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No Problem!

No Problem!

“NO PROBLEM!! WE CAN DO IT!”

Questo è il Mantra che mi porterò a casa da questo paese,  questa volta più di altre: NO PROBLEM.

La  spiegazione del perché parte purtroppo da un breve storia triste: eccomi a New York a meno di 20 giorni dalla gara più importante a cui mi sia mai qualificata: il Wodapalooza 2019.

Nelle varie giornate trascorse qui, ci siamo allenati quotidianamente in diversi Box, tra cui CrossFit Solace di Dave Durante e CrossFit Spot, home della fittest woman in USA, Kari Pearce.

Proprio a CrossFit Spot decidiamo di andare a fare una class tenuta da Kari ieri, il 2 gennaio. Purtroppo già dalla mattina le cose non si mettono bene e un traffico spaventoso, ma spaventoso vero, ci impedisce di arrivare in orario alla class, quindi Robi decide di prendere la palla al balzo e riposarsi, visto che non avevamo fatto ancora neanche un giorno di rest.

Io e Matt invece decidiamo di andare comunque e convertire l’ingresso per la class in open gym pomeridiano.

Ed ecco il primo: “NO PROBLEM”.

Yes no problem…., abbiamo pagato in anticipo 40 euro, quindi è giusto che ci alleniamo. A Robi restituiscono addirittura i soldi.

Paragone con l’ Italia …..no “eh ma ormai hai pagato, eh ma non so se riesci ad allenarti, eh ma non so magari ti faccio un buono…”

Finito l’allenamento vado da Whole Food e compro degli omega 3. Quando esco mi accorgo di aver sbagliato acquisto e mi reco con il mio scontrino dalla signorina all’ingresso che mi dice “NO PROBLEM”, il secondo della giornata, e mi ridà il cash che avevo speso, senza fare un plisset o fare domande sul perché e il per come.  

Il concetto di “rendiamocela facile” qui è molto sviluppato, in Italia invece vige il “complichiamoci la vita e rendiamo tutto difficile”.

Facciamo veramente fativa a comprendere e mettere in atto questa filosofia del “no problem, make it easy”.

Se sbagli un acquisto, ti rendono la vita facile nella sostituzione, perché sanno che per restituire quel qualcosa dovrai tornare, e se torni è facile che compri anche qualcos’altro.

Facile no? Anziché vedere il reso come una rottura di scatole, viene vissuto come una ulteriore opportunità commerciale.

Ma torniamo al nostro allenamento in Open Gym a CrossFit Solace: da lì a poco arriva anche Kari che ridendo ci chiede: “Ma dove siete finiti? So che avete avvertito che peccato etc etc.,

Noi gli spieghiamo la questione del traffico, e lei con fare molto gentile ci dice “NO PROBLEM, l’importante è che adesso siete qui, che vi alleniate e vi divertiate!”

Io e Matt decidiamo di fare il programma della class che avremmo dovuto fare con Kari.

Il menù prevedeva Back Squat a salire di peso partendo da 10 reps al 50% fino ad 1 rep al 100% magari provando anche il PR.

Alla doppia al 90% cedo sulla seconda rep …. le gambe le sento stanche, ogni volta che vado a prendere il bilanciere di testa mi sento stanca (col senno di poi avrei dovuto stare leggera e capire che non era giornata da heavy day).

Ma mi ripeto “sei stanca ma vuoi anche essere preparata per la gara quindi poche scuse e lavora!”, cosa che mi ripeto spesso ultimamente e se faccio due calcoli da quando me lo dico i miei infortuni sono triplicati…. ma credo di essere sulla strada giusta per imparare la lezione: devo “ascoltare” di più il mio corpo ed essere meno intransigente con me stessa.

Dopo qualche minuto di rest riprovo la doppia, ma già nella prima rep quando stacco il bilanciere penso “Oh mio Dio quanto pesa”, ma ho una gara tra venti giorni …. Quindi niente scuse, si deve fare!!

