetto positivo è che questi “cialtroni digitali”, almeno hanno permesso la diffusione di qualche concetto banale, che nel vuoto pneumatico ha  perlomeno fatto ottenere qualche risultato. Un pò come quando decidi di metterti a dieta: basta pulire un pò la qualità di quello che mangi, e le prime due settimane sono uno spettacolo di risultati. Le prime due settimane …

Uguale è l’attività dei “cialtroni digitali”: implementano quattro banalità dove non c’è nulla, ed è subito festa. peccato che poi dopo un paio di settimane … ma ormai è troppo tardi, perché nell’onda del successo dei primi tempi gli avete già scucito fior di eurini.

Così pian piano, un passo alla volta siamo arrivati alla situazione odierna, dove concetti come funnel, CTA, ecc ecc sono ormai alla portata di tutti, e tutti inseriscono nei loro processi almeno la base del marketing e della comunicazione.

Tutti fanno molto di più di quello che io facevo nel 2012, ma purtroppo tutto ciò  che viene fatto nel 90% non porta più nessun risultato.

La “non visibilità” sui social”

Perché?

I motivi sono sostanzialmente due:

  • perché facebook, google & company non danno più visibilità a quello che pubblichiamo, a meno che non vengano piazzati sopra ai nostri post un bel pò di soldini, e devono essere tanti, perché con i miei 5 euro del 2012, al massimo mi compare un pop up con Zuckerberg che mi ride in faccia.
  • perché purtroppo i clienti si sono assuefatti alla comunicazione online, al bombardamento che stanno ricevendo in ogni fronte della loro vita, e quindi non sono più è sensibile ai vostri post improvvisati o alle vostre campagne malfatte. Insomma, ne abbiamo tutti le palle piene di mail, pop up, pubblicità che ti compaiono all’improvviso mentre ti fai i fatti tuoi sui social, ecc ecc ecc. Siamo tutti nauseati dalla pubblicità digitale, e non la guardiamo più. Lavorare in questo contesto è estremamente duro, e se non sei uno specialista, oggi perdi solo tempo.

Quindi oggi, lavorare sull’online in modo fai da te è totalmente improduttivo. 

Se pensate di potere aggredire l’online oggi, cominciando da zero da soli, o spendendo qualche cento euro al mese, lasciate perdere, perché oggi come oggi è meglio che quelle cento euro ve le teniate in tasca.

Se pensate che con quattro stories malfatte e qualche post dei vostri massimali (a cui tra l’altro non frega niente a nessuno), possiate fare svoltare la vostra microgym, mi sa che non avete capito niente: 10 anni fa nel momento buono non ci avete creduto, ora sareste in ritardo di 10 anni.

Oggi per provare a dire la propria all’interno del mondo digital, serve un approccio professionale e mani “esperte”.

L’epoca del fai da te e delle agenzie da 300 euro al mese è finita.

A questo si deve aggiungere che se abbiamo la presunzione di essere visibili online, c’è un lavoro enorme da fare SU BASE GIORNALIERA.

Lavoro enorme su base giornaliera, inserito in una pianificazione strutturata mensile, inserita su una stagionale, inserita in quella annuale.

Se non fate tutto questo, se non avete margini economici per farvi seguire da qualcuno che sa quello che fa, risparmiatevi i quattro spiccioli che avete intenzione di spendere, perché li buttate al vento.

La nuova era di Business Partner

Nei miei primi articoli di due anni fa parlavo della necessità di formarsi, bene, oggi ho una brutta notizia per voi: E’ TROPPO TARDI PER FORMARSI, perché intanto che voi per prove ed errori trovate i percorsi giusti, cominciate ad implementare, e che per prove ed errori capite cosa funziona e cosa no, la vostra attività rischia di andare a rotoli o essere sovrastata dai giganti del fitness o da qualcuno più avanti di voi.

La formazione ora è un obbligo, ma non è più sufficiente: ogni attività deve mettere a budget una cifra sostanziosa da dedicare al miglioramento e alla creazione di processi di gestione, di marketing, di comunicazione.

Oltre alla formazione, servirà qualcuno che fa le cose per voi.

Ogni palestra, piccola o grande che sia, deve investire almeno metà del suo budget in questo, e si deve affidare a qualcuno che sia in grado di colmare il gap sempre più profondo tra chi non fa nulla e chi invece si è strutturato e vincerà su tutta la linea.

Questo gap diventa sempre più profondo, senza la presenza di una via di mezzo: o fai tutto come deve essere fatto e spendi quello che va speso, o sei fuori.

Questo gap allontana sempre di più “quelli che hanno capito” da quelli che continuano a sottovalutare”.

Questo è il motivo che mi ha convinto, ci ha convinto (perché ormai da più di un anno non sono più solo), a lasciare un pò indietro quello che era il nostro progetto iniziale (la formazione) per spostarci verso quello di cui in realtà c’è realmente bisogno: la creazione di servizi integrati, che in parole più comprensibili significa che intanto che ti aiuto a formarti, faccio io le cose per te, in modo da non farti rimanere indietro.

Da quando il progetto The Box Partner partì, abbiamo costantemente assistito a maldestri tentativi di copiare quello che facevamo, hanno provato a copiarci la formazione, hanno copiato blog ed articoli in modo sistematico, ed ora provano a copiare anche la nostra nuova impostazione grazie alla quale oggi siamo in grado di fornire servizi di coaching, gestione, finance, marketing e comunicazione a più di 120 realtà operanti nel mondo del fitness.

