No Problem! - Il Blog di Mister Beef

No Problem!

“NO PROBLEM!! WE CAN DO IT!”

Questo è il Mantra che mi porterò a casa da questo paese,  questa volta più di altre: NO PROBLEM.

La  spiegazione del perché parte purtroppo da un breve storia triste: eccomi a New York a meno di 20 giorni dalla gara più importante a cui mi sia mai qualificata: il Wodapalooza 2019.

Nelle varie giornate trascorse qui, ci siamo allenati quotidianamente in diversi Box, tra cui CrossFit Solace di Dave Durante e CrossFit Spot, home della fittest woman in USA, Kari Pearce.

More...

Proprio a CrossFit Spot decidiamo di andare a fare una class tenuta da Kari ieri, il 2 gennaio. Purtroppo già dalla mattina le cose non si mettono bene e un traffico spaventoso, ma spaventoso vero, ci impedisce di arrivare in orario alla class, quindi Robi decide di prendere la palla al balzo e riposarsi, visto che non avevamo fatto ancora neanche un giorno di rest.

Io e Matt invece decidiamo di andare comunque e convertire l’ingresso per la class in open gym pomeridiano.

Ed ecco il primo: “NO PROBLEM”.

Yes no problem…., abbiamo pagato in anticipo 40 euro, quindi è giusto che ci alleniamo. A Robi restituiscono addirittura i soldi.

Paragone con l’ Italia …..no “eh ma ormai hai pagato, eh ma non so se riesci ad allenarti, eh ma non so magari ti faccio un buono…”

Finito l’allenamento vado da Whole Food e compro degli omega 3. Quando esco mi accorgo di aver sbagliato acquisto e mi reco con il mio scontrino dalla signorina all’ingresso che mi dice “NO PROBLEM”, il secondo della giornata, e mi ridà il cash che avevo speso, senza fare un plisset o fare domande sul perché e il per come.  

Il concetto di “rendiamocela facile” qui è molto sviluppato, in Italia invece vige il “complichiamoci la vita e rendiamo tutto difficile”.

Facciamo veramente fativa a comprendere e mettere in atto questa filosofia del “no problem, make it easy”.

Se sbagli un acquisto, ti rendono la vita facile nella sostituzione, perché sanno che per restituire quel qualcosa dovrai tornare, e se torni è facile che compri anche qualcos’altro.

Facile no? Anziché vedere il reso come una rottura di scatole, viene vissuto come una ulteriore opportunità commerciale.

Ma torniamo al nostro allenamento in Open Gym a CrossFit Solace: da lì a poco arriva anche Kari che ridendo ci chiede: “Ma dove siete finiti? So che avete avvertito che peccato etc etc.,

Noi gli spieghiamo la questione del traffico, e lei con fare molto gentile ci dice “NO PROBLEM, l’importante è che adesso siete qui, che vi alleniate e vi divertiate!”

Io e Matt decidiamo di fare il programma della class che avremmo dovuto fare con Kari.

Il menù prevedeva Back Squat a salire di peso partendo da 10 reps al 50% fino ad 1 rep al 100% magari provando anche il PR.

Alla doppia al 90% cedo sulla seconda rep …. le gambe le sento stanche, ogni volta che vado a prendere il bilanciere di testa mi sento stanca (col senno di poi avrei dovuto stare leggera e capire che non era giornata da heavy day).

Ma mi ripeto “sei stanca ma vuoi anche essere preparata per la gara quindi poche scuse e lavora!”, cosa che mi ripeto spesso ultimamente e se faccio due calcoli da quando me lo dico i miei infortuni sono triplicati…. ma credo di essere sulla strada giusta per imparare la lezione: devo “ascoltare” di più il mio corpo ed essere meno intransigente con me stessa.

Dopo qualche minuto di rest riprovo la doppia, ma già nella prima rep quando stacco il bilanciere penso “Oh mio Dio quanto pesa”, ma ho una gara tra venti giorni …. Quindi niente scuse, si deve fare!!

Venendo su dalla buca in stack position piena sento una torsione del busto sulla destra e un sonoro “scrontch”.

Finisco la mia alzata, poso il bilanciere e come si dice “buona la prima” con il back squat la chiudo lì.

Finisco l’allenamento con un po’ di mal di schiena  mentre Matt fa 10 kg di PR di back squat (fatti benissimo!) e chiudiamo con un wod di CrossFit.com di due giorni fa 1 strict pull up 2 push up 3 air squat etc, 12’ amrap… carino!

Doccia, usciamo e inizio ad avvertire male alla parte frontale della gamba destra frontale (stesso lato dello scronth alla schiena), un dolore che cammina giù dall’anca fino a sopra il ginocchio. Sempre più insistente, ma sono calda e riesco a camminare bene.

Arrivo all’hotel  e faccio subito un po’ di compex, un po’ di stretching e mi sdraio a letto.

Dopo 1 ora quasi non mi alzo dal letto: il dolore si irradia dalla schiena alla gamba ed è fortissimo.