Venendo su dalla buca in stack position piena sento una torsione del busto sulla destra e un sonoro “scrontch”.

Finisco la mia alzata, poso il bilanciere e come si dice “buona la prima” con il back squat la chiudo lì.

Finisco l’allenamento con un po’ di mal di schiena  mentre Matt fa 10 kg di PR di back squat (fatti benissimo!) e chiudiamo con un wod di CrossFit.com di due giorni fa 1 strict pull up 2 push up 3 air squat etc, 12’ amrap… carino!

Doccia, usciamo e inizio ad avvertire male alla parte frontale della gamba destra frontale (stesso lato dello scronth alla schiena), un dolore che cammina giù dall’anca fino a sopra il ginocchio. Sempre più insistente, ma sono calda e riesco a camminare bene.

Arrivo all’hotel  e faccio subito un po’ di compex, un po’ di stretching e mi sdraio a letto.

Dopo 1 ora quasi non mi alzo dal letto: il dolore si irradia dalla schiena alla gamba ed è fortissimo.

 

Decido di cercare qualcuno che possa aiutarmi, e in due minuti trovo cercando in Internet uno studio di chiropratici che mi trova un posto alla mattina seguente (io ho telefonato alle 19,30….).

Costo 250€, fortunatamente coperti dall’ assicurazione.

Lì per lì mi sembra un furto ma tanto è il male che nessuna cura può essere costosa.

Visto che è tardi e non si può far niente fino all’indomani, andiamo a mangiare proprio davanti all’hotel, così non devo camminare troppo.

Appena finito di mangiare, nel tentativo di spiegare e Roby e Matt come il dolore alla schiena si irradi fino alla gamba, schiaccio eccessivamente il punto da cui mi sembra parta il tutto … e in un lampo il dolore diventa talmente forte da farmi svenire.

Appena mi riprendo, oltre al dolore e al pensiero dell’infortunio, comincio a realizzare che forse la cosa è piuttosto grave, e non riuscirò a partecipare alla gara più importante della mia vita…. e cominciano a scendermi le lacrime.

Appena riesco ad alzarmi dal tavolo del ristorante, torniamo all’hotel prendo un anti infiammatorio, e poi di corsa a letto.

Durante la notte mi sveglio 1.000 volte, il dolore alla gamba è forte, diffuso e continuo: non ho pace in quasi nessuna posizione, soprattutto prona o supina.

Presa dall’insonnia, comincio quindi a cercare in internet cosa può essere: si va dall’ernia alla Cruralgia e così via.

Faccio insomma quello che non si dovrebbe mai fare: una bella autodiagnosi partendo dalle ricerche sul web, ma sono all’esterno e sto male. Voglio sapere cosa ho, nella testa continua forte a battere un tarlo: forse ho buttato nel cesso 3 mesi di preparazione per una gara che non riuscirà mai a fare ….

La mattina la gamba continua a farmi male, tanto da farmi venire anche la nausea: mai avuto un dolore così.

Ferma in piedi sto male, dopo due passi sto male, a letto sto male, seduta sto male… non ho pace!

Per fortuna arrivano le 10 e mi presento dal Chiropratico che ho prenotato la sera prima, non lo conosco, mai visto, mi fanno compilare 200 fogli in cui per ben 3 volte dichiaro di non essere incinta, poi mi chiama una delle fisioterapiste e mi accompagna dal chiropratico: un ragazzo di 30 anni, faccia pulita americana, sguardo rassicurante, che mi mette subito a mio agio e si fa raccontare cosa è successo.

Mi dice: “ecco cosa faremo oggi, faremo qualche esame del movimento in modo da capire bene di cosa si tratta e poi vedremo come muoverci di conseguenza”.

