Fonte ufficiale confermata
Che cosa è successo
È stato introdotto un regime transitorio in materia di rimborsi IVA. Le imprese la cui finestra quinquennale per presentare l'istanza è già scaduta, o scadrà entro un anno dal 1° gennaio 2026, possono presentare le richieste arretrate fino al 31 dicembre 2026. Il termine è indicato come fermo e non prorogabile.
Che cosa cambia in pratica
Si apre per pochi mesi una possibilità di recupero che in condizioni ordinarie sarebbe già chiusa. Superata la data, il credito non è più esigibile.
A chi si applica
Alle società registrate ai fini IVA che hanno maturato crediti in esercizi passati senza mai presentare istanza di rimborso. È una situazione più comune di quanto si creda fra le società costituite negli ultimi anni, dove la contabilità dei primi esercizi è stata spesso gestita in modo discontinuo.
Il rischio da non sottovalutare
Qui il rischio non è una sanzione: è un credito che si perde in silenzio, senza che nessuno segnali nulla. Chi non fa la verifica non scoprirà mai di aver lasciato del denaro sul tavolo.
Che cosa fare adesso
Ricostruire le posizioni IVA degli esercizi passati e individuare i crediti mai richiesti. È una verifica circoscritta, con un esito quantificabile in anticipo: si sa subito se c'è qualcosa da recuperare e quanto vale.
Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?
Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.
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