fbpx

No Problem!

“NO PROBLEM!! WE CAN DO IT!”

Questo è il Mantra che mi porterò a casa da questo paese,  questa volta più di altre: NO PROBLEM.

La  spiegazione del perché parte purtroppo da un breve storia triste: eccomi a New York a meno di 20 giorni dalla gara più importante a cui mi sia mai qualificata: il Wodapalooza 2019.

Nelle varie giornate trascorse qui, ci siamo allenati quotidianamente in diversi Box, tra cui CrossFit Solace di Dave Durante e CrossFit Spot, home della fittest woman in USA, Kari Pearce.

Proprio a CrossFit Spot decidiamo di andare a fare una class tenuta da Kari ieri, il 2 gennaio. Purtroppo già dalla mattina le cose non si mettono bene e un traffico spaventoso, ma spaventoso vero, ci impedisce di arrivare in orario alla class, quindi Robi decide di prendere la palla al balzo e riposarsi, visto che non avevamo fatto ancora neanche un giorno di rest.

Io e Matt invece decidiamo di andare comunque e convertire l’ingresso per la class in open gym pomeridiano.

Ed ecco il primo: “NO PROBLEM”.

Yes no problem…., abbiamo pagato in anticipo 40 euro, quindi è giusto che ci alleniamo. A Robi restituiscono addirittura i soldi.

Paragone con l’ Italia …..no “eh ma ormai hai pagato, eh ma non so se riesci ad allenarti, eh ma non so magari ti faccio un buono…”

Finito l’allenamento vado da Whole Food e compro degli omega 3. Quando esco mi accorgo di aver sbagliato acquisto e mi reco con il mio scontrino dalla signorina all’ingresso che mi dice “NO PROBLEM”, il secondo della giornata, e mi ridà il cash che avevo speso, senza fare un plisset o fare domande sul perché e il per come.  

Il concetto di “rendiamocela facile” qui è molto sviluppato, in Italia invece vige il “complichiamoci la vita e rendiamo tutto difficile”.

Facciamo veramente fativa a comprendere e mettere in atto questa filosofia del “no problem, make it easy”.

Se sbagli un acquisto, ti rendono la vita facile nella sostituzione, perché sanno che per restituire quel qualcosa dovrai tornare, e se torni è facile che compri anche qualcos’altro.

Facile no? Anziché vedere il reso come una rottura di scatole, viene vissuto come una ulteriore opportunità commerciale.

Ma torniamo al nostro allenamento in Open Gym a CrossFit Solace: da lì a poco arriva anche Kari che ridendo ci chiede: “Ma dove siete finiti? So che avete avvertito che peccato etc etc.,

Noi gli spieghiamo la questione del traffico, e lei con fare molto gentile ci dice “NO PROBLEM, l’importante è che adesso siete qui, che vi alleniate e vi divertiate!”

Io e Matt decidiamo di fare il programma della class che avremmo dovuto fare con Kari.

Il menù prevedeva Back Squat a salire di peso partendo da 10 reps al 50% fino ad 1 rep al 100% magari provando anche il PR.

Alla doppia al 90% cedo sulla seconda rep …. le gambe le sento stanche, ogni volta che vado a prendere il bilanciere di testa mi sento stanca (col senno di poi avrei dovuto stare leggera e capire che non era giornata da heavy day).

Ma mi ripeto “sei stanca ma vuoi anche essere preparata per la gara quindi poche scuse e lavora!”, cosa che mi ripeto spesso ultimamente e se faccio due calcoli da quando me lo dico i miei infortuni sono triplicati…. ma credo di essere sulla strada giusta per imparare la lezione: devo “ascoltare” di più il mio corpo ed essere meno intransigente con me stessa.

Dopo qualche minuto di rest riprovo la doppia, ma già nella prima rep quando stacco il bilanciere penso “Oh mio Dio quanto pesa”, ma ho una gara tra venti giorni …. Quindi niente scuse, si deve fare!!