Mi fa fare qualche test di movimento e dopo 5’ mi dice che si tratta di Ernia al Disco con una protrusione, che ha infiammato il nervo e questo provoca l’irradiamento del dolore alla gamba.

Mi spiega bene cosa significhi tutto questo, e sempre con un sorriso tranquillo mi fa altri test dopo i quali mi dice che la buona notizia è che  il nervo non è lesionato (nel qual caso ci sarebbero voluti 6-12 mesi per guarire).

“Ecco cosa faremo adesso Giorgia: eseguiremo degli esercizi insieme per capire se ce n’è qualcuno risolutivo che ti tolga il dolore, in modo che tu possa farli a casa da sola e velocizzare la tua guarigione”.

Il sottinteso è: non ti tengo qui a fare non ti dico cosa, non dandoti speranza, dicendoti che devi stare ferma… NO: ti dico che cosa faremo adesso con una sicurezza incredibile (almeno per le mie esperienze).

Facciamo questi esercizi di manipolazione, mi fa muovere, mi fa fare dei movimenti e contemporaneamente lui mi tratta. Nel mentre fa muovere anche il lettino che grazie ad un meccanismo mi sposta le gambe in basso e in alto estendendo e accorciando la colonna, quindi è come se lavorassimo in tre per risolvere il problema (mai fatto un trattamento così in vita mia).

Dopo circa 1 ora mi dice che nessuno degli esercizi ha prodotto risultati apprezzabili quindi mi porta in un’altra stanza, dove c’è un altro macchinario con cui mi farà una terapia chiamata NSSD “Non Surgical Spinal Decompression”.

A questo punto, anziché darmi un altro appuntamento o mandarmi da un’altra parte a fare questa terapia, verifica che la macchina sia libera e mi fa fare il trattamento subito!

15 minuti in cui la mia colonna vertebrale viene allungata e accorciata da 7 a 3 cm a intervalli: questo permette alla polpa vertebrale di ritornare in sede. La terapia è non invasiva, è rilassante, non fa male e ti fa sentire subito meglio.

Terminati i 15’ mi fa fare anche 15 minuti di elettrostimolazione alla schiena.

Dopo due ore in cui è stato con me, mi dice che:

  • ci vediamo domani e ripeteremo la NSSD
  • mi metterà anche il tape che vuole che metta sempre anche durante la gara …. Ah questo l’avevo dimenticato …. Non ha mai messo in discussione nemmeno per un minuto che io potessi fare o meno la gara!
  • mi pre taglierà quindi del tape e me lo darà, in modo che io lo abbia sempre a disposizione (metti che dove vado non ce l’hanno….)
  • mi indicherà poi dei centri a Boston nella zona dove andrò da domani, così da poter continuare i trattamenti NSSD, che più sono ravvicinati meglio è
  • mi dice come farò a capire se e quando starò meglio
  • mi insegna degli esercizi di stretching che in realtà conoscevo già ma non sapevo potessero essere applicati per curare una patologia come l’ernia al disco
  • mi dimostra di sapere benissimo di cosa stiamo parlando quando dico che faccio CrossFit, tant’è che mi consiglia degli esercizi di stretching soprattutto per quando faccio movimento che prevedono overhead squat.
  • Mi dice che sia a Boston che in Italia, per qualsiasi cosa o dubbio devo (non posso …. Devo) contattarlo, e lui mi risponderà subito

Mi dimostra che ha a cuore la mia guarigione, mi mette in carreggiata, mi fa riprendere il sorriso e la fiducia, mi da un percorso chiaro e tratta l’ernia per quello che è: una patologia molto comune che, almeno qui, non è invalidante, e che puoi curare tempestivamente anche in una settimana.

I 250 dollari meglio spesi della mia vita. 2 ore sono rimasta lì… sono uscita sulle mie gambe, camminando con pochissimo dolore rispetto a quando sono arrivata da lui, con la serenità del sapere che ho intrapreso una cura efficace e veloce che mi rimetterà in piedi con un’ernia protrusa.