 

Decido di cercare qualcuno che possa aiutarmi, e in due minuti trovo cercando in Internet uno studio di chiropratici che mi trova un posto alla mattina seguente (io ho telefonato alle 19,30….).

Costo 250€, fortunatamente coperti dall’ assicurazione.

Lì per lì mi sembra un furto ma tanto è il male che nessuna cura può essere costosa.

Visto che è tardi e non si può far niente fino all’indomani, andiamo a mangiare proprio davanti all’hotel, così non devo camminare troppo.

Appena finito di mangiare, nel tentativo di spiegare e Roby e Matt come il dolore alla schiena si irradi fino alla gamba, schiaccio eccessivamente il punto da cui mi sembra parta il tutto … e in un lampo il dolore diventa talmente forte da farmi svenire.

Appena mi riprendo, oltre al dolore e al pensiero dell’infortunio, comincio a realizzare che forse la cosa è piuttosto grave, e non riuscirò a partecipare alla gara più importante della mia vita…. e cominciano a scendermi le lacrime.

Appena riesco ad alzarmi dal tavolo del ristorante, torniamo all’hotel prendo un anti infiammatorio, e poi di corsa a letto.

Durante la notte mi sveglio 1.000 volte, il dolore alla gamba è forte, diffuso e continuo: non ho pace in quasi nessuna posizione, soprattutto prona o supina.

Presa dall’insonnia, comincio quindi a cercare in internet cosa può essere: si va dall’ernia alla Cruralgia e così via.

Faccio insomma quello che non si dovrebbe mai fare: una bella autodiagnosi partendo dalle ricerche sul web, ma sono all’esterno e sto male. Voglio sapere cosa ho, nella testa continua forte a battere un tarlo: forse ho buttato nel cesso 3 mesi di preparazione per una gara che non riuscirà mai a fare ….

La mattina la gamba continua a farmi male, tanto da farmi venire anche la nausea: mai avuto un dolore così.

Ferma in piedi sto male, dopo due passi sto male, a letto sto male, seduta sto male… non ho pace!

Per fortuna arrivano le 10 e mi presento dal Chiropratico che ho prenotato la sera prima, non lo conosco, mai visto, mi fanno compilare 200 fogli in cui per ben 3 volte dichiaro di non essere incinta, poi mi chiama una delle fisioterapiste e mi accompagna dal chiropratico: un ragazzo di 30 anni, faccia pulita americana, sguardo rassicurante, che mi mette subito a mio agio e si fa raccontare cosa è successo.

Mi dice: “ecco cosa faremo oggi, faremo qualche esame del movimento in modo da capire bene di cosa si tratta e poi vedremo come muoverci di conseguenza”.

Mi fa fare qualche test di movimento e dopo 5’ mi dice che si tratta di Ernia al Disco con una protrusione, che ha infiammato il nervo e questo provoca l’irradiamento del dolore alla gamba.

Mi spiega bene cosa significhi tutto questo, e sempre con un sorriso tranquillo mi fa altri test dopo i quali mi dice che la buona notizia è che  il nervo non è lesionato (nel qual caso ci sarebbero voluti 6-12 mesi per guarire).

“Ecco cosa faremo adesso Giorgia: eseguiremo degli esercizi insieme per capire se ce n’è qualcuno risolutivo che ti tolga il dolore, in modo che tu possa farli a casa da sola e velocizzare la tua guarigione”.

Il sottinteso è: non ti tengo qui a fare non ti dico cosa, non dandoti speranza, dicendoti che devi stare ferma… NO: ti dico che cosa faremo adesso con una sicurezza incredibile (almeno per le mie esperienze).

Facciamo questi esercizi di manipolazione, mi fa muovere, mi fa fare dei movimenti e contemporaneamente lui mi tratta. Nel mentre fa muovere anche il lettino che grazie ad un meccanismo mi sposta le gambe in basso e in alto estendendo e accorciando la colonna, quindi è come se lavorassimo in tre per risolvere il problema (mai fatto un trattamento così in vita mia).

Dopo circa 1 ora mi dice che nessuno degli esercizi ha prodotto risultati apprezzabili quindi mi porta in un’altra stanza, dove c’è un altro macchinario con cui mi farà una terapia chiamata NSSD “Non Surgical Spinal Decompression”.

A questo punto, anziché darmi un altro appuntamento o mandarmi da un’altra parte a fare questa terapia, verifica che la macchina sia libera e mi fa fare il trattamento subito!

15 minuti in cui la mia colonna vertebrale viene allungata e accorciata da 7 a 3 cm a intervalli: questo permette alla polpa vertebrale di ritornare in sede. La terapia è non invasiva, è rilassante, non fa male e ti fa sentire subito meglio.

Terminati i 15’ mi fa fare anche 15 minuti di elettrostimolazione alla schiena.