Venendo su dalla buca in stack position piena sento una torsione del busto sulla destra e un sonoro “scrontch”.

Finisco la mia alzata, poso il bilanciere e come si dice “buona la prima” con il back squat la chiudo lì.

Finisco l’allenamento con un po’ di mal di schiena  mentre Matt fa 10 kg di PR di back squat (fatti benissimo!) e chiudiamo con un wod di CrossFit.com di due giorni fa 1 strict pull up 2 push up 3 air squat etc, 12’ amrap… carino!

Doccia, usciamo e inizio ad avvertire male alla parte frontale della gamba destra frontale (stesso lato dello scronth alla schiena), un dolore che cammina giù dall’anca fino a sopra il ginocchio. Sempre più insistente, ma sono calda e riesco a camminare bene.

Arrivo all’hotel  e faccio subito un po’ di compex, un po’ di stretching e mi sdraio a letto.

Dopo 1 ora quasi non mi alzo dal letto: il dolore si irradia dalla schiena alla gamba ed è fortissimo.

 

Decido di cercare qualcuno che possa aiutarmi, e in due minuti trovo cercando in Internet uno studio di chiropratici che mi trova un posto alla mattina seguente (io ho telefonato alle 19,30….).

Costo 250€, fortunatamente coperti dall’ assicurazione.

Lì per lì mi sembra un furto ma tanto è il male che nessuna cura può essere costosa.

Visto che è tardi e non si può far niente fino all’indomani, andiamo a mangiare proprio davanti all’hotel, così non devo camminare troppo.

Appena finito di mangiare, nel tentativo di spiegare e Roby e Matt come il dolore alla schiena si irradi fino alla gamba, schiaccio eccessivamente il punto da cui mi sembra parta il tutto … e in un lampo il dolore diventa talmente forte da farmi svenire.

Appena mi riprendo, oltre al dolore e al pensiero dell’infortunio, comincio a realizzare che forse la cosa è piuttosto grave, e non riuscirò a partecipare alla gara più importante della mia vita…. e cominciano a scendermi le lacrime.

Appena riesco ad alzarmi dal tavolo del ristorante, torniamo all’hotel prendo un anti infiammatorio, e poi di corsa a letto.

Durante la notte mi sveglio 1.000 volte, il dolore alla gamba è forte, diffuso e continuo: non ho pace in quasi nessuna posizione, soprattutto prona o supina.

Presa dall’insonnia, comincio quindi a cercare in internet cosa può essere: si va dall’ernia alla Cruralgia e così via.

Faccio insomma quello che non si dovrebbe mai fare: una bella autodiagnosi partendo dalle ricerche sul web, ma sono all’esterno e sto male. Voglio sapere cosa ho, nella testa continua forte a battere un tarlo: forse ho buttato nel cesso 3 mesi di preparazione per una gara che non riuscirà mai a fare ….

La mattina la gamba continua a farmi male, tanto da farmi venire anche la nausea: mai avuto un dolore così.

Ferma in piedi sto male, dopo due passi sto male, a letto sto male, seduta sto male… non ho pace!

Per fortuna arrivano le 10 e mi presento dal Chiropratico che ho prenotato la sera prima, non lo conosco, mai visto, mi fanno compilare 200 fogli in cui per ben 3 volte dichiaro di non essere incinta, poi mi chiama una delle fisioterapiste e mi accompagna dal chiropratico: un ragazzo di 30 anni, faccia pulita americana, sguardo rassicurante, che mi mette subito a mio agio e si fa raccontare cosa è successo.

Mi dice: “ecco cosa faremo oggi, faremo qualche esame del movimento in modo da capire bene di cosa si tratta e poi vedremo come muoverci di conseguenza”.

Mi fa fare qualche test di movimento e dopo 5’ mi dice che si tratta di Ernia al Disco con una protrusione, che ha infiammato il nervo e questo provoca l’irradiamento del dolore alla gamba.