Non dico che sono contenta di essermi fatta male perché mentirei, ma questa esperienza mi ha fatto capire la voragine che c‘è tra le cure americane a pagamento e le cure italiane a pagamento, tra la mentalità italiana e quella americana.

Capisco perché noi siamo sempre un popolo di malati che si piangono addosso mentre qui quando ti fai male ti dicono tutti “NO PROBLEM, take your rest and you’ll be fine!”.

Ve lo immaginate cosa sarebbe successo in Italia? Chi mi conosce sa che non critico mai niente e nessuno, non mi piacciono le polemiche sterili, perché tanto non servono a nulla, ma questa volta il paragone lo devo fare.

COSA SAREBBE SUCCESSO IN ITALIA

Ernia al disco: patologia gravissima, invalidante ed estremamente pericolosa.

Cerco un dottore, ha posto se va bene fra tre giorni.

Quando finalmente mi riceve, mi visita, mi dice che sospetta un’ernia al disco e mi manda a fare una risonanza per esserne certi ….e intanto passano un’ altra settimana/10 giorni.

Poi torno da lui, che mi prescrive delle cure fisioterapiche e chissà cos’altro, e mi dice di stare a riposo: con l’ ernia al disco non si scherza, e CrossFit poi comunque è pericoloso (il medico italiano 90 su 100 sono 10 anni che non vede una sala pesi).

Morale: tra infortunio ed inizio delle cure passano nella migliore delle ipotesi almeno 10 giorni, il morale è a terra, mi sento una menomata. Non riuscirò mai a fare la gara della mia vita.

COSA E’ SUCCESSO NEGLI USA

Mi faccio male oggi, aspetto fino a sera per vedere se il dolore passa, poi chiamo uno studio medico che mi da appuntamento l’indomani mattina.

Mi reco alla studio, il chiropratico seguendo dei protocolli di visita mi fa una diagnosi certa di ernia al disco con protrusione. Vista che la diagnosi è certa, cominciamo immediatamente con le terapie curative.

Nel frattempo mi dicono: ‘NO PROBLEM’, certo, l’ernia al disco non va sottovalutata, ma è una patologia molto comune, quindi siamo pratici e sappiamo come trattarla. Il nostro obiettivo è metterti a posto il prima possibile …. Caspita!! Tra meno di 20 giorni devi fare una gara!! Quindi diamoci dentro!! Ah …. Fai CrossFit, ok, allora eccoti alcuni esercizi che ti saranno utili quando farai movimenti di overhead squat!

Morale: tra infortunio ed inizio delle cure, sono passate meno di 24 ore, esco rincuorata, con il morale alto: devo fare una gara, e sono in buone mani per essere guarita in tempo.

Forse quella gara non riuscirò a farla, o forse sì, ma so che chi si sta prendendo cura di me lavora in modo tempestivo ed ha come obiettivo quello di guarirmi in fretta e in tempo.

NO PROBLEM GIORGIA!! WE CAN DO IT!

This is my place, definitely.

Giorgia

Orange Theory ha fatto chiudere decine di Box negli Usa?!?!

Orange Theory ha fatto chiudere decine di Box negli Usa?!?!

Sono finalmente riuscito ad allenarmi in uno di questi mostri sacri, la nuova frontiera del fitness, la catena che ha fatto chiudere decine di Box CrossFit negli Usa e che sta facendo passare notti insonni ai Box Owner che ancora sono sul mercato.

Un fenomeno veramente strabiliante: una catena che conta ora migliaia di centri in franchising, sbarcata anche in Europa (Spagna, Inghilterra e altri paesi che non ricordo) e che vanta di non aver mai chiuso nemmeno un centro.

E non è l’unica. A Milano ha recentemente aperto il primo centro Barry’s Bootcamp, che ricalca più o meno lo stesso concetto, parlando di allenamento.