Dopo due ore in cui è stato con me, mi dice che:

  • ci vediamo domani e ripeteremo la NSSD
  • mi metterà anche il tape che vuole che metta sempre anche durante la gara …. Ah questo l’avevo dimenticato …. Non ha mai messo in discussione nemmeno per un minuto che io potessi fare o meno la gara!
  • mi pre taglierà quindi del tape e me lo darà, in modo che io lo abbia sempre a disposizione (metti che dove vado non ce l’hanno….)
  • mi indicherà poi dei centri a Boston nella zona dove andrò da domani, così da poter continuare i trattamenti NSSD, che più sono ravvicinati meglio è
  • mi dice come farò a capire se e quando starò meglio
  • mi insegna degli esercizi di stretching che in realtà conoscevo già ma non sapevo potessero essere applicati per curare una patologia come l’ernia al disco
  • mi dimostra di sapere benissimo di cosa stiamo parlando quando dico che faccio CrossFit, tant’è che mi consiglia degli esercizi di stretching soprattutto per quando faccio movimento che prevedono overhead squat.
  • Mi dice che sia a Boston che in Italia, per qualsiasi cosa o dubbio devo (non posso …. Devo) contattarlo, e lui mi risponderà subito

Mi dimostra che ha a cuore la mia guarigione, mi mette in carreggiata, mi fa riprendere il sorriso e la fiducia, mi da un percorso chiaro e tratta l’ernia per quello che è: una patologia molto comune che, almeno qui, non è invalidante, e che puoi curare tempestivamente anche in una settimana.

I 250 dollari meglio spesi della mia vita. 2 ore sono rimasta lì… sono uscita sulle mie gambe, camminando con pochissimo dolore rispetto a quando sono arrivata da lui, con la serenità del sapere che ho intrapreso una cura efficace e veloce che mi rimetterà in piedi con un’ernia protrusa.

Non dico che sono contenta di essermi fatta male perché mentirei, ma questa esperienza mi ha fatto capire la voragine che c‘è tra le cure americane a pagamento e le cure italiane a pagamento, tra la mentalità italiana e quella americana.

Capisco perché noi siamo sempre un popolo di malati che si piangono addosso mentre qui quando ti fai male ti dicono tutti “NO PROBLEM, take your rest and you’ll be fine!”.

Ve lo immaginate cosa sarebbe successo in Italia? Chi mi conosce sa che non critico mai niente e nessuno, non mi piacciono le polemiche sterili, perché tanto non servono a nulla, ma questa volta il paragone lo devo fare.

COSA SAREBBE SUCCESSO IN ITALIA

Ernia al disco: patologia gravissima, invalidante ed estremamente pericolosa.

Cerco un dottore, ha posto se va bene fra tre giorni.

Quando finalmente mi riceve, mi visita, mi dice che sospetta un’ernia al disco e mi manda a fare una risonanza per esserne certi ….e intanto passano un’ altra settimana/10 giorni.

Poi torno da lui, che mi prescrive delle cure fisioterapiche e chissà cos’altro, e mi dice di stare a riposo: con l’ ernia al disco non si scherza, e CrossFit poi comunque è pericoloso (il medico italiano 90 su 100 sono 10 anni che non vede una sala pesi).

Morale: tra infortunio ed inizio delle cure passano nella migliore delle ipotesi almeno 10 giorni, il morale è a terra, mi sento una menomata. Non riuscirò mai a fare la gara della mia vita.

COSA E’ SUCCESSO NEGLI USA

Mi faccio male oggi, aspetto fino a sera per vedere se il dolore passa, poi chiamo uno studio medico che mi da appuntamento l’indomani mattina.

Mi reco alla studio, il chiropratico seguendo dei protocolli di visita mi fa una diagnosi certa di ernia al disco con protrusione. Vista che la diagnosi è certa, cominciamo immediatamente con le terapie curative.

Nel frattempo mi dicono: ‘NO PROBLEM’, certo, l’ernia al disco non va sottovalutata, ma è una patologia molto comune, quindi siamo pratici e sappiamo come trattarla. Il nostro obiettivo è metterti a posto il prima possibile …. Caspita!! Tra meno di 20 giorni devi fare una gara!! Quindi diamoci dentro!! Ah …. Fai CrossFit, ok, allora eccoti alcuni esercizi che ti saranno utili quando farai movimenti di overhead squat!

Morale: tra infortunio ed inizio delle cure, sono passate meno di 24 ore, esco rincuorata, con il morale alto: devo fare una gara, e sono in buone mani per essere guarita in tempo.

Forse quella gara non riuscirò a farla, o forse sì, ma so che chi si sta prendendo cura di me lavora in modo tempestivo ed ha come obiettivo quello di guarirmi in fretta e in tempo.

NO PROBLEM GIORGIA!! WE CAN DO IT!

This is my place, definitely.

Giorgia

Giorgia Donato
 

Owner & Head Coach CrossFit Bicocca, CrossFit Cervia & CrossFit Cervia on the Beach.

>