Mi spiega bene cosa significhi tutto questo, e sempre con un sorriso tranquillo mi fa altri test dopo i quali mi dice che la buona notizia è che  il nervo non è lesionato (nel qual caso ci sarebbero voluti 6-12 mesi per guarire).

“Ecco cosa faremo adesso Giorgia: eseguiremo degli esercizi insieme per capire se ce n’è qualcuno risolutivo che ti tolga il dolore, in modo che tu possa farli a casa da sola e velocizzare la tua guarigione”.

Il sottinteso è: non ti tengo qui a fare non ti dico cosa, non dandoti speranza, dicendoti che devi stare ferma… NO: ti dico che cosa faremo adesso con una sicurezza incredibile (almeno per le mie esperienze).

Facciamo questi esercizi di manipolazione, mi fa muovere, mi fa fare dei movimenti e contemporaneamente lui mi tratta. Nel mentre fa muovere anche il lettino che grazie ad un meccanismo mi sposta le gambe in basso e in alto estendendo e accorciando la colonna, quindi è come se lavorassimo in tre per risolvere il problema (mai fatto un trattamento così in vita mia).

Dopo circa 1 ora mi dice che nessuno degli esercizi ha prodotto risultati apprezzabili quindi mi porta in un’altra stanza, dove c’è un altro macchinario con cui mi farà una terapia chiamata NSSD “Non Surgical Spinal Decompression”.

A questo punto, anziché darmi un altro appuntamento o mandarmi da un’altra parte a fare questa terapia, verifica che la macchina sia libera e mi fa fare il trattamento subito!

15 minuti in cui la mia colonna vertebrale viene allungata e accorciata da 7 a 3 cm a intervalli: questo permette alla polpa vertebrale di ritornare in sede. La terapia è non invasiva, è rilassante, non fa male e ti fa sentire subito meglio.

Terminati i 15’ mi fa fare anche 15 minuti di elettrostimolazione alla schiena.

Dopo due ore in cui è stato con me, mi dice che:

  • ci vediamo domani e ripeteremo la NSSD
  • mi metterà anche il tape che vuole che metta sempre anche durante la gara …. Ah questo l’avevo dimenticato …. Non ha mai messo in discussione nemmeno per un minuto che io potessi fare o meno la gara!
  • mi pre taglierà quindi del tape e me lo darà, in modo che io lo abbia sempre a disposizione (metti che dove vado non ce l’hanno….)
  • mi indicherà poi dei centri a Boston nella zona dove andrò da domani, così da poter continuare i trattamenti NSSD, che più sono ravvicinati meglio è
  • mi dice come farò a capire se e quando starò meglio
  • mi insegna degli esercizi di stretching che in realtà conoscevo già ma non sapevo potessero essere applicati per curare una patologia come l’ernia al disco
  • mi dimostra di sapere benissimo di cosa stiamo parlando quando dico che faccio CrossFit, tant’è che mi consiglia degli esercizi di stretching soprattutto per quando faccio movimento che prevedono overhead squat.
  • Mi dice che sia a Boston che in Italia, per qualsiasi cosa o dubbio devo (non posso …. Devo) contattarlo, e lui mi risponderà subito

Mi dimostra che ha a cuore la mia guarigione, mi mette in carreggiata, mi fa riprendere il sorriso e la fiducia, mi da un percorso chiaro e tratta l’ernia per quello che è: una patologia molto comune che, almeno qui, non è invalidante, e che puoi curare tempestivamente anche in una settimana.

I 250 dollari meglio spesi della mia vita. 2 ore sono rimasta lì… sono uscita sulle mie gambe, camminando con pochissimo dolore rispetto a quando sono arrivata da lui, con la serenità del sapere che ho intrapreso una cura efficace e veloce che mi rimetterà in piedi con un’ernia protrusa.

Non dico che sono contenta di essermi fatta male perché mentirei, ma questa esperienza mi ha fatto capire la voragine che c‘è tra le cure americane a pagamento e le cure italiane a pagamento, tra la mentalità italiana e quella americana.