Non potevo non andare a vedere di cosa si trattasse.

Così ieri ho prenotato online una class e sono andato ad allenarmi li insieme a Giorgia!!

Sommario

  • Accoglienza e prima impressione
  • La Sala Allenamento
  • Il Segreto del suo successo (o meglio …. dell’ insuccesso dei Box CrossFit)
  • Cosa puoi trovare dentro una Orange Theory
  • Cosa non puoi trovare dentro una Orange Theory
  • Perché dovresti aprire una Orange Theory (…ma anche no!!)
  • Cosa mi fa paura veramente

Accoglienza e prima impressione

Entro, il posto è fighissimo, tutto colorato, tutto perfetto, tutto arancione.

Ci accoglie una simpatica receptionist che ci fa fare un tour e ci spiega come funziona, essendo la prima volta che entriamo in una Orange Theory.

Dopo averci fatto tutta la spiega e le domande di rito, ci da il nostro braccialetto: quello che controllerà la nostra performance durante la sessione di allenamento.

Devo dire in effetti che il braccialetto con gli schermi giganti dove vedi sempre cosa stai combinando mentre ti alleni ha un certo potere di attrazione per le menti fragili ….

Proseguiamo ….

Siamo molto fortunati!!

Oggi la class la tiene niente di meno che Dominique, l’head coach. Anche lui molto cordiale, ci fa accedere alla sala 10 minuti prima (lui è già presente in sala per accogliere tutti quelli che arrivano) e ci spiega come funziona e come ci si deve muovere durante la class.

Dominique ci dice che anche lui faceva CrossFit, ma da quando si allena così, il suo cardio è migliorato tantissimo …. Il resto a nostro avviso non molto (era un po’ secco…).

Dice che CrossFit non sviluppa la resistenza cardio ….

Peccato che alla fine dell’allenamento sospettava che il braccialetto di Giorgia fosse rotto …. Perché a quanto pare andava il doppio di lui sul cardio.

PS: Giorgia corre praticamente poco o niente, per via della tendinite cronica al tendine di Achille che la perseguita ormai da 6 anni.

Anche in questo caso, simpaticissimo e molto bravo nel tenere la coreografia della class (non è stato zitto un solo secondo), ma a mio avviso parliamo di intrattenimento, non di coaching.

La Sala Allenamento

Vediamo ora la sala, composta da tre aree:

  • la prima è quella con i vogatori ad acqua (una ventina circa), che hanno una unica resistenza che equivale al livello 10 del concept
  • la seconda è fatta di tapis roulant ammortizzati e con aria condizionata. Dominique dice che quel tapis roulant molleggiato è una esclusiva della Orange Theory e che riduce praticamente a zero la possibilità di infiammazioni e infortuni.
  • la terza area è un’area funzionale, dove ci sono Trx, dumbells che arrivano alle 35 libbre, tappetini e qualche altro giocattolo.

Siamo doppiamente fortunati!!

La class di oggi è una class dedicata allo sviluppo muscolare!!

Ci sono due tipi di class, una solo aerobica, e una di potenziamento.

Il workout dura un’ora ed è così composto:

  • Tapis roulant: 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: 4’ amrap 8 alzate laterali con peso leggero (il cardio deve rimanere alto) e 8 alzate ad y (sempre con gli stessi dumbells
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con altri due esercizi con i dumbells (sempre simili ai nostri riscaldamenti), sempre 8 ripetizioni ad esercizio.
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con altri due esercizi uno con i dumbells e una specie di skipping a corpo libero (sempre simili ai nostri riscaldamenti), sempre 8 ripetizioni
  • Tapis roulant: ancora 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out
  • Area funzionale: altri 4’ amrap con 2 esercizi per gli addominali (sempre 8 ripetizioni ad esercizio)
  • Vogatore: 4 intervalli 40’’ a pace leggero e 40’’ all out

Sensazione ad inizio, metà e fine workout: CHEPPALLE!!