Peccato che mentre tutti i “cialtroni digitali” continuavano a perdere tempo su facebook a scrivere banalità, noi abbiamo invece dedicato il nostro tempo alla costruzione di una vera e propria azienda, fatta di uomini, processi e soluzioni software e hardware all’avanguardia: ci siamo strutturati per fornire al nostro interno tutto quello che serve alla tua attività.

E quando parliamo di tutto, intendiamo veramente tutto: commercialista, servizi legali, esperti di marketing, social media manager, una squadra di formazione sulla gestione e coaching nel mondo del Funtional Training evoluto.

Diamo tutto questo e molto di più, e lo diamo direttamente.

Tutto il resto del mondo invece fornisce pezzi separati della soluzione al problema, tutto il resto del mondo non ha struttura: i più fantasiosi si sono inventati strutture inesistenti all’estero e collaboratori immaginari … che tristezza …

Tutto il resto del mondo, vedendo quello che abbiamo messo in piedi ha trovato una soluzioni veramente fantasiose: ha messo insieme tutti pezzi separati, commercialisti, agenzie di pseudo-comunicazione, ecc ecc, che continuano a lavorare in modo separato e disorganizzato.

Tutto il resto del mondo non si è concentrato sulla creazione di una struttura, ma guadagna dalle marchette che prende dai vari fornitori di attrezzature e servizi esterni.

Meno male che noi non siamo il resto del mondo: a me non è mai piaciuto campare di marchette.

E così un passo alla volta, abbiamo costruito una azienda che come dicevamo segue ormai più di 120 realtà, a cui fornisce tutto: siamo in sostanza diventati il Comitato di Direzione che le piccole realtà non si possono permettere.

Ed abbiamo ampliato il tiro, perché mentre noi ci focalizzavamo sull’aiuto ai Box CrossFit, altre realtà del mondo del fitness hanno cominciato ad avvicinarsi a noi, hanno cominciato a cercarci studi personal e piccole palestre.

Abbiamo scoperto che in questo universo, che noi abbiamo chiamato microgym, problemi e soluzioni sono comuni.

Abbiamo scoperto che ampliando l’orizzonte, abbiamo anche la possibilità di aprire la mente oltre ai Box CrossFit potendo beneficiare dalla conoscenza e dalla contaminazione di realtà simili.

Abbiamo così identificato una nuova categoria sul mercato: quella delle microgym e ci siamo concentrati sulla creazione di servizi su questo nuovo universo che si va configurando nel mondo del fitness, formato da centri personal, Box Funzionali e piccole palestre.

Oggi Business Partner (l’evoluzione di The Box Partner, che ormai ci stava troppo stretto) conta tre sedi fisiche REALI e più di 10 professionisti che lavorano al suo interno.

Oggi siamo pronti ad affrontare le sfide che il nuovo mercato del fitness e il nuovo modo di comunicare e fare marketing richiedono.

Oggi siamo la più grande realtà nel mondo della consulenza e fornitura di servizi alle microgym italiane, ed accogliamo tutte le settimane una media di quattro nuovi clienti.

A breve la nostra seconda sede di Cesena verrà ampliata, per accogliere i nostri nuovi collaboratori.

Insomma, stiamo procedendo a spron battuto.

Ma sopratutto, siamo orgogliosi di quello che facciamo, perché stiamo aiutando più di 120 realtà ad affrontare un nuovo mondo imprenditoriale, a vincere con successo le sfide e rendere profittevole le loro attività.

Siamo orgogliosi di aver restituito il sorriso e la fiducia in se stessi a 120 imprenditori che vedevano il loro sogno trasformarsi ogni giorni in un incubo.

Ora siamo pronti, siamo pronti ad aiutare anche te.

Se ti sei ritrovato in quello che ho scritto, e pensi di avere bisogno di un aiuto concreto, noi siamo qui, pronti a farti diventare il nostro prossimo caso di successo.

Se vuoi dare quindi una spinta in più al tuo Box e uscire dalla massa che ogni giorno è a un centimetro in meno dal fallimento, noi possiamo aiutarti, ma tu dovrai rimetterti in gioco, cambiare le tue convinzioni e il modo con cui hai lavorato fino ad adesso.

 

 

 

 

Per fare tutto questo, le prime due azioni da compiere sono queste:

  • Entra nel nostro gruppo chiuso, dedicato ai Titolari di Microgym e all’interno del quale divulghiamo contenuti e condividiamo esperienze. Già solo essere dentro questo gruppo ti darà un vantaggio competitivo enorme: ti basterà prendere ed applicare tutti i contenuti che mano a mano vi pubblichiamo. CLICCA QUI PER RICHIEDERE DI ESSERE AMMESSO AL GRUPPO CHIUSO.
  • La seconda (forse il passo più importante) è quella diventare consapevole di dove sei realmente (e non dove pensi di essere), di conoscere il vero grado di competenza in ognuna delle 5 aree che come imprenditore devi padroneggiare e non solo conoscere. Vuoi saperne di più?  Prenota una call con me o con Andrea CLICCANDO QUI, e il primo passo verso crescita e prosperità sarà compiuto

Ti aspetto dall’altra parte!!

Roberto Manzi