Capisco perché noi siamo sempre un popolo di malati che si piangono addosso mentre qui quando ti fai male ti dicono tutti “NO PROBLEM, take your rest and you’ll be fine!”.

Ve lo immaginate cosa sarebbe successo in Italia? Chi mi conosce sa che non critico mai niente e nessuno, non mi piacciono le polemiche sterili, perché tanto non servono a nulla, ma questa volta il paragone lo devo fare.

COSA SAREBBE SUCCESSO IN ITALIA

Ernia al disco: patologia gravissima, invalidante ed estremamente pericolosa.

Cerco un dottore, ha posto se va bene fra tre giorni.

Quando finalmente mi riceve, mi visita, mi dice che sospetta un’ernia al disco e mi manda a fare una risonanza per esserne certi ….e intanto passano un’ altra settimana/10 giorni.

Poi torno da lui, che mi prescrive delle cure fisioterapiche e chissà cos’altro, e mi dice di stare a riposo: con l’ ernia al disco non si scherza, e CrossFit poi comunque è pericoloso (il medico italiano 90 su 100 sono 10 anni che non vede una sala pesi).

Morale: tra infortunio ed inizio delle cure passano nella migliore delle ipotesi almeno 10 giorni, il morale è a terra, mi sento una menomata. Non riuscirò mai a fare la gara della mia vita.

COSA E’ SUCCESSO NEGLI USA

Mi faccio male oggi, aspetto fino a sera per vedere se il dolore passa, poi chiamo uno studio medico che mi da appuntamento l’indomani mattina.

Mi reco alla studio, il chiropratico seguendo dei protocolli di visita mi fa una diagnosi certa di ernia al disco con protrusione. Vista che la diagnosi è certa, cominciamo immediatamente con le terapie curative.

Nel frattempo mi dicono: ‘NO PROBLEM’, certo, l’ernia al disco non va sottovalutata, ma è una patologia molto comune, quindi siamo pratici e sappiamo come trattarla. Il nostro obiettivo è metterti a posto il prima possibile …. Caspita!! Tra meno di 20 giorni devi fare una gara!! Quindi diamoci dentro!! Ah …. Fai CrossFit, ok, allora eccoti alcuni esercizi che ti saranno utili quando farai movimenti di overhead squat!

Morale: tra infortunio ed inizio delle cure, sono passate meno di 24 ore, esco rincuorata, con il morale alto: devo fare una gara, e sono in buone mani per essere guarita in tempo.

Forse quella gara non riuscirò a farla, o forse sì, ma so che chi si sta prendendo cura di me lavora in modo tempestivo ed ha come obiettivo quello di guarirmi in fretta e in tempo.

NO PROBLEM GIORGIA!! WE CAN DO IT!

This is my place, definitely.

Giorgia

Orange Theory ha fatto chiudere decine di Box negli Usa?!?!

Sono finalmente riuscito ad allenarmi in uno di questi mostri sacri, la nuova frontiera del fitness, la catena che ha fatto chiudere decine di Box CrossFit negli Usa e che sta facendo passare notti insonni ai Box Owner che ancora sono sul mercato.

Un fenomeno veramente strabiliante: una catena che conta ora migliaia di centri in franchising, sbarcata anche in Europa (Spagna, Inghilterra e altri paesi che non ricordo) e che vanta di non aver mai chiuso nemmeno un centro.

Continue reading

Che cosa è Fitness? -articolo originale di Greg Glassman-

In questo mio articolo ho deciso di pubblicare integralmente la versione tradotta in Italiano dell' articolo scritto da Greg Glassman nel lontano 2002.

Mi sto preparando psicologicamente al primo Gathering italiano dei Box Owners, e sono veramente molto eccitato dall'idea di partecipare a questa iniziativa.