Meno male che era la class di potenziamento, figurati te quella aerobica come è!!

Già ho rischiato una orchite con l’allenamento di forza …. Figurati se capitavamo nella class di aerobica!!

Mi sembrava di essere tornato ai corsi di sala della Virgin!!

In sostanza, nella mia testa avevo mitizzato questo mostro ammazza-Box e ne sono rimasto molto, molto, ma molto deluso.

La Sala Allenamento

Non mi capacito di come una formula di questo tipo sia riuscita a far chiudere centinaia di Box CrossFit.

Anzi, il perché lo so e me lo hanno confermato diversi Owner americani: presi dalla smania di tirare dentro TUTTI, ma proprio tutti, senza avere un target di clienti ben preciso, i box con mestiere meno solido hanno cominciato a fare corsi di tutte le specie, più simili al bodypump che non a CrossFit e a sbragare i prezzi. E all’inizio questo ha pagato, perché qualche decina di clienti dalle palestre tradizionali li hanno presi.

Praticamente è stata l’era del fenomeno che è partito da un po’ di tempo in Italia: aumentano i box, aumentano le spese, e la via più semplice sembra essere quella di tirare dentro gente che non c’entra nulla con un box.

Ho visto fiorire ultimamente class veramente esilaranti dentro alcuni box: functional training (…ma siete impazziti?!?! Fare un corso di Functional Training dentro un Box CrossFit è una contraddizione di termini!!), Agility (cioè…. io pensavo fosse una cosa per cani, non per esseri umani), functional body building (qui mi astengo da commenti per non aprire una polemica infinita…), e così via.

Questo è esattamente il modo con cui si sono suicidati decine di Box negli Usa: si sono buttati nelle braccia di queste nuove formule, che assieme alle palestre tradizionali se li sono mangiati.

Mi spiego meglio: essendosi riempiti il Box di clienti non in target, si sono visti attaccati su due fronti:

  • dalle nuove formule (Orange Theory & C) che si sono prese quella fetta di clienti che trovavano CrossFit troppo impegnativo e troppo caro ed erano stai attirati quindi con le chiavi di accesso sbagliate per un Box
  • dalle palestre tradizionali: che si sono riprese i clienti che CrossFit a sua volta gli aveva tolto. Sì perché chi sta pensando che le palestre tradizionali stanno dormendo o stanno guardando la crescita dei box a bocca aperta sta sbagliando di grosso. Sono incazzati neri e si riprenderanno i loro clienti, prima di quello che pensiamo.

I box con un posizionamento e una strategia chiara e con un mestiere forte, non solo sono sopravvissuti, ma stanno alla grande.

A conferma di questo, i box più performanti (es. CrossFit Solace di Dave Durante) non riportano sul sito nemmeno chi è l’owner.

Sì hai capito bene: Dave Durante, per fare un esempio, non compare tra lo staff, non compare tra i coach, non esiste proprio nei media.

Quelli con le contropalle sono diventati imprenditori, e ora fanno gli imprenditori. Non giocano più e campano di rendita tanto bene vanno i loro box.

Per non parlare di chi ha deciso di non rinnovare l’ affiliazione: i Box CrossFit ‘rinnegati’ stanno sparendo lentamente. Chi si credeva cioè ormai arrivato, superiore, o è già morto o è in agonia.

Chi era convinto di non avere più bisogno di CrossFit (che ricordiamo, è una metodologia in continua evoluzione, sia dal punto di vista dell’ attività che della gestione di un Box), chi era convinto di potere creare una formula migliore di CrossFit, ha pagato cara questa presunzione.

Ma qui siamo già andati off topic ….

Dovevamo parlare solo di Orange Theory.

Quindi, ora che ho visto come funzionano posso dire

ORANGE THEORY NON TI TEMO!!