Così, mentre pensavo appunto all'incontro che ci sarà questo sabato a Roma, mi è  ricapitato in mano questo articolo, che ho deciso di rileggere perché mi aiuta a focalizzare il motivo per cui cominciai a fare CrossFit, mi aiuta a ricordare quali sono le ragioni che accesero quella lampadina nella mia testa, quel fuoco che non si è mai pi spento.

Continue reading

La Guerra dei Box – 2a parte – l’Invasione degli Ultracorpi

Le Globo Gym stanno tornando

Riassunto della puntata precedente

Bene, riprendiamo da dove ci eravamo lasciati.

​Accedi subito all' articolo

Visualizza subito il post: ti basterà fare il login e potrai accedere  anche in futuro a tutti i contenuti del Blog​

arrow-circle-right

Nell’articolo precedente avevamo analizzato le prime fasi di mercato in cui i Box CrossFit hanno lavorato dal 2012 ad oggi: le fasi della Derisione, dello Stordito e della Consapevolezza.

Se ti sei perso l’ articolo precedente, leggilo, perché questo è la sua continuazione  https://robertomanzi.it/2018/09/24/la-guerra-dei-box-1a-parte/

Cosa sta succedendo e cosa succederà quindi?                                                   Quale è la quarta ed ultima fase che ci dobbiamo aspettare?

La chiameremo    L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI

Per riassumere l’ ultima fase vista (la terza), negli ultimi due anni da fenomeno parallelo al mercato del fitness, ci siamo ritrovati catapultati dentro a questo, diventando a tutti gli effetti player di questo mercato.

Peccato che in questo mercato per noi nuovo, i concorrenti presenti sono più esperti e più informati di noi a livello manageriale.

Cosa vuol dire questo? Facciamo come sempre un esempio pratico: ipotizziamo che un artigiano che ha sempre costruito sedie per i suoi clienti, si veda attaccato da una azienda che produce sedie in catena di produzione che ha deciso di prendersi i suoi clienti.

L’azienda, grande o piccola che sia produce in serie, quindi riesce a dare un prodotto di buona qualità ad un prezzo decisamente più competitivo dell’artigiano.

Le classiche obiezioni “sì…ma l’ artigiano fa tutto a mano ….  un prodotto di qualità fatto mano …..” sono una puttanata che non si può sentire.

Se l’ artigiano costruisce una cazzo di sedia in tutto e per tutto uguale a quella dell’ azienda, chissenefrega se la fa a mano!!                                     Quell’artigiano morirà schiacciato dalla concorrenza!!

Quale è quell’ artigiano su 100 che riesce a campare anche in presenza di aziende strutturate? Quello che trasforma il suo lavoro in un’arte, quello che riesce ad aggiungere alle sue sedie uno stile, un’idea, qualcosa che venga veramente percepito come estetica e qualità superiore.

Ecco, il 99% dei box CrossFit presenti oggi sul mercato del fitness, sono esattamente come i 99 artigiani nel mercato delle sedie. Prima avevano un prodotto unico, ora non più. Il loro prodotto è in tutto e per tutto uguale a quello di tante palestre normali che svegliatesi dal torpore hanno piazzato dei corsi funzionali di tutto rispetto, e hanno fatto piombare noi nella fase della derisione: mentre loro imparano, copiano, si formano, noi li prendiamo per il culo pensando che continuino a vendere le solite cose, e che comunque non siano bravi come noi, e intanto loro macinano iscritti.

Fine della terza fase già vista nell’articolo precedente.                                               Come reagire a questa concorrenza? Visto nell’articolo precedente: leggetelo o rileggetelo.

Arriviamo quindi alla quarta, incombente fase:

L’invasione degli Ultracorpi

Mentre molti di noi ancora non hanno compreso a pieno la terza fase, e la stanno sottovalutando, ne sta già entrando prepotentemente un’altra, caratterizzata da due grandi Universi imprenditoriali che a valanga stanno arrivando:

  • gli imprenditori delle palestre tradizionali, con i loro corsi di hiit e allenamenti funzionali di varia natura, che giocano sul fattore tempo limitato dei clienti, sulla maggiore accessibilità dei loro allenamenti, o che inseriscono dei veri e propri box all’interno delle loro strutture
  • delle nuove catene, che si pongono in diretta concorrenza con i box CrossFit, in quanto forniscono servizi e corsi che colpiscono le stesse leve di un box: divertimento, varietà, risultati, innovazione, community, ecc ecc. A volte fanno un’ attività proprio quasi uguale a quella di CrossFit, a volte invece hanno costruito dei modelli di business veramente alternativi.

Ecco, gli imprenditori del gruppo 1 qualcuno se li aspetta: sono gli stessi presenti oggi nella terza fase, che si fanno più fanno ancora più furbi, e già questi diventeranno un problema.

Gli imprenditori del gruppo 2 invece diventeranno più che un problema: saranno la causa della chiusura a valanga di centri fitness simil-box improvvisati e Box CrossFit senza una struttura manageriale ed una solidità finanziaria forte.

Ti sembrerà un paradosso, ma il cetriolone che ci arriverà da dietro vincerà proprio sull’assetto imprenditoriale, non sulla qualità dell’insegnamento e la validità del prodotto offerto.

Vuoi qualche nome di queste grandi catene così ti fai un’idea di cosa stiamo parlando e magari gli dai un colpo di telefono per aprire un loro franchising? Orangetheory, HIIT Gym, Bodytek, P90X.

Queste sono le quattro principali, ma si contano ormai solo in Europa almeno 10 catene di questo tipo, e quando parliamo di catene, parliamo di centinaia di gym per insegna.

Ottimo, quindi ecco l’elenco delle brutte notizie:

  • queste catene vantano di non avere ancora chiuso una gym tra quelle aperte sia in diretta che in franchising, CrossFit invece oggi può vantare un bel numero di chiusure e box in crisi nera
  • hanno una struttura manageriale e di assistenza che copre anche il franchisee (quindi tu che apri una loro gym in franchising), CrossFit no
  • queste catene danno un’esclusiva territoriale di circa 7km se apri con loro, CrossFit no.

Quindi….viene proprio da pensare di mollare tutto e andare ad aprire una Orange Theory per esempio!!!                                                                                    Ecco, se ci stai pensando, se ti ho acceso una lampadina, se pensi che affiliarsi a CrossFit non abbiamo più senso, fallo subito!! Trasforma il tuo box o apri un franchising di queste nuove catene!!

Vuol dire che tu a CrossFit non ci hai mai creduto, e sei salito sul carro non per convinzione e passione, ma solo perché era di moda e ti sentivi figo a dire che avevi un Box, o perché eri convinto che avere un box ti avrebbe permesso di allenarti senza fare più un cazzo nella vita (e come hai visto invece le cose sono un po’ diverse….). Per te l’articolo finisce qui, il seguito non ti interessa, cerca subito altre strade: pensavi non ce ne fossero, e invece hai visto? Ce n’è un sacco nel nuovo mercato del fitness.

Se stai cercando soldi facili o qualcosa di figo da fare, come vedi ci sono strade molto migliori di CrossFit.

Se invece ti stai preoccupando per l’ arrivo di questa quarta ondata, e cerchi una soluzione per far sopravvivere il tuo Box, perché tu a CrossFit ci credi veramente, hai aperto perché credi nel metodo, nella community e soprattutto pensi sul serio che CrossFit sia l’unica via per non vendere fumo negli occhi ai tuoi clienti ma garantirgli ancora 100 anni in salute e perfetta forma fisica, allora il resto dell’articolo è per te.

Riprendiamo quindi le fila del discorso.

Queste nuove grandi catene catene sono molto brave a vendere fitness di gruppo. Hanno preso il modello CrossFit, lo hanno modificato, plasmato e ci hanno costruito sopra un solido sistema e un marchio forte e con una nuova identità, e lo stanno diffondendo a macchia d’olio.