Cosa puoi trovare dentro una Orange Theory

Riassumendo, cosa c’è dentro una Orange Theory:

  • allenamenti economici (in due per un drop in abbiamo pagato 30 dollari, contro una media di 80 rispetto ai box CrossFit visitati)
  • allenamenti accessibili a chiunque, senza prima dovere fare delle lezioni introduttive
  • cortesia e lavoro su protocolli standard
  • pulizia e ambiente confortevole
  • servizi complementari di alto livello: nelle docce ad esempio c’era tutto il necessario e anche di più (teli, bagnoschiuma, shampo, creme, addirittura cotton fioc, elastici per capelli e un sacco di altre cose)
  • tanta tecnologia: allenamenti monitorati e registrati nella tua App in automatico, che ti dicono quante calorie hai bruciato e come sta migliorando il tuo livello di fitness.

Cosa non puoi trovare dentro una Orange Theory

Cosa non c’è in una Orange Theory:

  • non c’è vero coaching (perché non ci sono veri esercizi multiarticolari complessi)
  • non c’è intensità
  • non ci saranno i risultati che si possono avere allenandosi in un Box CrossFit
  • non c’è divertimento
  • non c’è community
  • non c’è l’ ambiente che c’è dentro ad un box
  • non c’è neanche lontanamente la completezza che può dare un allenamento di CrossFit

Perché dovresti aprire un Orange Theory ….ma anche no!!

Cosa può trovare un owner che decide di aprire un centro Orange Theory:

  • formazione gestionale
  • formazione dei coach
  • marketing e comunicazione già pronti e confezionati
  • processi già predisposti e pronti per funzionare
  • consulenza gratuita su tutti gli aspetti, dal progetto degli spazi, a come far evolvere il business. Ricordiamo che vantano di non avere MAI chiuso una sola palestra.

In sostanza, se ti stai buttando adesso nell’apertura di un box, ti consiglio invece di aprire una bella Orange Theory: per far CrossFit ci vuole passione e professionalità.

Se stai cercando un business facile facile e redditizio, molto redditizio, l’ apertura di una Orange Theory o di un Dave’s Bootcamp è la soluzione migliore.

Io non ci penso neanche: allenarmi dentro una Orange Theory e a una Dave’s Bootcamp mi ha fatto cagare, quindi non potrei mai aprirne uno solo perché ti fa guadagnare un sacco di soldini.

Cosa mi fa paura veramente

Quello che temo sempre di più invece sono due cose:

  • gli imbecilli farciti di soldi da papà
  • non poter più permettermi una formazione di alto livello e di viaggiare per scoprire cosa succederà a breve da noi.

Gli imbecilli farciti di soldi da papà mi fanno paura perché sono dei kamikaze.

  • Aprono perché hanno soldi da buttare via (tanto glieli da papà)
  • Si muovono senza nessuna logica imprenditoriale, perché non ne hanno bisogno (tanto i buchi poi come sempre li copre papà)
  • Fanno un lavoro di merda e sputtanano il mercato
  • Fanno chiudere chi sa fare veramente il mestiere, ma su quello ci campa e ci deve far mangiare la famiglia

…. e alla fine di tutto dopo aver mandato in vacca tutto, chiudono …. perché in fondo per loro è stato solo l’ennesimo giochino.

Per questo fino a che non mi si piazzerà vicino un imbecille farcito di soldi da papà, continuerò ad usare il mio tempo e i miei soldi in formazione e viaggi.

Ed essendo il mondo pieno di imbecilli ….. vivo sempre preoccupato.

Adesso vi saluto perché nel frattempo, nell’attesa che arrivi l’imbecille a me predestinato (il mondo ne è pieno), vado a farmi un giretto per New York. In fondo è il penultimo giorno qui: venerdì ci spostiamo a Boston.Andiamo alla mecca: Reebok CrossFit One, da Austin Malleolo e Denise Thomas  

Alla Prossima!!

Mister Beef