Probabilmente i loro centri faranno molti più iscritti del tuo Box, e  probabilmente pagheranno i loro istruttori decisamente meno di te.

Probabilmente hanno anche meno attrezzature e spazio, ma pavimenti più puliti, docce più fighe e più numerose delle tue, saune e bagni turchi a profusione, e costruiscono su una ‘finta intensità di allenamento’, venduta da una potente macchina di marketing, la miglior alternativa al tuo Box.

Ma soprattutto, sono molto più bravi di te a fare business.

Come fare a competere contro di loro? Facile, non lo devi fare: la battaglia è già persa. Da un punto di vista commerciale saranno sempre più bravi e preparati di te.

Dobbiamo ficcarci in testa che non possiamo competere con i player del mercato del Fitness: ci fanno il culo a prescindere.

La nostra spavalderia e la nostra supponenza di avere qualcosa di unico ed esclusivo è ora che ce la infiliamo nel c……

Le risposte per sopravvivere alla quarta fase

Quindi? Quale è la risposta, la reazione a tutto questo?

Ci sono tre scelte:

  • chiudere e fare altro nella vita (diciamo che ci hai provato ma è andata male)
  • trasformare il tuo Box in una Hiit Gym o similare
  • uscire nuovamente dal mercato del fitness e tornare a viaggiare in parallelo a questo, come era avvenute nelle prime due fasi.

Io personalmente ho ormai scelto da tempo la terza strada: è la più faticosa da perseguire, la più costosa (bisogna mettersi in testa e convincersi del fatto che bisogna formarsi e spendere tanti bei soldoni per questo), e probabilmente quella più in salita, ma cazzo, io a CrossFit ci credo sul serio.

Penso veramente che sia l’unico modo per rimanere in salute fino a che morte non ci separi da questo mondo, credo davvero che ai miei clienti io debba vendere solo questo perché è l’unica cosa che funziona.

Quindi, se tu la pensi come me, abbiamo un pò di lavoro da fare nei prossimi tempi.

Per reagire e rimanere vincenti anche nella quarta fase, dovremo mettere in campo tutto quello che abbiamo sviluppato per la fase tre, più un’altra serie azioni. Quali? Eccole:

1. Vendere coaching, valore e non un corso qualsiasi.

Dai una struttura ed una identità alle class. Tutti devono parlare la stessa lingua all’interno del tuo box.

Quello che vendi durante una class deve essere di grande valore: coach competenti, che seguono una linea, che preparano quello che andranno a fare, che per ogni workout studiano progressioni, scaling, tempi. Ogni class è il risultato di un piano ben riuscito, non una bella improvvisata con tarallucci e vino.

Formarsi e formare i trainers che lavorano per te, sperimentare, girare, vedere altre realtà e mettere le mani dentro marmellata: andate a vedere e provare i corsi dei vostri concorrenti, loro lo fanno, regolarmente, anche se voi non ve ne accorgete.

Allena i tuoi clienti, dentro e fuori alle class: questo ti suonerà strano … e forse non ne capirai il senso, ma devi essere un ottimo coach sia in class che fuori dalla class. Devi veramente avere a cuore i tuoi clienti, e gioire in modo sincero quando ottengono risultati e sono al settimo cielo perché riescono a fare qualcosa in cui non riuscivano: il primo muscle up per uno dei tuoi clienti, deve suscitarti più emozione di quanta non ne dia a lui. Solo così sarai veramente differente dagli altri e non sarai confuso con uno dei tanti del mercato del fitness. Tu devi stare fuori da questo.

Ancora, lascia le persone libere di fare e sperimentare, di giocare anche fuori dal box. Non vivere tutto questo come una minaccia.

Lasciali girare per altre palestre e altri Box, falli andare in bici, in piscina, ecc ecc ecc. Anzi, spingili tu a fare tutte queste cose.

Se hai paura di tutto questo, se hai paura che i tuoi clienti mettano la testa fuori dal box e ti confrontino con altre attività o altri box, sei tu ad avere un problema, torniamo sempre lì: non ti senti sicuro, e forse questo è dovuto al fatto che ti sei improvvisato in qualcosa più grande di te. Se così è, corri subito ai ripari, apri il portafoglio e investi come se non ci fosse un domani nella tua formazione e in quella dei tuoi coach.

Dimentica gli aperitivi e le cene e la sera studia fino a che non ti si chiudono gli occhi.

2. Considera tutte le formule ‘ibride’ e i non affiliati come un OnRamp del tuo box

Se sei un vero Owner e Coach CrossFit, se il tuo Box è forte, ha un nome, devi vivere tutta questa finta concorrenza come l’anticamera di CrossFit.

Questo vuol dire che in un periodo più o meno breve, i clienti ad esempio del corso di funzionale della palestra vicino a te, ti cadranno tra le braccia: prima o poi si annoieranno a morte, ma saranno pronti e meno spaventati da CrossFit e dall’ alta intensità (in fondo in palestra gli hanno detto che il funzionale è praticamente CrossFit ….).

3. Costruisci la tua scala prezzi sopra la loro 

Non sbragare i tuoi prezzi: i clienti vivono sempre un prezzo basso come qualità bassa. Se qualche cliente ti lascia perché trova una alternativa più economica, i casi possono essere due:

  • non sei riuscito a comunicargli il giusto valore di quello fai
  • quello che fai non ha in effetti valore perché non lo sai fare (formati e studia!!)
  • non erano tuoi clienti perché danno alla loro salute un prezzo inferiore a quello di un aperitivo: questi lasciali pure alle palestre tradizionali.

4. Lascia che ti copino anzi, assicurati che ti copino

Sì, non sono impazzito, lascia che ti copino e con la loro presunzione modifichino e distorcano CrossFit pensando di poter far meglio.

Sono anni che questi tizi lo fanno: copiano il metodo di Glassman per poi spararci pure sopra merda.

Copiandoti, sporcando il metodo e tirando fuori una cosa che non è né carne né pesce, non faranno altro che far percepire quello che vendono realmente: un prodotto qualitativamente inferiore al tuo, o quantomeno meno efficace.

5. Non inventare qualcosa di tuo o fare qualcosa di ibrido

Se ti vuoi suicidare, comincia a tirare dentro al tuo box di tutto: yoga, mobility, ginnastica, weightlifting, pilates, e perché non anche Zumba??? Guarda che va di moda un casino anche quella!!

Se ti vuoi veramente suicidare, affianca alle tue class di CrossFit le class di funzionale….magari no barbell per donne che non vogliono ingrossare.

Ecco, qui sei proprio morto davvero: significa che hai paura a vendere CrossFit, forse non ci credi neanche tu, e quindi non potranno mai crederci neanche i tuoi clienti.

Non provare a tirare dentro tutti: CrossFit non è per tutti. Che ti piaccia o no vendi un prodotto di nicchia, tanto di moda in questo momento, ma sempre di nicchia è.

Non riuscirai mai ad avere una attività per tutti: neanche la Virgin è una palestra per tutti: anche le sue gym hanno delle strategie di posizionamento e dei clienti target ben precisi. Non esiste la palestra per tutti!!

Ricordati sempre che tu vendi salute, prestazione, benessere: l’aspetto fisico è solo un effetto collaterale di quello che fai. Se vendi attività mirate all’aspetto fisico, vendi fitness, entri in competizione con il fitness e con gli imprenditori del fitness….sei morto insomma.

Vendi class di CrossFit e dedica tempo ai clienti che vogliono fare questo, dedica tempo a fare cultura nella zona dove è il tuo box su questo, per far capire che CrossFit è salute ed è la sola attività che funziona veramente.

Bene, anche per oggi è tutto.

Al prossimo articolo!!

Cordialmente

Mister Beef

>